Luca Turi News dal sito lucaturi.it http://www.lucaturi.it/ it <![CDATA[]]> ]]> <![CDATA[RISSA IN PIAZZA MORO A BARI 3 ARRESTI]]>

DI GAETANO CAROFIGLIO

Labbro spaccato e diverse contusioni; è il bilancio di una rissa avvenuta nel primo pomeriggio nei pressi della Stazione Centrale di Bari (Piazza Moro) tra una coppia albanese e un italiano. Pare che la rissa sia nata per futili motivi. Sul posto sono prontamente intervenuti i Carabinieri che hanno arrestato i 3 autori.

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<![CDATA[RICICLAGGIO TRA PUGLIA E EMILIA ROMAGNA ESEGUITE 7 ORDINANZE DI CARCERAZIONE E SEQUESTRATI BENI PARI A 20 MILIONI DI EURO]]>

La Direzione Investigativa Antimafia di Bologna, coordinata dal Procuratore della Repubblica di Ravenna Dott. Alessandro Mancini e dal Sostituto Dott.ssa Lucrezia Ciriello, ha individuato e disarticolato un gruppo criminale specializzato nel riciclaggio di ingenti capitali di provenienza illecita e nelle frodi fiscali perpetrate mediante l’utilizzo di fatture per operazioni inesistenti.

L’attività odierna ha portato all’arresto in carcere del noto imprenditore vitivinicolo ravennate MELANDRI Vincenzo Secondo (risultato a capo del predetto sodalizio), nonché dei cerignolani TERLIZZI Gerardo, fratello del più noto Giuseppe, reggente dell’ex-clan Piarrulli-Ferraro, e dei fratelli Pietro e Giuseppe ERRICO, anch’essi pregiudicati vicini al citato clan (operante nella provincia di Foggia).

Tra gli arrestati, posti ai domiciliari, anche BASSI Roberta, compagna e socia in affari del MELANDRI, D’APOLITO Rosa di Monte Sant’Angelo (FG) e DIPALO Ruggiero di Cerignola (FG), stabilmente al servizio dell’associazione e delle sue esigenze operative.

MELANDRI Vincenzo Secondo, nato a Faenza (RA) il 1° luglio 1969, conosciuto come “il re del vino”, era già stato tratto in arresto nel giugno del 2012, unitamente ad alcuni soggetti legati alla criminalità organizzata foggiana, e successivamente (nel 2016) condannato dalla Corte di Appello di Bari a 4 anni di reclusione, per reati associativi finalizzati alla truffa aggravata ed ai reati fiscali, nell’ambito dell’operazione denominata “Baccus” (coordinata dalla Direzione Distrettuale Antimafia del Capoluogo pugliese).

In tale contesto, era stato accertato che il MELANDRI aveva accumulato e depositato in istituti bancari della Repubblica di San Marino oltre 23 milioni di euro di illeciti guadagni, di cui 9 ancora sottoposti a sequestro per il reato di riciclaggio da parte dell’Autorità Giudiziaria di quel Paese, mentre i restanti 14 rimpatriati in Italia sfruttando le possibilità offerte dal c.d. scudo fiscale ter.

Proprio seguendo le tracce di questo ingente capitale rimpatriato, la Direzione Investigativa Antimafia ha accertato come il MELANDRI, nel 2014, non appena terminata la custodia cautelare, avesse iniziato a finanziare, con parte di tali proventi, la Melandri Trading srl, al fine di riprendere i già collaudati traffici illeciti. Il ruolo dei soggetti cerignolani consisteva invece nell’emettere, attraverso finte società vitivinicole facenti capo a dei “prestanome”, fatture per la vendita di prodotti alla società Melandri Trading srl, a fronte di merci mai corrisposte. Attività questa funzionale a ripulire il denaro sporco proveniente da usura, esercizio abusivo di attività finanziarie e frodi fiscali.

In realtà, alla società di MELANDRI arrivava solo ed esclusivamente denaro contante (corrispondente all’importo delle fatture senza I.V.A.) con corrieri che partivano da Cerignola in auto. Successivamente, l’imprenditore romagnolo procedeva a pagare con bonifico le fatture maggiorate dell’I.V.A..

Quindi, il sistema posto in essere consentiva ai criminali foggiani di riciclare il denaro sporco e di incassare gli importi corrispondenti all’I.V.A. (mai versata nelle casse erariali), e al MELANDRI di riciclare, a sua volta, le ingenti disponibilità finanziarie rimpatriate da San Marino e di abbattere i ricavi della sua azienda grazie alla registrazione in contabilità di costi inesistenti.

Non solo, sulle citate operazioni commerciali fittizie, fatturate per oltre 5 milioni di euro, l’azienda ravennate ha beneficiato anche di indebite detrazioni di imposta per circa 2 milioni di euro.

Al MELANDRI, inoltre, è stato contestato anche il reato di usura, avendo prestato denaro a tassi non legali a un imprenditore ravennate in difficoltà.

