Luca Turi News dal sito lucaturi.it http://www.lucaturi.it/ it <![CDATA[TURISMO DENTALE IN ALBANIA NELLA CLINICA AMICI DENT DI DURAZZO I PAZIENTI SI SENTONO A CASA]]>

Un rapporto lungo 12 anni che oggi conta più di 600 pazienti. Tutti italiani e tutti della provincia di Bari. Puglia e Albania legate sempre di più nel nome di un settore che terremoto e Covid non hanno fermato: il turismo dentale. Nonostante l’emergenza sanitaria e le difficoltà negli spostamenti sono tanti i pazienti di casa nostra che raggiungono Durazzo per curarsi e tornare a sorridere senza più dolore e sofferenza. Punto di riferimento per loro è la clinica della famiglia  Celami. Aurora, suo papà Mustafa, una chirurga professionista e gli stretti collaboratori: un'equipe di tutto rispetto accoglie a Durazzo i pazienti pugliesi e naturalmente anche quelli albanesi nella clinica "Amici Dent" nuova di zecca inaugurata il 18 maggio scorso. Oltre 300mila euro investiti per  mettere in piedi una struttura che il terremoto del 26 novembre scorso ha fatto cadere a pezzi durante le violente scosse. Tutto ha avuto inizio nel 1999 quando papà Mustafa decide di partire con un piccolo locale di fronte all’ospedale militare di Durazzo nel pieno degli anni della guerra nei Balcani. E sono stati proprio i kosovari i primi pazienti. Poi sono arrivati gli albanesi e piano piano i pazienti sono aumentati. Nella piccola struttura l’attività è andata avanti per due anni e mezzo fino a quando si è deciso il trasferimento a Durazzo. E da qui è nato il rapporto con la Puglia. ”Il rapporto è iniziato 12 anni fa grazie ad un paziente albanese, spiega Aurarora Celami, che ci ha presentato un carissimo amico pugliese di Corato. E' rimasto molto contento al punto che poi ha portato la sua famiglia e tanti altri amici e conoscenti. E cosi negli abbiamo incontrato e curato tanti pazienti pugliesi. Tra qualche giorno, sperando di partire,  mi aspettano in Puglia 60 pazienti che devo incontrare e curare”. Punto di forza della clinica "Amici Dent" è la professionalità ad un prezzo più che abbordabile. Per rimettere a posto arcata superiore e inferiore al paziente viene chiesto circa 10.000 euro contro i 25.000 richiesti in Italia. Naturalmente in questo prezzo sono compresi anche controlli, viaggio e sistemazione in albergo. “Perchè un paziente che torna a casa con un bel sorriso senza aver speso troppo, spiega Aurora Celami, è una persona che torna a vivere a rinascere”. La pensa cosi anche papà Mustafa. “Abbiamo imparato a trasformare gli eventi negativi in opportunità. Abbiamo cercato di dar vita ad una struttura pensata per garantire il benessere del paziente sotto ogni profilo. Non e’un caso , spiega Mustafa, che abbiamo realizzato un giardino esterno per dare la possibilita’al paziente di restare in questo luogo in assoluta serenità. Grande attenzione abbiamo rivolto anche ai disabili con apposite rampe a loro dedicate. I nostri pazienti italiani ci hanno ispirato nel migliorare la nostra professionalità. E' per questo che ci stanno nel cuore. Ed è per questo che ci sentiamo anche noi un pò italiani. 

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<![CDATA[BARI CONTRASTO AI ROGHI E AGLI INCENDI BOSCHIVI FERMATI TRE SOGGETTI DALLA POLIZIA LOCALE]]>

Dopo una mirata attività di appostamento e monitoraggio con l'uso di droni in dotazione al Corpo di Polizia Locale di Bari. Sono stati individuate e denunciate, in due distinte operazioni, tre soggetti per i reati di incendio colposo nel primo evento e incendio doloso nel secondo, su aree boscate e cespugliate.

La prima operazione ieri mattina: ha consentito di individuare l'autore dell'accensione abusiva di sterpaglie, nel proprio fondo in Strada La Grave, a seguito della quale hanno preso fuoco anche cumuli di rifiuti vari depositati in un fondo adiacente e distrutti alcuni alberi di frutteto.

La seconda operazione ieri pomeriggio: dove gli agenti della Polizia Locale che monitoravano con i droni le campagne di Santa Rita hanno registrato le attività illecite organizzate per dare fuoco a un vasto appezzamento di terreno incolto invaso da sterpaglie.

