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SABATO 14 GIUGNO 2014 11:44 « Indietro
AUMENTO ESPONENZIALE DEI TUMORI DELLA PELLE: I CONSIGLI DELL' ESPERTO. LA DOTT.SSA GARGOVICH: "UN BEL COLORITO NON SEMPRE E' SINONIMO DI SALUTE O BELLEZZA".

Con la bella stagione lo “stress” solare può mettere a dura prova quell’organo prezioso e vitale, spesso sottovalutato se non maltrattato, che è la nostra pelle. La ricerca medico-scientifica da tempo sottolinea lo stretto legame tra un’esposizione al sole, selvaggia e irresponsabile, e le patologie cutanee dalle più serie alla più comuni. Evidenziando tra l’altro che un bel colorito non sempre può significare salute o bellezza. Fhoto – aging e malattie oncologiche, a volte, non sono che  l’amaro epilogo di consuetudini che nulla hanno a che fare con la salute. La dott.ssa Maria Gargovich, noto medico in Bari, esperta in dermosifilopatia e oncologia dermatologica, da sempre in prima linea nella prevenzione, evidenzia possibili rischi e cure delle più insidiose e frequenti patologie, alcune delle quali legate proprio all’estate.

 

Dottoressa,  il sole quindi non sempre sinonimo di salute.

-Il sole, a livello psico-fisico, apporta molti benefici al nostro organismo perché stimola le endorfine, sostanze chimiche endogene che una volta rilasciate dal nostro cervello hanno il compito “difensivo” di indurre  benessere nella persona. Dunque no ad una demonizzazione del bagno di sole ma con le dovute precauzioni, ormai alla portata di tutti. Tuttavia, a causa anche di “modelli” pubblicitari eternamente abbronzati che associano al colore ambrato della pelle l’idea di bellezza e, paradossalmente, salute veniamo spinti a stimolare continuamente la pelle con sedute abbronzanti ripetute sia d’inverno, pensiamo ai lettini, che d’estate con risultati negativi che saranno purtroppo visibili solo nel tempo. È inutile ricordare che la scottatura solare, quella che per intenderci, determina la comune “spellatura”, è pericolosissima in quanto rispetto a chi non l’ha mai avuta indica una maggiore predisposizione allo sviluppo del temuto melanoma.

Come difenderci e soprattutto come riconoscerlo?

-Prevenzione, questa è la parola d’ordine. Prima di tutto attraverso un uso corretto di tutte le informazioni generalizzate, divulgate dalla comunità medico-scientifica. Sostenitrice di screening dermatologici mirati, che attenzionano puntualmente e, non solo con l’arrivo della bella stagione, le modalità legate all’insorgere di varie patologie e in particolare del melanoma. Tutti conoscono ormai la gravità di questa malattia ma pochi sanno quanto sia determinante, per la guarigione, la sua “stadiazione”.  Accorgersi subito di una neo nevo formazione sospetta, in quelle zone della cute poco osservabili, come le dita dei piedi, il cuoio capelluto o le unghie, è fondamentale per il buon esito della malattia. Ci devono allertare: bordi irregolari (le lesioni sospette hanno i contorni che non seguono lo stesso andamento); colorazione non uniforme, con zone più chiare o più scure ( dalle marroni alle bianche), ma quello che più di tutto ci deve insospettire è un qualsiasi cambiamento di dimensione.

Attualmente quali sono gli strumenti diagnostici più efficaci? 

-  Ce ne sono tanti. Personalmente  utilizzo l'Epiluminescenza ad immersione e a luce polarizzata incrociata. Una tecnica diagnostica innovativa, non invasiva, che si esegue in vivo e che può preventivamente riconoscere il melanoma con tutte le lesioni melanocitarie. Si avvale di uno strumento chiamato dermatoscopio ottico con cui è

possibile effettuare un’indagine non solo della struttura morfologica del nevo ma anche delle sue fasce più profonde. Inoltre questi dermatoscopi di ultima generazione, ultraluminosi, maneggevoli, addirittura tascabili, possono essere collegati a un qualsiasi altro dispositivo digitale, dal monitor allo smartfhone. Quest’ultima  avveniristica possibilità permette al dermatologo non solo di scattare foto della lesione ma di inviarle, anche con un semplicewhatsapp”, al telefonino del paziente. Questo è utilissimo perché consentirà all’ammalato di confrontare le  immagini  nel tempo per meglio  monitorare l’andamento della malattia. Dunque, il melanoma, pur con tutte le sue criticità, grazie all’esperienza e a questa nuova strumentazione, può essere diagnosticato senza più incertezze e inutili allarmismi, meglio se nella sua  fase iniziale,  e poi  facilmente curato.

Elvira Zammarano

 

 

   

 




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