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VENERDÌ 20 DICEMBRE 2013 17:26 « Indietro
NATALE: LA GIOIA DELLO STARE INSIEME,CI CHE NESSUNO POTR MAI TOGLIERCI
di Elvira Zammarano

Il Natale è alle porte. Tempo di gioia, allegria, festa. Retorica? Forse. Ma ci sta per alleggerire la tensione del momento. È evidente che la crisi, se da un lato ha messo in ginocchio una società esageratamente consumistica, ridimensionandola, dall’altro, ci porta a riflettere, credenti e non, sul vero significato del Natale, festa anche della famiglia, dell’armonia, dello stare bene insieme, insomma un po’ per tutti, dell’“essenziale”. Nondimeno è impossibile ignorare un’altra sensazione socialmente diffusa e di cui spesso i mass media si fanno portavoce, la mancanza di un’ideale comune che guardi al futuro perché svuotato della sua linfa vitale: il lavoro.

Un operaio capursese di 54 anni, Donato Castellano, specializzato in lavori di termo-idraulica, racconta come vivrà questo Natale 2013. – “….In famiglia, come sempre – risponde – insieme a mia moglie, i consuoceri, i figli. Il mio pensiero spesso va al Natale della mia infanzia. Si lavorava sodo. Tutti lavoravamo sodo anch’io, sebbene piccolo. Poi, ricordo, c’era l’abitudine e quasi un’ “ansia” di incontrarsi perle feste, specie le natalizie. Insomma, era la gioia di stare insieme per “consumare”e “condividere” un pò anche il benessere ottenuto col proprio lavoro”.

 

Questo nel passato e oggi? – “ Oggi la gioia dello stare insieme c’è sempre e credo che nessuno potrà mai togliercela, ma il forte disagio economico che stiamo vivendo certamente ci condiziona e rende pessimisti. La verità è che manca il lavoro! E senza lavoro – continua  Donato –  viene meno la dignità e la libertà della persona. Ciò ha creato un allargamento della negatività che ha colpito la società a partire dalle famiglie. Certo, si  dice che i sodi non sono tutto ma, alla fine, penso che questo sia un detto ridicolo, un prendersi un po’ in giro, un illudersi…I soldi, invece servono e servono concretamente perché è cosi che è stata concepita la nostra società”. –

 

La crisi, come sai, ha colpito anche il tuo settore, per te come va? – “ Malissimo! Sono uno dei tanti disoccupati e faccio quello che capita pur di portare avanti la famiglia, specialmente la figlia universitaria che studia fuori. Inutile dire che il mio desiderio più grande, come padre, è quello di garantirle un futuro migliore del mio. Per questo io e mia moglie facciamo mille sacrifici che sembra non bastino mai e siamo preoccupati perché non vorremmo trovarci nelle condizioni di negarle questa sacrosanta opportunità. Siamo preoccupati e anche disperati come la maggior parte di noi ormai”. –

 

Allora Donato non parliamo di speranza ma un minimo di aspettative per il futuro? -“Mi aspetto un cambiamento in generale. Politico maggiormente perché credo che da questo si debba partire per avere un miglioramento anche economico e sociale. Per me la politica è fondamentale ed utile alla società, quindi, non possiamo farne a meno. Però aspetto che si facciano avanti molti giovani  preparati e con idee nuove. Perciò, voglio farmi e, soprattutto, fare un augurio a quelli che verranno: che la classe politica dirigenziale si rinnovi e si renda credibile non per quello che dirà ma per quello che farà. Più onestà e trasparenza per creare un ambiente sociale, a sua volta, onesto e trasparente e questo lo si può ottenere solo con  lavoro, volontà e buoni propositi, a partire da ora…. naturalmente! ”.

Elvira Zammarano


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