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GIOVEDÌ 14 GENNAIO 2021 10:21 « Indietro
GLI ANGELI IN DIVISA

Esistono gli Angeli? Certo. E a volte indossano anche la divisa. Ne è convinto M. J., un albanese di 76 anni, arrivato in Italia, in Lombardia, una decina d'anni fa, alla disperata ricerca di un lavoro. Una qualsiasi occupazione per sbarcare il lunario e mandare qualcosina ai suoi cari, in Albania. Si adatta a tutto e non rifiuta mai nulla perchè è capace di far tutto. Anche lavori pesanti, nonostante non sia più tanto giovane. Sino a quando, tre anni fa, si ammala e per mesi lo curano in ospedale. Ha avuto una paralisi che gli ha invalidato la parte sinistra del suo esile corpo.

M. J. ha messo da parte qualcosa, poco più di trecento euro. E con quei pochi risparmi, gelosamente custoditi assieme ai documenti e alla tessera sanitaria, decide di tornare in Albania. E' stanco, provato, malato. Sale su un autobus e arriva alla stazione ferroviaria di Milano. Ma appena sceso, lo notano due giovani albanesi che lo derubano di tutto. La disperazione si impossessa dell'anziano che comincia a vagare mezzo intontito. Quell'aria spaurita non sfugge a un giovane carabiniere. Gli si avvicina e capisce subito di trovarsi al cospetto di un... compatriota e, rivolgendosi a quell'uomo con lo sguardo terrorizzato, gli parla in albanese: “Come stai zio, cosa ti è successo?”. Il militare è nato in Italia da genitori albanesi. Immigrati della prima ora. In famiglia si parla sia albanese che l'italiano. All'anziano uomo quasi non sembra vero di sentire un carabiniere che parla la sua lingua. Gli racconta dell'aggressione, del furto e della sua disperazione perchè ora non sa come comprare un biglietto del treno che dovrebbe portarlo a Bari per imbarcarsi sul traghetto, con destinazione Durazzo. Quell'Angelo con la sua impeccabile e sfavillante divisa nera, lo consola, lo rifocilla e poi gli regala un biglietto su quel treno della “speranza all'incontrario”. Ma, all'arrivo nel  porto di Bari, i problemi si ripresentano. Come fa un povero vecchio, così male in arnese, senza documenti né soldi, a prendere quel traghetto? E' quasi uno scambio ideale di consegne tra il carabiniere albanese (a Milano) e un militare della Guardia di finanza (a Bari). Un altro Angelo in divisa che fa salire sul palcoscenico dove va un scena questa gara di solidarietà, altri comprimari. Il finanziere, infatti, contatta un suo collega della Polizia albanese a Bari (quasi superfluo sottolineare che si tratta di un altro brav'uomo in divisa). Si tratta di un ufficiale di collegamento, che a sua volta interessa il Consolato Generale d'Albania. I documenti necessari, rubati all'anziano albanese, sono immediatamente rimpiazzati. E' fatta.

Ma c'è un ultimo importante passaggio di questa storia a lieto fine, un ultimo tocco al quale provvede  la “Ventouris” che regala al malcapitato un biglietto sul traghetto collega le due sponde dell'Adriatico.

E allora, gli Angeli esistono? Certo, anche quelli in divisa.

                                                            

                                                                                                                                                 LUCA TURI


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