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VENERDÌ 25 FEBBRAIO 2022 10:42 « Indietro
IL MESSAGGIO DI PUTIN SUI SOCIAL: “VOGLIAMO LA PACE”. QUINDICI ANNI DOPO, LA GUERRA

“Vogliamo la pace!

Volevamo parlare e negoziare.

Secondo gli accordi di Minsk, abbiamo dato all'Ucraina la possibilità di reintegrare le repubbliche del Donbass. L'Ucraina doveva solo smettere di sparare nelle aree residenziali e ascoltare le persone che vivono lì.

Volevamo parlare con l'Europa e gli Stati Uniti, ma in risposta ci siamo trovati di fronte solo all'incuria delle nostre domande.

In tutti questi anni, l'Occidente ha sostenuto il regime ucraino, spingendolo alla guerra con la Russia. In tutti questi anni abbiamo chiesto di non armare i nostri vicini, perché queste armi vengono usate contro i civili nel Donbass.

La nostra opinione è stata ignorata. Al nostro confine, hanno creato una testa di ponte della NATO, il cerchio intorno a noi si è ristretto, mentre noi abbiamo continuato ad essere strangolati dalle sanzioni per cose che la Russia non ha fatto.

Non abbiamo annesso la Crimea: il referendum si è tenuto e ci è ritornato.

Non abbiamo combattuto nel Donbass: era la guerra civile in Ucraina.

Ma ora l'Ucraina ha lanciato un attacco alle repubbliche del Donbass riconosciute dalla Russia. E il presidente dell'Ucraina in un forum internazionale dichiara il suo desiderio di possedere armi nucleari per minacciare la Russia.

Il popolo ucraino è popolo fraterno per i russi, ma la loro leadership e gli Stati Uniti li conducono nell'abisso, predicando odio per la Russia.

Aiuteremo a liberare il popolo fraterno dell'Ucraina.

L'Ucraina sarà libera e indipendente. E amichevole con la Russia. Vogliamo che gli Stati Uniti si ritirino dai nostri confini e la smettano di considerare l'Ucraina il suo burattino.

La nostra operazione è il mantenimento della pace e mira solo alla smilitarizzazione di un paese vicino. Nessuno dei civili del paese fraterno dovrebbe soffrire!

Noi siamo per la pace! No alla guerra! Ma dobbiamo forzare la pace e calmare gli aggressori.”

 

Questo è un post Facebook dell’attuale presidente della Federazione Russa, Vladimir Putin, il quale, nelle ultime 48 ore, ha deciso il prepotente ingresso dell’Esercito russo nello Stato Ucraino.

Le foto che oggi proponiamo, di circa 15 anni fa, riguardano l'ex 007 russo accolto in città dall'allora sindaco Michele Emiliano il 14 marzo 2007 e si inginocchiò sulla tomba di san Nicola sotto gli occhi dell'allora priore della basilica, padre Damiano Bova, per dare un messaggio di pace che riletto oggi, a poche ore dall'attacco dell'Ucraina, lascia un senso di impotenza e smarrimento in chi attraversa piazza San Nicola a Bari, a pochi passi dalla basilica che custodisce le spoglie del vescovo di Myra.

Quindici anni dopo, nello stesso tempio affidato ai domenicani, si prega affinché Putin metta fine alla sua guerra. Gli ortodossi lo fanno ogni giovedì da otto anni, da quando, nell'aprile 2014, si è infiammato il Donbass con l'assalto ai palazzi del governo centrale da parte dei filorussi dopo l’invasione del Crimea russofona da parte degli uomini di Putin.

Domani, per le 19, è prevista una preghiera per impetrare a Dio il dono della pace nella regione del Donbass in Ucraina per intercessione di San Nicola con l’Arcivescovo di Bari-Bitonto, mons. Giuseppe Satriano, e il rettore della Chiesa ortodossa russa di Bari, p. Viacheslav Bachin.


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