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LUNEDÌ 17 OTTOBRE 2016 09:26 « Indietro
FIUMI DI DROGA DALL'ALBANIA IN ITALIA, LA COSTA PUGLIESE LA PRESCELTA DAGLI SCAFISTI

Da nord a sud, da Valona all'estremità di terra che costeggia il fiume Vjosa, nella parte meridionale del Paese delle Aquile. Zone di montagna che, da un punto di vista climatico, offrono il meglio per la semina e la crescita di migliaia di piantagioni di marijuana. Un business illecito che produce in Albania volumi d’affari con cifre da capogiro. Cento chili sul mercato valgono un milione di euro o forse anche più. Le strade della droga tra Tirana, Durazzo, Valona e l’entroterra albanese crescono ogni giorno. Il traffico illegale preferito dalla malavita locale, dal 2011 non conosce sosta. Eccetto una breve pausa nel 2015, dopo la distruzione del noto villaggio Lazarat ,con una maxi operazione messa a segno dalle forze speciali albanesi. Soltanto un anno di calo nella produzione: il tempo necessario per consentire ai trafficanti di tornare più determinati nel mercato. Da gennaio di quest’anno la droga sta passando da una sponda all’altra con un ritmo impressionante. Scafisti che partono a tutte le ore del giorno e della notte per raggiungere le coste pugliesi, in particolare quelle salentine e baresi. Infatti, i finanzieri del reparto operativo aeronavale di Puglia,con a capo il colonnello Antonello Maggiore, con elicotteri, gommoni, scafi, pattugliatori dotati di sensori super sofisticati cercano in ogni modo di contrastare il fenomeno. In tutto questo i risultati parlano: dall’inizio dell’anno sono stati sequestrati dal gruppo “Roan” della gdf in Puglia oltre 7000 chili di stupefacenti. 21 gli scafisti arrestati e 16 i mezzi sequestrati. Un’attività di contrasto che non conosce sosta, la cui origine parte proprio in Albania, grazie alle attività di monitoraggio aereo delle fiamme gialle a supporto delle forze di polizia locali sul territorio e a mare dei finanzieri del nucleo di frontiera marittima di stanza a Durazzo dal 1997 e da qualche anno anche nella zona di Valona . Controlli che vengono eseguiti sotto l'egida del Ministero degli Interni italiano. Uno scambio continuo di informazioni che segna un passo decisivo nella lotta ai trafficanti di marijuana, sia per l’Albania, sia per la Puglia. Anche se, negli ambienti investigativi del Paese delle Aquile, non sono pochi ad essere convinti che le infiltrazioni mafiose all’interno della stessa polizia purtroppo ancora esistono e non sono per niente facili da individuare e debellare. 


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