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GIOVEDÌ 24 GENNAIO 2019 19:25 « Indietro
ANCHE AL SUD SI PUO' FAR RICERCA: SCOPERTA A BARI UNA NUOVA METODICA PER PREDIRE LA RISPOSTA AI FARMACI NEI LINFOMI AGGRESSIVI

E’ un lavoro durato quasi tre anni quello in cui i ricercatori del“Laboratorio diagnostica ematologica e terapia cellulare” dell’Unità Operativa di Ematologia dell’Istituto Oncologico “Giovanni Paolo II” di Bari diretta dal Dott. Attilio Guarini, in collaborazione con il gruppo di ricerca guidato dal Prof. Stefano Pileri dell’Istituto Europeo di Oncologia di Milano, hanno riversato il proprio intuito e la consapevolezza di incidere sulla storia del linfoma a grandi cellule B, la forma più frequente di linfoma aggressivo. La scoperta del team di ricerca ha arricchito di nuovi aspetti la biologia di questo tipo di linfoma, apportando

un contributo fondamentale per la cura di questa malattia. Come riconosciuto dagli editori, infatti,

lo studio ha dimostrato per la prima volta in modo chiaro il ruolo delle cellule non tumorali, che vivono a stretto contatto con le cellule maligne, nell’influenzare la risposta ai farmaci e la prognosi di questi pazienti. Il lavoro descrive, per la prima volta in questa forma di linfoma, 45 nuovi geni la cui espressione, facilmente misurabile sulla biopsia iniziale attraverso la nuova tecnologia denominata Nanostring, risulta fondamentale per definire la prognosi di questi pazienti.

Questo tipo di valutazione, inoltre, potrà consentire, in un futuro molto vicino, di selezionare una quota di pazienti a nuove terapie biologiche che hanno come bersaglio non solo le cellule maligne ma anche altri tipi di cellule che “convivono” nell’ambiente tumorale.

Valore aggiunto della ricerca è la rapida trasferibilità dei risultati alla pratica clinica quotidiana: l’Istituto Tumori di Bari e l’Istituto Europeo di Oncologia per la prima volta nella storia di questa malattia, procederanno alla profilazione routinaria di questi casi di linfoma attraverso la metodica pubblicata nello studio.

Emerge quindi con forza come la comprensione dei meccanismi di sviluppo e progressione di questi linfomi, e la loro definizione al momento della diagnosi, rappresentano oggi dei presupposti indispensabili per una maggiore personalizzazione ed efficacia delle terapie. Grazie al continuo potenziamento delle tecnologie molecolari e ai risultati di questo studio sarà disponibile una profilazione genetica ancora più accurata di ciascun caso di linfoma,che fornirà informazioni cruciali sul tipo di risposta ai farmaci.


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