Fermati ed identificati i due soggetti autori dell'illecito e le zone sono state messe in sicurezza e poste a sequestro le aree.

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<![CDATA[BARI GESTIONE DEL COMUNE PER TORRE QUETTA E IL BAR DI PANE E POMODORO]]>

Sarà il Comune di Bari a gestire, in queste ultime settimane estive, la spiaggia di Torre Quetta e il bar di Pane e Pomodoro. Lo ha deciso il Tribunale Amministrativo Regionale Puglia rigettando il ricorso inerente una interdittiva antimafia emanata dalla Prefettura di Bari, nei confronti della società «Il Veliero», per pericolo di infiltrazioni mafiose nella gestione dell’attività.

La società, quindi, dovrà sgomberare le zone.

Sulla successiva gestione dello stabilimento balneare, poi, il Tar evidenzia che «il Comune sta sollecitamente ponendo rimedio alle ricadute temporali in termini di immediata e piena fruibilità del bene pubblico da parte della collettività, anche per quanto riguarda l’adozione delle misure anti Covid 19, mediante la gestione diretta della spiaggia di Torre Quetta, come è sempre avvenuto per quella attigua di Pane e Pomodoro».

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<![CDATA[GDF BARI CONFISCATI BENI PER UN VALORE DI 15 MILIONI DI EURO A PLURIPREGIUDICATO BARESE ]]>

I Finanzieri del Nucleo di Polizia Economico-Finanziaria di Bari, in esecuzione di apposito decreto emesso dalla IV Sezione Penale — Misure di Prevenzione della Corte di Appello di Bari, hanno sottoposto a confisca definitiva nella provincia di Bari beni immobili, partecipazioni societarie e rapporti finanziari e bancari; per un valore stimato pari a 15 milioni di euro, riconducibili ai pluripregiudicato M.P. (classe 1981), già imprenditore nel settore del commercio di articoli in ferro e altri metalli.

L’esecuzione del provvedimento di confisca dei beni rappresenta l’epilogo della complessa e articolata attività investigativa svolta dal G.I.C.O. di Bari che ha permesso di ricostruire gli asset patrimoniali e finanziari nella disponibilità, diretta e indiretta (tramite i suoi familiari), di M.P., acquisiti con i proventi delle attività illecite commesse nel tempo (associazione per delinquere finalizzata alla produzione, traffico e detenzione di sostanze stupefacenti, furto e ricettazione) o, comunque, risultati ingiustificatamente sproporzionati rispetto ai redditi dichiarati.

Infatti – come da ultimo confermato dalla Suprema Corte di Cassazione con sentenza del 27 maggio 2020 – M.P. è da ritenersi soggetto connotato da pericolosità sociale dal 2001 sino al 2011 “in quanto, oltre ad essere stato dichiarato colpevole di numerosi e gravi delitti in materia di narcotraffico, commessi tra il 2005 e il 2007, era stato già condannato per reati contro il patrimonio commessi nel 2001 e, più di recente, era stato rinviato a giudizio per rispondere di un ulteriore reato in materia di stupefacenti commesso nel 2013”.

Pertanto, la Suprema Corte ha riconosciuto “una stretta correlazione temporale tra i momenti dell’acquisto dei beni oggetto di ablazione, concentrati nell’arco temporale dal 2004 al 2011, e il periodo di manifestazione della pericolosità” del pregiudicato barese. Una volta ricostruita la pericolosità sociale del prevenuto, gli investigatori del G.I.C.O. Bari hanno proceduto ad espletare mirate indagini economico-patrimoniali sul conto di M.P. e del suo nucleo familiare.

In particolare, al fine di disvelare l’origine del rilevante patrimonio di M.P. e dei suoi stretti familiari è stata acquisita, con riferimento all’ultimo ventennio, copiosa documentazione, tra cui i contratti di compravendita dei beni e delle quote societarie, nonché numerosi atti pubblici che hanno interessato nel tempo l’intero nucleo familiare investigato, verificando poi, per ogni transazione, le connesse movimentazioni finanziarie sottostanti alla creazione della necessaria provvista economica.

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<![CDATA[BARI BRACCIANTI EXTRACOMUNITARI IN PROTESTA CONTRO LO SFRUTTAMENTO UMANO]]>

Circa 200 braccianti agricoli hanno fatto tappa, questa mattina, a Bari, davanti la sede della presidenza della Regione Puglia, per protestare contro "le catene dello sfruttamento".

