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VENERDÌ 15 GENNAIO 2021 07:50 « Indietro
BANCAROTTA FRAUDOLENTA NEL SETTORE DEL COMMERCIO DI ENERGIA ELETTRICA. IN MANETTE 4 IMPRENDITORI BARESI

Questa mattina i militari del Nucleo di Polizia Economico-Finanziaria della Guardia di Finanza di Bari, hanno dato esecuzione a un’ordinanza di misure cautelari emessa dal locale Tribunale, per il reato di bancarotta fraudolenta, nei confronti di 4 imprenditori, amministratori di diritto e di fatto di una società a responsabilità limitata, con sede a Bari, operante nel settore della commercializzazione di energia elettrica.

L’attività di indagine ha tratto origine da una verifica fiscale condotta nel 2019 dal Nucleo nei confronti di una società a responsabilità limitata, già con sede a Modugno, operante nel settore del commercio di energia elettrica.

Nel corso dell’attività ispettiva è stato accertato il coinvolgimento dell’impresa verificata in una complessa frode in materia di iva inerente alla fornitura di energia elettrica da parte di una società di diritto elvetico.

In particolare, è stata appurata l’interposizione fittizia, tra le due società contraenti, di un terzo soggetto economico, con sede in Bari, risultato essere una mera società cartiera.

I successivi approfondimenti investigativi hanno permesso di accertare che, al fine di eludere il versamento dell’iva, la società svizzera ha ceduto l’energia elettrica solo formalmente all’impresa “cartiera” barese, ma di fatto direttamente alla s.r.l. oggetto della verifica fiscale, la quale ha successivamente commercializzato tale energia all’ingrosso e al dettaglio.

I pertinenti accertamenti hanno evidenziato l' evasione dell’iva dioltre 15 milioni di euro.

In relazione agli illeciti sono stati sequestrati beni e disponibilità finanziarie della società coinvolte nella frode fiscale e degli amministratori, tra i quali gioielli, fabbricati e terreni ubicati a Roma ed in provincia di Bari, per un controvalore di circa 15 milioni di euro, pari all’imposta evasa.

L’amministratore di fatto della società è stato posto agli arresti domiciliari, mentre nei confronti dei tre amministratori di diritto pro tempore è stata applicata la misura interdittiva del divieto temporaneo di esercitare imprese e uffici direttivi di persone giuridiche o imprese per la durata di un anno.


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