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MARTEDÌ 03 GIUGNO 2014 10:13 « Indietro
ABBATTERE I COSTI DELLA SANITA'? SI PUO': CI PROVANO A BARI ALCUNI MEDICI DI BASE

La dottoressa barese Irma Scarafino, esperta in Nutrizione Clinica e dal 2009 responsabile-coordinatrice dell’Aerea Giovani Medici della Società Scientifica Italiana Interdisciplinare per le cure primarie (SIICP) presenta il suo nuovo progetto contro la dipendenza dal tabagismo e le novità circa le cure delle patologie ad esso connesse. Il progetto sostenuto dalla SIICP (www.siicp.it)  partirà a Settembre e si avvarrà di competenze medico-sanitarie multidisciplinari. Un progetto nato a Bari grazie ad alcuni giovani e intraprendenti medici, che si è posto grandi obiettivi, in gran parte raggiunti e che sta assumendo sempre più importanza a carattere nazionale.

 

Dottoressa qual’ è il suo ruolo all’interno della SIICP?

- Innanzi tutto sono un medico di Base nonchè responsabile-coordinatrice dell’area Giovani Medici SIICP il cui Presidente è il cardiologo dottor Vincenzo Contursi. È da tempo ormai che la Società, attiva a livello sia regionale che nazionale, sostiene il nostro impegno di Giovani Medici di medicina generale o più comunemente di Base. L’obiettivo è quello di raggiungere una maggiore e sempre più aggiornata  diffusione scientifica delle nostre attività nell’ambito di questa branca della medicina.

 

Dove nasce la SIICP?

- Nasce proprio a Bari. Ma attraverso i suoi circa seicento soci, di cui almeno trecento operanti nella nostra città, lavora ormai anche a livello nazionale. L’impegno dei medici SIICP è la promozione presso le diverse strutture regionali appositamente coinvolte, di manifestazioni scientifiche divulgative i principi della medicina di base nonché degli ultimi risultati della ricerca. La nostra sede pugliese è situata nella zona industriale di Modugno e opera in tutta la Puglia. Grazie poi ad una fitta rete comunicativa vengono attivati una serie di congressi nazionali come quello di Roma dove annualmente tutto il Comitato Scientifico si riunisce  per fare il punto sui risultati  raggiunti.

 

Qual’è il tema ricorrente?

- Il futuro della medicina generale. Nella SIICP siamo quasi tutti medici di Base e crediamo molto in questa branca della medicina  da sempre però sottostimata ma fondamentale per aiutare i pazienti. Vorremmo portarla ad avere la stessa importanza che il resto d’Europa, a ragione, le riconosce. Crediamo inoltre che l’interdisciplinarietà, come dice la nostra sigla, cioè l’unione di varie figure professionali come psicologi, nutrizionisti, pneumologi e paramedici oltre naturalmente a noi, medici di famiglia,  possa garantire al paziente  cure ancor più precise.

 

Quali difficoltà incontrate?

- Ci scontriamo con lo stereotipo del medico che prescrive e basta. Ora però le cose stanno cambiando grazie anche all’apporto dei vari specialisti. Basta con l’idea di un medico che opera all’interno di un ospedale ritenuto “diverso” rispetto a quello che lavora fuori. Insomma integrazione a 360 gradi. Ed è a questo principio che i medici  SIICP si ispirano.

 

Dottoressa lei è anche una futura COUNSELOR?

- Sì, credo molto nel counseling come strumento valido al potenziamento di qualsiasi professione perché ne affina la comunicazione. Per esempio ho intrapreso dei counseling-master di formazione nutrizionale clinica a Roma che mi hanno fatto capire come comunicare efficacemente al paziente l’importanza di una nutrizione corretta per sconfiggere patologie rischiose per la sua salute. Attualmente sono impegnata in un Master Esperienziale Gestalt di sostegno e agevolatore di aiuto presso la sede regionale della Scuola Superiore Europea di Counseling Professionale (ASPIC) di Bari. La scuola con sede ufficiale a Roma  è presente su tutto il territorio nazionale.

 

Dottoressa  Scarafino, come organizzatrice, un  progetto in corso oppure nell’imminente? - -  - L’ASPIC mi sta formando per affrontare dal punto di vista medico-comunicativo una prossima campagna antifumo. A questo scopo, con altri medici di famiglia abbiamo intenzione di far partire a Bari, precisamente a Parchitello, un ambulatorio. Parliamo quindi di prevenzione e cura di patologie inerenti la dipendenza dal tabagismo ed il counseling, per me, insieme ad altri strumenti come ad esempio la spirometria o la somministrazione di farmaci, è fondamentale per la disassuefazione da questa dipendenza. Quindi prevenire è la parola d’ordine ed il counseling in questo senso  è determinante.

 

Gli ultimi dati descrivono un aumento di patologie legate al fumo e in particolare di quelle tumorali.

- Assolutamente sì. Pensiamo  al carcinoma polmonare direttamente collegabile al fumo di sigaretta  in ascesa nella popolazione femminile. Ma si sta anche ipotizzando un ruolo fondamentale della nicotina nello sviluppo del cancro al seno, della patologia articolare e del carcinoma della vescica . Il problema rimangono i giovani che cominciano a fumare  addirittura in età prepuberale con gravi conseguenze alcune delle quali ancora a malapena ipotizzabili. La difficoltà purtroppo sta nel  “raggiungerli” o per scarsa informazione o per loro logiche ottuse spesso legate all’aggregazione.

 

Una curiosità: è vero che smettendo di fumare c’è un recupero dei tessuti polmonari e se c’è in quanto tempo?

- È vero ed è in breve tempo. Ciò vale anche per gli anziani che tendono a non credere a questa possibilità per cui continuano convinti che per l’età e il troppo tempo trascorso  a fumare sia tutto inutile. Invece anche in età più avanzata si può regredire e tornare a un buon recupero dei tessuti e non solo di quelli polmonari.

 

Allora dottoressa a quando i prossimi appuntamenti?

- Sicuramente per tutto il mese di settembre sarò in prima linea con altri colleghi associati in questo progetto antifumo e poi sarò impegnata in una serie di incontri congressuali SIICP, al Policlinico di Bari, con le cliniche ortopediche e ginecologiche e a Venezia, per discutere sulle ultime novità in campo geriatrico. Inoltre sarò impegnata ad aggiornare la nostra rivista ITALIAN JOURNAL OF PRIMARY CAR  sulle  ultime novità scientifiche.

 

Risorse da parte dello Stato?

- Zero. Abbiamo fatto tutto da soli. Soprattutto attraverso  le nostre quote associative perché fortemente motivati a portare avanti i principi della medicina di Base come fondamentale per la prevenzione e cura in generale della persona. Senza  considerare il contributo economico a favore dello Stato e della comunità che tale attività produce in termini di riduzione dei costi della spesa pubblica. Perché se un paziente viene curato mediante un consorzio medico interdisciplinare senza arrivare necessariamente al ricovero ospedaliero vengono logicamente abbattuti la maggior parte dei costi.

Elvira Zammarano

 


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