NEWS DAL MONDO
MARTEDÌ 08 OTTOBRE 2013 11:53 « Indietro
LA SCUOLA RIAPRE TRA RINCARI E POLEMICHE
La Rubrica Scolastica di Elvira Zammarano

Ad ogni apertura d'anno scolastico si registrano cambiamenti e novità più o meno rilevanti. L'unica costante, da almeno un decennio a questa parte, è il "carovita" che  inesorabilmente si traduce anche in un "carolibro". Ne sanno qualcosa le tantissime famiglie italiane che quotidianamente devono combattere problemi legati alla ormai diffusa precarietà economico-lavorativa. Una vera e propria emergenza sociale su cui da tempo molti esperti discutono aprendo tavoli tecno-mediatici. Poco o nulla, però, si conosce del pensiero dei ragazzi e delle loro difficoltà chiedo allora a Claudia Volpe, studentessa del quinto anno di un Istituto Tecnico Commerciale di Bari, se ha concretamente notato rincari per l'acquisto dei libri testo e del materiale didattico. Scuote la testa e sorride, Claudia, attenta e disincantata: "La scuola - dice - è la mia vita, il mio futuro....Purtroppo a livello di costi soprattutto sul materiale scolastico ogni anno c’è un rincaro. Ad esempio un diario costa 15 euro. Se si parte dal presupposto che un genitore, in media, di euri al giorno, ne guadagna 30 o al massimo 50... è davvero sconvolgente! Per quanto riguarda  i libri noi ragazzi  escogitiamo diversi mezzi per contenere la spesa. Io, ad esempio, li compro usati e in questo modo arrivo a risparmiare fino a 100-150 euro ad anno scolastico. Però non capisco com'è possibile che con tutta questa tecnologia, a volte anche invasiva, le scuole, soprattutto al Sud, ancora non utilizzino tablet con libri rintracciabili a poco prezzo via internet ". Colgo da parte di Claudia il desiderio di dire di più, di raccontarsi come giovane donna e studentessa impegnata in un percorso che dovrà consentirle, questo è l'augurio, il raggiungimento di tanti importanti obiettivi non solo lavorativi. Alla domanda sulla scuola e su quello che per lei rappresenta è davvero un fiume in piena: "Frequento un Istituto Tecnico - afferma -  dove, purtroppo, esiste ancora la legge del “raccomandato”. Puoi partecipare più che attivamente alle lezioni e alla vita scolastica, puoi anche stra-impegnarti,  ma se non possiedi quella "spinta" in più che ti “viene”  dall'esterno, sarai sempre uno dei tanti che si vedrà messo allo stesso livello di chi in realtà non partecipa per niente. E’ il tipico Istituto dove tutti i Docenti seguono il programma ma nessuno si preoccupa di comunicarti informazioni in più, utili, per un futuro lavorativo. Allora, è impossibile non sentirsi "bloccati". Tanto alla fine dei cinque anni non accadrà niente. Tutti fermi al punto di partenza. Senza una minima idea su come sia fatto davvero il mondo del lavoro oggi. Tra l'altro, al Sud ma credo anche al Nord, per essere assunti, le aziende chiedono un’esperienza lavorativa minima di cinque anni. Ma se non comincio mai, mi chiedo, anzi ci chiediamo noi giovani, come maturiamo tale esperienza? Così è scontato che noi si voglia andar via dall’Italia. Ma senza laurea o senza grandi competenze o esperienza lavorativa ce ne torneremmo indietro più disperati di prima. E poi...vorrei degli insegnanti più interessati al nostro futuro! Non solo, ma se il Ministero prevedesse per scuole per esempio come la mia stage effettivamente utili....! Perché, con tutto il rispetto, se frequentando un Istituto Tecnico mi si propone uno stage come cameriera sicuramente non mi servirà a nulla! So che in alcuni Istituti si tengono corsi altamente specializzanti per diventare per esempio commercialista. Perché  non è così per tutte le scuole del settore?Perché al Sud, noi giovani studenti, dobbiamo ricevere un’istruzione differente dagli altri?Perché non ci sono maggiori controlli per capire se tutte le scuole utilizzano al massimo per noi studenti risorse e possibilità a loro date? Non ho purtroppo risposte per tutte queste domande. So solo che noi ragazzi possiamo poco o nulla e non veniamo mai ascoltati. Infine, vorrei ci fosse un’istruzione più seria e, anche se sono giovane, la auspico, per quelli che verranno. Certo, c’è anche chi la pensa diversamente e chi dice che la cultura sia inutile e che l'apparire sia più importante dell'essere. Tuttavia, come dice  Jean Bousquet, "La cultura ha la virtù di abbellire un volto più che il trucco e i cosmetici".

Elvira Zammarano


infotel: 080.5237410