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VENERDÌ 01 SETTEMBRE 2017 10:34 « Indietro
LA COMUNITA ISLAMICA PUGLIESE FESTEGGIA INSIEME A ISTITUZIONI E CITTADINI

Il significato del termine “Adha” indica sacrificare ed è riconducibile alle prove che sarebbero state superate dal profeta Abramo e dalla sua famiglia che, secondo i musulmani, era costituita da Hagar e dal loro figlio primogenito Ismaele. Storia e tanta fede si intrecciano nell’Eid Al Adha, la festa religiosa più importante, dopo quella di fine Ramadan, per i musulmani. Tutto è pronto per l’evento che domani si celebra in ogni moschea del mondo. Anche la Comunità Islamica pugliese è pronta ad accogliere nel Centro Islamico di Puglia migliaia di fedeli per celebrare un giorno di preghiera e gioia rievocando, attraverso preghiere e tradizioni il sacrificio di Abramo che testimonia la massima obbedienza ad Allah, oltre che la Sua infinita misericordia.

“Eid Al Adha”, ovvero il giorno della grande festa coincide, secondo gli islamici, con quello della fine del pellegrinaggio alla Mecca in Arabia Saudita: un’esperienza interamente dedicata ad Allah, della durata di 12 giorni, che almeno una volta nella vita tutti i musulmani hanno l’obbligo di vivere, come recita il Corano.

Per comprendere l’intenso significato religioso di questa festa occorre descrivere quanto narrano i testi sacri. Il Corano, infatti, racconta che Allah chiese ad Abramo di sacrificare il figlio Ismaele in segno di obbedienza e sottomissione alla volontà del Creatore. L’anziano e il giovane figlio erano pronti ad obbedire ma, nel momento in cui affondava il coltello nella gola del giovane, Allah salvò Ismaele sostituendolo con un agnello. Secondo il messaggero di Allah, Mohammed l’animale si sarebbe nutrito per 40 anni dell’erba del paradiso.




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