Il sindacalista e attivista sociale, Aboubakar Soumahoro, aveva chiarito anche in quell'occasione: "Gli Stati popolari sono un appuntamento senza bandiere di partito".

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<![CDATA[FALSO IN ATTO PUBBLICO E ABUSO D UFFICIO DUE DIPENDENTI DEL COMUNE DI ALBERONA NEI GUAI]]>

I finanzieri del Comando Provinciale di Foggia, nella mattinata odierna hanno dato esecuzione all’ordinanza cautelare emessa dal G.I.P. presso il Tribunale di Foggia, applicativa della misura interdittiva della sospensione dell’esercizio del pubblico ufficio, nei confronti di due funzionari del Comune di Alberona (FG), in posizioni di vertice della tecnostruttura dell’Ente locale, indagati per i reati di abuso d’ufficio e falsità materiale e ideologica commessa dal pubblico ufficiale unitamente ad un terzo dipendente comunale non sottoposto a misura cautelare.

Il provvedimento è il suggello ad una efficace attività di polizia giudiziaria della Tenenza di Lucera, coordinata dalla Procura della Repubblica di Foggia, che in poche settimane ha consentito di far emergere nel Comune di Alberona una gestione “familiare” negli affidamenti dei lavori di manutenzione ordinaria e straordinaria dell’impianto di pubblica illuminazione della città, a beneficio di due imprese locali, legate da vincoli di parentela a componenti dell’Amministrazione Comunale e del Consiglio comunale, alle quali sono stati liquidati affidamenti per oltre 128.000 euro, in carenza delle procedure prescritte dal Codice dei Contratti Pubblici e in assenza dei requisiti previsti per le imprese affidatarie dei servizi.

In dettaglio, le indagini spedite, coordinate dalla Procura, si sono concentrate sull’affidamento del servizio di manutenzione ordinaria e straordinaria dell’impianto di pubblica illuminazione. Dagli approfondimenti fatti dai finanzieri sulla documentazione acquisita in Comune, e dopo aver raccolto informazioni testimoniali dai dipendenti della tecnostruttura dell’Ente, è emerso che le liquidazioni delle somme dovute per le prestazioni rese dall’impresa affidataria avvenivano, senza alcuna preventiva verifica della posizione contributiva dell’impresa mediante la reiterata falsa attestazione in istruttoria dell’insussistenza di circostanze ostative all’emissione dei mandati di pagamento

Peraltro, si è accertato che l’impresa affidataria dei lavori, legata da vincoli di parentela al funzionario responsabile di Settore dell’Amministrazione comunale, che in base alla legge si sarebbe dovuto astenere dalla procedura di aggiudicazione dell’appalto per evidente conflitto di interesse, si è ritrovata ad operare, ininterrottamente, per circa 30 anni, nonostante il formale “invito”, rivolto dalla Giunta Comunale e dal Consiglio Comunale all’Ufficio Tecnico di procedere ad una nuova gara per l’affidamento del servizio.

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<![CDATA[BARI AUTO FINISCE SUI GRADINI DEL REPARTO ONCOLOGICO DEL POLICLINICO SUL POSTO I VIGILI DEL FUOCO]]>

Una vettura, mentre eseguiva una manovra, è finita sui gradini antistanti il reparto oncologico del Policlinico di Bari.

Sul posto sono intervenuti i Vigili del Fuoco che hanno messo in sicurezza il mezzo portandolo in condizioni regolari.

Al momento non si registrano feriti.

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<![CDATA[BANCA POPOLARE DI BARI TORNANO IN LIBERTA GIANLUCA E MARCO JACOBINI]]>

Tornano in libertà, dopo oltre 5 mesi di domiciliari, Marco e Gianluca Jacobini, rispettivamente ex presidente ed ex co-direttore della Banca Popolare di Bari.

I provvedimenti restrittivi erano scattati il 30 gennaio scorso con l’accusa di falso in bilancio, falso in prospetto e ostacolo alla vigilanza, nell’ambito dell’indagine della Procura di Bari sulla gestione della banca nell’ultimo decennio fino al commissariamento, deciso da Banca d’Italia il 13 dicembre 2019, con l’istituto di credito sull'orlo del crac per un buco di circa 2 miliardi di euro.

I giudici del Riesame hanno accolto l'appello presentato dalle difese e hanno disposto per padre e figlio l’interdizione dai pubblici uffici e istituti di credito per un anno e divieto di dimora nel capoluogo pugliese.

