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MERCOLEDÌ 07 APRILE 2010 10:36 « Indietro
BARI: PRIMO TRATTAMENTO ABORTIVO DOPO LAPPROVAZIONE DEL FARMACO
Primo giorno di somministrazione ordinaria della pillola abortiva RU-38486, meglio nota come RU-486. La prima struttura a farne uso in regime ordinario sarà proprio il Policlinico di Bari, dove nella clinica ginecologica di cui è primario il dottor Nicola Blasi verrà somministrato il farmaco ad una paziente di 25 anni che si è resa disponibile al trattamento. Questa pratica, che si presenta come alternativa all’aborto chirurgico, prevede l’assunzione di 3 pillole in cui la molecola del principio attivo Ru funge da antiormone, sostituendosi all’ormone responsabile dello sviluppo della gravidanza ed interrompendo la stessa entro le prime sette settimane dal suo inizio, mentre il distacco e la fuoriuscita del materiale organico previa la dilatazione dell’utero dipendono dal principio prostaglandine. Primo trattamento quindi dei dieci per il momento giunti presso la struttura ospedaliera, dove la somministrazione, in attesa di direttive, avverrà in regime di ricovero come indicato con margini di flessibilità e discrezionalità per ogni regione, dall AIFA, l’Agenzia Italiana del Farmaco. La donna sarà quindi sottoposta al trattamento in stato di ricovero per 3 giorni presso la struttura ospedaliera. In parallelo una prima di protesta contro l’uso della Ru-486 è stata portata avanti dall’ Associazione Comunità Papa Giovanni XXIII all’esterno del Policlinico. La pillola fu scoperta nel 1982 e in nazioni come la Francia è in uso da 20 anni mentre in Italia fino ad ora sono circa 1800 le donne che l’hanno usata in via sperimentale di cui 196 presso il Policlinico barese. Si attendono ora disposizioni che regolino l’uso di questo nuovo farmaco, o meglio di questa nuova pratica per l’interruzione volontaria di gravidanza, mentre l’Assessore al Welfare e ginecologo Ludovico Abbaticchio afferma che “Questo metodo farmacologico, meno cruento dell’atto chirurgico per l’Interruzione volontaria di gravidanza non sposta di una virgola l’impegno che le istituzioni devono, in maniera integrata, porre in essere per la prevenzione non solo dell’aborto ma anche di altri temi lesivi per la salute”.

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