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MERCOLEDÌ 19 APRILE 2017 16:16 « Indietro
MINACCE AL SINDACO DI TERLIZZI: I CARABINIERI SCOPRONO L'AUTORE

A conclusione di una delicata e tempestiva attività investigativa, condotta anche con intercettazioni e pedinamenti, coordinata dalla Procura della Repubblica di Trani,  hanno eseguito un ordinanza di misura cautelare coercitiva personale  del divieto di avvicinamento al Sindaco di Terlizzi, nonché ad un Consigliere Comunale dello stesso Comune, nei  confronti del presunto autore delle minacce aggravate, commesse ai danni degli stessi nel marzo scorso.

La vicenda, che aveva scosso non poco l’intera comunità terlizzese, aveva visto il suo culmine lo scorso 6 marzo, quando veniva, dapprima,  inserita sotto la porta dell’ufficio del sindaco Gemmato, una fotocopia riproducente un proiettile e, successivamente, la mattina dopo, veniva attaccato, con del nastro adesivo, un proiettile sulla vetrata della medesima porta d’ingresso. Le immediate indagini, le escussioni di testimoni,  le acquisizioni di immagini del sistema di video sorveglianza, nonché classiche attività tecniche hanno consentito di attribuire tali atti di minaccia ad un trentenne di Terlizzi, seguito dai servizi sociali, poiché con la sua famiglia in stato di bisogno e a suo dire, poiché sottoposto ad un provvedimento di sfratto, non assistito adeguatamente dal Comune di Terlizzi. L’uomo, infatti, seppure non avesse i requisiti previsti dalla Legge per l’assegnazione di un alloggio di Edilizia Residenziale Pubblica (ERP), aveva posto in essere tali gesti intimidatori al fine di costringere i due amministratori locali a compiere un gesto contrario ai loro doveri d’ufficio: assegnargli una casa comunale. Cosa che, ovviamente, non si era realizzata.

Dalle indagini è emerso che il trentenne, già nel mese di febbraio, si era rivolto al Sindaco, Gemmato e al Consigliere Comunale con delega ai Servizi Sociali del medesimo Comune, con messaggi dal contenuto intimidatorio, inoltrati attraverso social network o mediante Whatsapp, nei quali, nell’esternare le sue richieste, non aveva esitato a minacciare, anche di morte, i due.

Il contenuto dei messaggi non lasciava ombra di dubbio. Le immagini, prontamente acquisite, del sistema di video sorveglianza, hanno consentito di restringere il cerchio attorno all’uomo, che negli orari in cui si verificavano le minacce, entrava nel parcheggio comunale per poi, dopo aver parcheggiato la sua Alfa, entrare nel Municipio.  Una prova ulteriore è stata fornita dai testimoni che hanno riconosciuto nell’uomo colui che, sempre in quegli orari, si aggirava nei corridoi del piano ove hanno sede alcuni uffici comunali. Infine, la fotocopia che raffigurava il proiettile, inserita sotto la porta, era stata fatta utilizzando la macchina fotocopiatrice sita a pochi metri dall’ufficio del Sindaco. Sempre in quell’ orario in cui unicamente il trentenne ha usato il fotoriproduttore. 




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