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<![CDATA[BARI RINVENUTI DUE MONOPATTINI RUBATI DALLA POLIZIA DI STATO DENUNCIATO UN RUMENO]]>

La Polizia di Stato, ha rinvenuto due monopattini della società fornitrice il servizio di sharing mobility per il comune di Bari, all’interno del Centro di Accoglienza per i Richiedenti Asilo Politico di Bari Palese ed il secondo stamane nei pressi di un capannone della zona industriale.

In particolare, il furto del monopattino rinvenuto al CARA di Palese, già denunciato dal locale responsabile della società fornitrice del servizio, era avvenuto il 06 luglio intorno alle 18.00 presso la Stazione Centrale dove era regolarmente parcheggiato.

Stamane intorno alle 06.15 il responsabile della società predetta contattava il 113 e riferiva in tempo reale, che un secondo monopattino emetteva segnale g.p.s. in uscita dalla città alla velocità di 60 km/h e che quindi, presumibilmente, era stato caricato a bordo di un veicolo; poco dopo il segnale individuava il mezzo fermo in via Milella in zona industriale, ove la Volante, accorsa immediatamente, bloccava un 63enne rumeno trovato in possesso del predetto monopattino.

L’uomo, dopo gli accertamenti di rito, è stato deferito in stato di libertà alla competente A.G.

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<![CDATA[LA CRONACA DEL GIORNO DEI CARABINIERI]]>

SFRUTTAMENTO DEL LAVORO. CARABINIERI ARRESTANO UN 43ENNE A GIOIA DEL COLLE

I Carabinieri della “task force” dedicata al contrasto del fenomeno della intermediazione illecita e dello sfruttamento del lavoro su tutto il territorio della Provincia di Bari, hanno arrestato S.G., 43enne, titolare di un’impresa agricola di Gioia del Colle, il quale nella propria azienda impiegava due cittadini indiani, in condizioni di sfruttamento.

Nel corso di preliminari servizi di osservazione, i miliari operanti avevano focalizzato la loro attenzione su un allevamento di bestiame, all’interno del quale avevano notato la presenza di due pastori stranieri, che, fin dalle prime luci dell’alba, accudivano gli animali, ininterrottamente, fino al pomeriggio. Al fine di verificare il rispetto delle norme poste a tutela dei lavoratori, i militari hanno, quindi, proceduto al controllo all’interno dell’azienda, nel corso del quale, alla presenza del proprietario, hanno identificato i due cittadini indiani, un 43enne ed un 26enne, entrambi con regolare permesso di soggiorno. Dalle verifiche, è emerso che i due pastori lavoravano, in media, 9 ore al giorno, senza riposo settimanale, ricevendo una paga giornaliera di meno di 25 euro, quando il contratto collettivo nazionale, per le stesse mansioni, ne prevede almeno 90 lorde; inoltre, i due erano alloggiati in un deposito artigianale attiguo alla stalla ed alla sala mungitura, privo dei necessari requisiti igienico sanitari. Queste condizioni erano accettate dai pastori per il timore di perdere il proprio il lavoro che permetteva loro di mantenere le rispettive famiglie nel Paese d’origine.

Al termine degli accertamenti, il titolare dell’azienda è stato arrestato con l’accusa di sfruttamento del lavoro.

 

TRANI: MALTRATTAVA ED ESTORCEVA DENARO AI PROPRI GENITORI. ARRESTATO  50ENNE

I Carabinieri della Stazione di Trani hanno eseguito una Ordinanza di applicazione della Misura Cautelare della Custodia in Carcere, nei confronti di un tranese V.A., classe 70.

Dall’anno 2018, i due anziani genitori erano costretti a convivere con un figlio violento, che oltre a minacciarli di morte, li sottoponeva a numerose violenze fisiche anche a fronte, in alcuni casi, del rifiuto di consegnargli denaro finalizzato all’acquisto di bevande alcoliche.

La somma di danaro, richiesta dal figlio violento, dieci euro ogni due tre giorni, apparentemente irrisoria, costituiva, per i due genitori ultra ottantenni, l’unica fonte di sostentamento.

Tutto questo, ormai divenuta la quotidianità per i due anziani, veniva interrotto solo qualche giorno fa, quando a seguito di un ennesimo litigio, alla porta di casa di quella famiglia bussavano i Carabinieri, proprio mentre i genitori consegnavano la somma di danaro richiesta dal figlio estorsore. Nella circostanza, A.V. si opponeva con violenza ai militari intervenuti, continuando tra l’altro ad inveire contro i propri genitori, minacciandoli di lanciarli dalle scale di casa.

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