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BIOGRAFIA DI LUCA TURI

Da lunga esperienza in campo fotografico alla vera e propria professione di cineoperatore.
 

Nasce così Luca Turi, uno dei più noti telecinefotoreporter della Puglia, iscritto all’Ordine dei Giornalisti dal maggio 1977, oggi punto di riferimento per le grandi testate fotografiche e televisive italiane ed estere oltre che, attualmente, fornitore di immagini per la Rai Radiotelevisione Italiana. Determinante la sua esperienza professionale maturata nel corso della guerra nei Paesi Balcanici, al punto da diventare esperto per numerose testate giornalistiche e profondo conoscitore dei rapporti tra la Puglia e l’Albania.

 

La sua attività è iniziata nel 1970. Per capire la sua storia della sua vita professionale è necessario fare un passo indietro nel tempo, cioè quando Luca Turi aveva 8 anni. Anche lui ha cominciato sin da piccolo a scoprire ogni segreto di questo mestiere. Suo grande maestro è stato Michele Ficarelli, un uomo dalle straordinarie capacità professionali che con pazienza e immenso affetto ha saputo trasmettergli amore e passione per questo lavoro.


Una passione che l'ha accompagnato per tutta la vita e lo accompagna ancora. La sua attività professionale è cominciata nel 1953. Durante il periodo postbellico Luca Turi ha imparato a fermare il tempo e gli avvenimenti su pellicole diventando un vero artista. Nonostante le difficoltà economiche nelle quali versava la famiglia, il suo grande desiderio di diventare un maestro della fotografia e delle riprese televisive non l'ha abbandonato mai.

All’età di 16 anni ha accettato di trasferirsi a Milano per vivere la grande esperienza fotografica del nord. Quindi ha iniziato a lavorare come fotografo con il quotidiano "Il Giorno". Così giovane è riuscito  comunque ad affermarsi e a dimostrare ai grandi della fotografia che era un professionista. Infatti, appena giunto a Milano ha sbalordito il caporedattore e persino il direttore del quotidiano con del materiale fotografico che pochi, se non nessuno, sarebbe riuscito a realizzare. Stiamo parlando di quello che, in termini tecnici, si definisce “scoop”, fotografando la casa di Papa Giovanni XXIII, in un piccolo paese del Bergamasco, denominato “Sotto il Monte”. 

 

Un’impresa a dir poco ardua… ma come è riuscito ad intrufolarsi nell’abitazione privata del Pontefice? Conquistando la stima e la simpatia del fratello del Papa.

 

 Un lavoro eccezionale. Così lo hanno definito i capi del "Giorno" di Milano che hanno intuito che quel "ragazzino" sarebbe diventato un mago del fotogiornalismo.

 

La collaborazione con il quotidiano continuava. La voglia di restare a Milano e di dimostrare ai tanti fotografi locali che un giovane rampante del sud era in grado, senza peccare di presunzione, di lasciarli a bocca spalancata è stata davvero tanta; ma gli affetti familiari e l’amore per la sua terra lo hanno indotto a tornare a Bari, dove ha ripreso a lavorare sotto le dipendenze del suo maestro.

 

Nel 1964, all'età di 21 anni, Luca Turi ha messo su un'attività in proprio. Uno studio fotografico in via Cairoli, nel pieno centro di Bari. Una lavoro duro ma che oggi ha avuto la sua giusta ricompensa. Quante notti passate in camera oscura  a stampare pellicole e fotografie! Quante notti in bianco trascorse sui luoghi di delitti e di tragici eventi che hanno caratterizzato la storia della Puglia e quanti giorni passati girando tra città e paesini a scattare diapositive. Sì, diapositive, perché a quei tempi il telegiornale della Rai si confezionava con le fotografie.

 

Per mostrare in televisione la località nella quale era successo qualcosa di rilevante per la cronaca si utilizzavano le immagini di Luca Turi, l'unica persona alla quale potevano chiedere questo genere di materiale poiché nessuno era in grado di fornirlo. Tanti gli eventi che ha seguito scattando decine e decine di fotografie. Ne riportiamo qualcuno che più è rimasto impresso nella sua mente: negli anni ‘70 il matrimonio di Albano e Romina Power a Cellino San Marco, un paesino in provincia di Brindisi. Quella fu la prima prova del nove. Infatti, riprendere gli attimi del si tra Albano e Romina è stata davvero un'impresa. Luca Turi ha atteso ore e ore fuori la chiesa con il dubbio che il matrimonio potesse celebrarsi in forma del tutto ristretta correndo il rischio di non poter scattare alcuna fotografia. Ore di pazienza ma soprattutto di trepidazione. Aspettando dinanzi all'ingresso della chiesa è riuscito alla fine a scattare i momenti più belli, realizzando un ottimo reportage.

Un'altra esperienza che Luca Turi difficilmente dimenticherà è la morte di Padre Pio.

Infine, da non dimenticare lo storico reportage che Luca Turi ha realizzato l’otto agosto del 1991 durante l’indimenticabile sbarco a Bari della nave “Vlora” carica di circa 20.000 profughi albanesi in fuga dalla guerra e dalla povertà. Uno degli scatti che ritraggono l’imbarcazione giunta nel porto di Bari ha fatto il giro del mondo conquistando le prime pagine di numerosi quotidiani e periodici.

Luca Turi, già Cavaliere della Repubblica Italiana dal 1981, è stato nominato Cavaliere Ufficiale il 27 dicembre 2008. Da sempre impegnato nel sociale, occupandosi dei più bisognosi e delle loro richieste di aiuto.

Il 17 ottobre 2018 a Luca Turi è stata conferita la cittadinanza onoraria di Durazzo (Albania) per la seguente motivazione: "merito speciale per aver vissuto in prima persona il dramma della fuga della gioventù albanese senza speranze in un tempo di grandi dilemmi. La storia di un popolo che rivive attraverso il suo libro dal titolo "La Memoria del Vento", dove una generazione vedrà sempre se stessa e quelle che verranno vedranno l'incredibile."


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