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MERCOLEDÌ 16 DICEMBRE 2015 13:13 « Indietro
NOVITA TERAPEUTICHE IN ONCOLOGIA ALLE SOGLIE DEL 2016

Dall’importanza dell’immunoterapia alla corretta alimentazione del paziente passando per l’interdisciplinarietà. Sono le novità emerse nell’ambito del convegno dal tema: “Novità terapeutiche in oncologia alle soglie del 2016”. Esperti del settore si sono riuniti per fare un punto sulle nuove metodologie di cura di varie tipologie oncologiche e dei risultati finora ottenuti. Direttore scientifico della due giorni, l’oncologo Giuseppe Rizzi dell’Unità Operativa Oncologica dell’ospedale Di Venere. Riguardo all’immunoterapia è emerso che è la quarta terapia (dopo chirurgia, chemio e radioterapia) contro il cancro, ma funziona con un meccanismo d’azione completamente diverso rispetto alle ultime due perché utilizza farmaci che non vanno a colpire direttamente le cellule tumorali ma agisce sul sistema immunitario: lo attiva per aggredire e combattere il tumore tramite gli anticorpi normalmente presenti nel nostro organismo. Negli ultimi cinque anni –secondo il dottor Rizzi – è in forte aumento da quando cioè si sono capite le interazioni tra sistema immunitario e tumore. È iniziato tutto con gli ottimi risultati raggiunti per il melanoma. Le molecole alla base dei farmaci impiegati nell’immunoterapia sono in grado di ripristinare la naturale capacità del sistema immunitario di riconoscere e colpire le cellule tumorali, perché bloccano in modo selettivo un particolare recettore (PD-1) del nostro apparato di difesa attivando così le cellule che attaccano il cancro. Gli studi sull’immunoterapia sono partiti proprio dai tumori inoperabili e con prognosi infausta, come il carcinoma polmonare a cellule squamose, che quando diagnosticato spesso ha già colpito i linfonodi. Già nel 2016 saranno messi in commercio farmaci contro PD-1. In Italia forse dovremo aspettare un altro anno. Nell’ambito dell’alimentazione del paziente oncologico la gestione clinica del paziente, in relazione anche all’aumento della sopravvivenza, pone la necessità di affrontare problematiche legate all’alimentazione e allo stato nutrizionale, spesso compromessi dalla malattia e/o dai trattamenti antitumorali (chirurgia, radio- e chemioterapia). Le precedenti linee guida raccomandavano lo stile nutrizionale come una delle tante cause di prevenzione; recentemente nuovi studi internazionali hanno dimostrato che la buona alimentazione adeguatamente predisposta da un nutrizionista dedicato può contribuire notevolmente alle risposte dei pazienti in trattamento chemioterapico in quanto sembrerebbe che il notevole aumento di peso andrebbe ad incidere in percentuale su una risposta terapeutica più scarsa. L’aumento di peso andrebbe a favorire la resistenza delle cellule tumorali nell’organismo. La nutrizione, come molti fattori ambientali, è in grado di modificare il nostro profilo epigenetico, che a sua volta svolge un ruolo importante nell’ “accensione/spegnimento” dei geni, andando a regolare, in termini più specifici, l’espressione genica.


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