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L’Ebrù è una particolare antichissima tecnica pittorica originaria dell’ Iran poi diffusasi anche in Turchia. Una delle più antiche testimonianze di EbrùArt  (1447), di straordinaria bellezza e perfezione cromatica, si  trova attualmente nel Topkapi Place Museum. Questa tecnica, insolita e poco nota in occidente, la cui divulgazione  è però in ascesa specie al nord Italia, riproduce in modo singolare l’effetto ottico della superficie del marmo attraverso tutte le possibili sfumature  di colore che si vogliono usare. L’Ebrù, tradotto “nuvoloso”, per esprimersi utilizza materiali semplici e facilmente reperibili, come l’acqua, i colori ad olio e la bile di fegato bovino o suino. Questi elementi naturalmente insolubili , “combinandosi” tra loro solo dal punto di vista cromatico, originano dei veri e propri capolavori. L’acqua (raccolta in un catino), in cui progressivamente verranno  versate piccole gocce oleose di colore che saranno poi “tirate” ad arte dal pittore con appositi bastoncini  per creare il disegno desiderato, diventa base o se vogliamo “tela” originaria del dipinto su cui, successivamente, verrà passato il foglio che “catturerà”, imprimendola, l’immagine formatasi.

Elvira Zammarano




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