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GIOVEDÌ 03 LUGLIO 2014 16:56 « Indietro
BARI: MUCILLAGINE AL PORTO, ECCO LE CONSEGUENZE

Pelle irritata, vescicole, bruciori cutanei, rossori. In una parola, dermatite. Questi i danni provocati dalla mucillagine marina, il cosiddetto "mare sporco". Le alghe secche, infatti, dai fondali salgono a galla. Ancora ignote le cause che scatenano il fenomeno. Probabilmente, però, inverni miti e primavere calde influiscono su di esso. Il quale si affacciò per la prima volta nel 1872 nel mare Adriatico. Oggigiorno, invece, lo vediamo in riva al mare e a ridosso delle barrirere frangiflutto. Mentre lo conoscono alla perfezione marinai e pescatori. La mucillagine, infatti, genera loro scarsezza lavorativa. Convinti di attrarre i pesci mediante le reti, queste si presentano piene solo di alghe. Ma non solo: la mucillagine nelle reti - tirate a mano - ferisce gli addetti al settore fino a cagionare malattie della cute. Così comincia il travaglio - dura diversi giorni - dalle pruriginose infezioni. Un travaglio che si estende all'ambiente e quindi al turismo: assai improbabile che qualcuno si avventuri in acque torbide. Ma siccome il masochismo appartiene al genere umano, non da escludere la probabilità che della cittadinanza voglia ricorrere a creme cortisoniche e concedersi un tuffo dove l'acqua non è certo blu (al contrario di una nota canzone di Battisti). Prima della cura, però, viene la prevenzione. Perciò bisognerebbe: eliminare la salsedine dalla pelle; utilizzare saponi e cosmetici naturali; non esporsi al sole senza protezione; non grattare le zone infette. Tra l'altro rappresenta un elemento in più, sapere che nel corso della giornata la mucillagine si sposta in base ai venti ed alle correnti. Fin qui la cronaca - non troppo rassicurante - nei mari (e nei porti) baresi. Questo l'ammonimento che lancia l'informazione, la popolazione decida come - ma soprattutto dove - rinfrescarsi.

Cesare Mininni
 


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