SABATO 06 LUGLIO 2019 13:08 « Indietro
IL RITORNO IN ALBANIA TRA PROGRESSO E CAOS AL PORTO DI BARI

DI VITO CARBONE

Un vero esempio di saggezza, il mio amico di viaggio Luca. Insieme stiamo per ripercorrere, a distanza di una decina di anni dall’ultima volta, la rotta verso l’Albania. Questa volta però niente telecamera nè blok notes. Solo un viaggio di piacere, sull’onda dei ricordi.

Alle 22 il nostro traghetto parte dal porto di Bari. Ma saggio perchè? Quando gli chiedo se ceniamo sul traghetto, Luca mi risponde che forse è meglio se ci facciamo una pizza. Del resto sono soltanto le 20 e di tempo ne abbiamo a sufficienza. E cosi facciamo. Alle 20,45 siamo già in auto, diretti verso il porto che raggiungiamo dopo 10 minuti circa. Alle 21 in punto, comincia il nostro calvario. La coda e’ interminabile: centinaia di auto, molte con targa estera (Francia, Germania, Svizzera ecc.). Il caldo, nonostante sia ormai sera, e’ ancora tanto. Dobbiamo percorrere solo un centinaio di metri, prima del controllo dei documenti. Un’ora, forse due, prima dell’imbarco. E invece, due ore scorrono invano e la nostra auto ha percorso meno di una decina di metri. Accade che ai controlli dei documenti scorgiamo soltanto un agente di Polizia, forse due. Nel suo angusto ‘’gabbiotto’’ c’è il computer con il quale analizza i dati di passaporti e carte d’identità. Per ogni auto passano, se non ci sono intoppi, non meno di 5 minuti. Un’enormità.

La gente comincia a spazientirsi. Donne e bambini lasciano le auto e guadagnano il marciapedi, alla ricerca di un pò d’aria e spazio per i bimbi che infatti cominciano a giocare spensierati. Beati loro! Intanto le lancette continuano lentamente e inesorabilmente a girare.

Alle 23,30, i metri percorsi sono una quarantina. L’arsura si fa sentire ma tutt’intorno solo una landa desolata. Donne e bambini soprattutto, reclamano un pò d’acqua. E a qualcuno scappa la pipì. Per i più piccoli non è un problema, basta defilarsi un pò.

E gli adulti? Provate a immaginare.

E per fortuna che prima di lasciare la pizzeria, il buon Luca suggerisce un… passaggio alla toilette. Saggio o anche preveggente? Comunque sia, grazie amico mio. Sta per esplodere la protesta. Capannelli di ‘’aspiranti’’ passeggeri del traghetto non lesinano commenti pesanti all’indirizzo dell’organizzazione. Le definizioni di ‘’terzo’’ ma anche ‘’quarto mondo’’ si sprecano.

Siamo finalmente agli ultimi venti metri. Sono le 24. Ci controllano I biglietti d’imbarco. Respiriamo l’aria della ‘’libertà’’. Perchè il poliziotto  si avvicini al finestrino della nostra auto ci sarà bisogno di un’altra mezz’ora. Siamo sfiniti e assetati. L’arrivo al traghetto è lì, a portata di mano. Ma tra manovre e scarico dei bagagli, vola un altro quarto d’ora. E’ quasi l’una quando ci presentiamo alla reception per l’assegnazione delle cabine.

Anche il personale è stravolto da tanta attesa. Sono lì in attesa dei passeggeri dalle 19.

La gente arriva con il contagocce e loro devono riprendere servizio la mattina all’alba. Bar e self service stanno per chiudere. Una danno economico anche per la Compagnia. ‘’Questo traghetto ha una capienza di 2000 passeggeri ma oggi le prenotazioni sono meno di 650. Che accadrà tra qualche settimana, nel pieno della stagione estiva?’’. Il nostro interlocutore appartiene allo staff dirigenziale del traghetto. A lamentarsi sono soprattutto i passeggeri stranieri provenienti da ogni angolo d’Europa che continuano a chiedersi il perchè dei controlli effettuati da così pochi agenti.

Una scelta inspiegabile ma soprattutto illogica.

Il danno all’immagine di Bari e della Puglia intera è evidente. E molti considerano chiusa esperienza di usare il nostro scalo per imbarcarsi verso I Balcani.

Il danno economico per la Compagnia armatrice non si limita alla chiusura dei punti di ristoro. Il traghetto salpa. Sono quasi le due. Per recuperare le 4 ore di ritardo, dovranno andare al massimo i 4 motori disponibili mentre solitamente, se gli orari sono rispettati, se ne possono impiegare soltanto due. Lo spreco di carburante è evidente. In cabina, sfatti e stanchi, il sonno arriva velocemente. Prima di intravvedere lo skyline di Durazzo, l’indomani mattina, l’orologio segna le 10. La domanda è: ‘’Che accadrà ora, quando sbarcheremo?’’. L’idea di un’altra lunga attesa prima di uscire dal porto non è angoscia da poco. E invece, l’Albania ancora una volta ci sorprende. Di fronte a noi ci sono ben 7 postazioni per i controlli. Controlliamo ed ecco il responso: siamo fuori in soli 4 minuti. Risultato finale: Durazzo batte Bari 7 a 1. Palla al centro.


infotel: 080.5237410