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SABATO 10 AGOSTO 2013 09:48 « Indietro
BARI VECCHIA: UNA CARTOLINA IMMUTATA NEL TEMPO

A chi ha la fortuna di restare in città in questi giorni di ferie potrebbe capitare di sentire il richiamo della città vecchia di Bari, un suono simile alle urla dei pescatori ed al vocio delle donne che riempiono le stradine del borgo antico. Ancor più se la città si svuota, un passaggio nei vicoli stretti che raccolgono la storia della nostra città è d’obbligo. Ne godono i turisti, che giungono ogni giorno a bordo di grandi navi da crociera. Molti di loro capita di incrociarli a Bari vecchia cappellino in testa e naso all’insù, a cercare il cielo tra le mura delle case che si stringono facendo trapelare scorci di luce suggestivi. Meno gente c’è più è facile ascoltare la voce dei ciottoli che raccontano una storia incessante, fatta dei passi e dei migliaia di volti che li hanno attraversati. Il borgo antico di Bari però non è fatto solo di suoni, ma soprattutto di odori. E’facile essere rapiti dall’odore penetrante della semola, impastata per dar vita alle mitiche orecchiette. Si trovano donne fuori dai sottani “attrezzate” con tavolieri tramandati di madre in figlia, sguardo basso e concentrato sulla produzione della trafila più famosa di Puglia. I gesti sono identici e sincronizzati, impossibili da ripetere per qualsiasi macchina esistente. Grandi reti intelaiate accolgono le opere d’arte, che lentamente seccano raggiungendo la giusta consistenza per essere pronte alla cottura. Dietro le mura fresche e spesse delle case le donne cuociono ragù densi ed odorosi e rape croccanti che accoglieranno le orecchiette, facendo impazzire i passanti. Le orecchiette diventano souvenir nelle mani dei turisti, che proseguono sorridendo il viaggio nella città vecchia. Dai piaceri della tavola presto si passa ai luoghi sacri che rendono unico il nostro borgo antico. Le macchine digitali fotografano tutto ma gli occhi non si saziano di seguire le linee architettoniche, gli ori e gli argenti della Basilica di San Nicola. La preghiera ed il raccoglimento del silenzio ombroso della navate della Basilica, lasciano presto piede ai rumori gridati dei vicoli più trafficati. Tra gli scorci più belli il famoso arco delle meraviglie, immortalato dai turisti che spesso chiedono alle guide di farsi raccontare la sua storia. Ancora piazza Mercantile con la “colonna infame”, il pilastro al quale anticamente venivano legati coloro i quali non pagavano le tasse. Poi l’ampio balcone della Muraglia accoglie lo stupore dei turisti ma non solo, portando la luce del mare nei loro occhi e nel loro cuore.


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