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VENERDÌ 14 NOVEMBRE 2008 19:58 « Indietro
LA VERA STORIA DELLATTENTATO AL PAPA NELLULTIMO LIBRO DELLA GIORNALISTA ANNA MARIA TURI
Anna Maria Turi, lei ha appena pubblicato in Bulgaria, Paese su cui grava ancora il sospetto di aver armato la mano di Ali Agca, un nuovo libro sull’attentato al Papa dopo quello uscito nel 1996. A quali conclusioni è giunta?- Le conclusioni discolpano in larga parte il regime dell’epoca. Per quanto concerne alcune responsabilità minori, per accertarle mi recherò a Sofia per consultare i documenti declassificati dei Servizi segreti di quel Paese. Sono stata la giornalista che, autorizzata dal Ministero di Grazia e Giustizia, per più tempo ha parlato con Agca quando si trovava nelle carceri italiane. Sono anche quella che ha ricevuto da lui qualche centinaio di pagine autografe col racconto della sua vita e più di cinquanta lettere. Ho inoltre realizzato con lui, con una mia troupe, la più lunga intervista filmata, che finora non ho voluto mandare in onda. Tra quanto lui mi ha detto e scritto e le mie ricerche di specialista di eventi e personaggi dell’area cattolica, ho avuto a disposizione elementi determinanti per comprovare e circostanziare quanto i giudici Rosario Priore e Carlo Palermo hanno ipotizzato sul piano delle rispettive indagini. - Cosa le piace ricordare delle sue esperienze nel campo del giornalismo investigativo?-Sintetizzando, posso dire che spesso anticipo i tempi denunciando fenomeni sui quali ancora non si sono accesi i riflettori, ovvero portando avanti con perseveranza indagini sulle quali i riflettori si sono spenti. Per il quotidiano Il Tempo condussi la prima sistematica inchiesta, in seguito ricalcata da altri giornali, sulle sette religiose. Mi occupai in tempi non sospetti di infanzia abusata e abbandonata con un’indagine a 360° da cui nacque un dossier destinato ai governi. - Quali sono i misteri che la tengono ancora impegnata?- Quello sul caso della sparizione di Emanuela Orlandi, sul quale feci alcuni scoop sempre per il quotidiano Il Tempo. Recentemente ho pubblicato notizie nuove sul settimanale Visto della Rizzoli Periodici. Infatti sono andata sulle tracce della Orlandi in Turchia e in Africa settentrionale, scoprendo cose molto, molto interessanti, che sono oggetto di un libro in corso di scrittura. A suo tempo, per Panorama, feci un altro scoop sul caso della morte di Cédric Tornay e del comandante delle Guardie svizzere. Ma non mi occupo solo di grandi delitti. Da anni mi occupo anche di fede e di miracoli, in articoli e libri da cui ha preso le mosse la mia collaborazione alla trasmissione televisiva diretta da Piero Vigorelli “Miracoli”. - Come ha potuto abbinare questi due interessi?- Emilio Servadio, il grande psicanalista, è stato il mio Maestro e ispiratore in materia di psicologia e anche di psicologia religiosa. Tuttavia essendo laureata in Storia e Filosofia mi occupo anche di geopolitica. Ho scritto ad esempio per l’Espresso e per Limes sulla Somalia avendo tra l’altro intervistato i più temibili Signori della Guerra somali. - Ha viaggiato molto? - Sì, sia in Italia, e soprattutto nel Meridione d’Italia, facendo straordinarie scoperte, e all’estero, in tutto il mondo. - Come vive oggi Anna Maria Turi? Anche se ho incontrato e desidero ancora incontrare le persone, per natura sono una solitaria. Da qualche tempo ho lasciato Roma per un piccolo borgo dell’Alto Lazio, nel cuore di un Parco archeologico e naturalistico. - Quale esperienza ricorda con più emozione?- Tutte hanno avuto un sapore, un significato, e hanno lasciato dietro di sé una scia di sentimenti che si sono impressi indelebilmente nella mia mente e nel mio cuore.

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