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MARTEDÌ 08 OTTOBRE 2019 12:56 « Indietro
PROTESTA DEI PESCATORI AD ALTA TENSIONE: DUE AGENTI FERITI

Doveva essere una normale protesta di pescatori che manifestavano nel centro di Bari contro le leggi europee che impongono l’utilizzo delle maglie larghe per la pesca. Invece, la manifestazione ha preso una piega diversa. Gli organizzatori hanno fatto proseguire il corteo oltre il punto autorizzato creando disordini e momenti di alta tensione. Piuttosto critico il bilancio: due agenti feriti, disordini in città, traffico bloccato e momenti di alta tensione. E’ il bilancio della protesta organizzata questa mattina a Bari da circa 500 pescatori pugliesi che sono scesi in piazza per dire basta non soltanto alle rigide normative europee ma anche al mancato indennizzo in cui speravano dopo il periodo di fermo biologico e i rigidi controlli della guardia costiera rispetto alle norme europee sulle reti. Partito all’altezza del ciringhito, il corteo ha attraversato una parte del lungomare. Giunto davanti all’ingresso del porto i manifestanti hanno forzato il blocco della polizia cercando di entrare. Dopo il vano tentativo di varcare l’ingresso, il corteo ha proseguito sul lungomare. A quel punto sono scattati i tafferugli. I manifestanti hanno lanciato petardi e fumogeni contro le forze dell’ordine, giornalisti e cine operatori che stavano documentando i momenti concitati della protesta. Due gli agenti rimasti feriti. Sembra che le loro condizioni non siano gravi. Sono stati trasferiti in ospedale dove i medici li stanno sottoponendo a delicate cure. Pare che uno dei due abbia subito seri danni all’udito. Successivamente la protesta è proseguita dinanzi al varco della Vittoria dove si è svolto un sit in apparentemente pacifico anche se molti di loro hanno continuato a lanciare fumogeni e petardi.

Mobilitazione delle marinerie a Bari. Oltre 300 pescatori in corteo, tra il molo San Nicola e il porto, per manifestare contro le sanzioni inflitte dall'Ue nel Mediterraneo per i parametri della taglia dei pesci. Parteciperanno alla mobilitazione, dalla parte dei pescatori, i consiglieri regionali di Forza Italia. Il problema che si tiene presente, riguarda le risorse per il fermo biologico che le marinerie stanno ancora aspettando. Inoltre i danni maggiori sono causati proprio dalla mancanza di protezione contro un regime normativo comunitario: come ad esempio l'obbligo di utilizzare delle reti da pesca più large, inadeguate alla pesca dei pesci che si trovano nel nostro mare. La causa di questa ingiustizia, nasce dal governo pugliese e nazionale, che si sono dimostrati sordi alle istanze del comparto ittico. Ai responsabili delle marinerie pugliesi, è stato fatto presente che alcuni regolamenti comunitari già adottati da precedenti governi sono ingiusti: non permettono il lavoro ai pescatori europei, a differenza delle marinerie del Nord che avendo mano libera stanno diventando sempre più potenti e che la vendita di prodotti a basso costo provenienti dall'estero, spacciati per italiani continua ad aumentare. Al momento il lungomare è chiuso al traffico, attimi di tensione tra i manifestanti e la polizia: un'agente della Digos è stato colpito da una bomba carta.




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