Con l’odierna ordinanza, emessa dal G.I.P. presso il Tribunale di Ravenna, Dott.ssa Rossella Materia, è stato disposto, oltre che alle predette misure cautelari, anche il sequestro di un ingente patrimonio, stimato in oltre 20 milioni di euro, tra cui figurano 3 società, investimenti finanziari e immobili siti nelle Provincie di Ravenna e Foggia.

Contestualmente, con l’ausilio dei Comandi Provinciali della Guardia di Finanza di Ravenna e Foggia, sono state eseguite numerose perquisizioni personali e locali.

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<![CDATA[LA CRONACA DEL GIORNO DEI CARABINIERI]]>

Bari. Controllo del territorio. I Carabinieri del Nucleo Radiomobile arrestano 4 pusher per spaccio ed altre  3 persone per rissa.

 

Nell’imminenza della Festività Natalizie e del conseguente aumento di acquisti e consumi, al fine di assicurare alla cittadinanza un adeguato livello di sicurezza reale, il Comando Provinciale di Bari ha intensificato ulteriormente i servizi di controllo del territorio, tanto nel centro urbano, maggiormente interessato dal flusso di visitatori, che nelle periferie cittadine. Nel complesso, i preliminari risultati ottenuti hanno confermato l’importanza di un presidio costante delle aree urbane in queste giornate in cui si registra un sensibile aumento di persone, al fine di contenere il fenomeno dei reati predatori e quello dello spaccio di sostanze stupefacenti, quest’ultime destinate perlopiù a giovani e giovanissimi. Infatti:

-nella centralissima Piazza Umberto sono stati arrestati due somali, H.A.M.A 27enne ed A.A.A. 30enne, entrambi in Italia senza fissa dimora, nullafacenti, censurati. I predetti venivano sorpresi dai Carabinieri mentre cedevano una dose di  marijuana ad giovane assuntore che riusciva ad allontanarsi. Le perquisizioni personali eseguite nei confronti dei due africani consentivano di rinvenire e sequestrare  26 grammi marijuana e 6 grammi di hashish. Per i due somali, su disposizione dell’A.G.,  si sono aperte le porte della Casa Circondariale di Bari;

-in via Leonardo Loiacono, nel corso di un posto di controllo veniva fermato B.V.I. 19enne, studente, già noto alle ff.oo., nei confronti del quale si procedeva ad una  perquisizione personale. Nel corso della stessa venivano rinvenute alcune dosi di cocaina e di hashish, pronte per essere cedute. Il giovane veniva quindi arrestato per detenzione ai fini di spaccio di sostanze stupefacenti e, su disposizione della competente A.G., sottoposto al regime di arresti domiciliari, in attesa di giudizio;

-in Piazza Garibaldi è stato arrestato M.A.D. 20enne, sorpreso mentre cedeva 6 grammi di marijuana ad un  studente, suo coetaneo, che è stato segnalato all’Ufficio Territoriale del Governo di Bari quale assuntore di sostanze stupefacenti. M.A.D., sottoposto a perquisizione, veniva trovato in possesso di altri 10 grammi della medesima sostanza suddivisa in dosi e della somma di 515,00 euro ritenuta il provento dell’illecita attività di spaccio. L’arrestato, su disposizione dell’A.G. è stato sottoposto agli arresti domiciliari, in attesa di giudizio;

-in Piazza Aldo Moro, invece, un’altra gazzella su chiamata di alcuni passanti,  è  intervenuta per sedare una rissa tra B.N. 26enne di Noicattaro (BA), che riportava contusioni ed escoriazioni al labbro   e la coppia di cittadini albanesi costituita da M.Z. 31enne e sua moglie M.A. 23enne. Il violento litigio nella pubblica via era scaturito per futilissimi motivi e per tutti e tre si è proceduto all’arresto.   

 

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<![CDATA[SOLIDARIETA E SPETTACOLO DI BENEFICENZA NEL PORTO DI BARI DEFIBRILLATORE DONATO ALL AUTORITA PORTUALE CITTADINA]]>

La cerimonia di donazione si è svolta ieri sera nell’ambito di uno spettacolo di beneficenza, nella Sala Convegni del Terminal Crociere Bari, alla presenza del Presidente dell’Autorità di Sistema Portuale del Mare Adriatico Meridionale, avv. Ugo Patroni Griffi,e del Presidente dell’associazione, gen. Carlo Adamo, insieme al Consiglio Direttivo dell’Associazione.

 

L’iniziativa rientra nelle attività dell’associazione che si prefigge di sensibilizzare e stimolare le Istituzioni Pubbliche operanti sul territorio su tematiche inerenti il paziente cardiopatico e nel contempo ricercare le migliori soluzioni a problematiche e criticità riguardanti l’assistenza sanitaria degli stessi. A tale riguardo svolge un’attività di affiancamento e di ascolto ai cardiopatici per il riconoscimento e la tutela dei diritti del malato, nel rispetto delle leggi vigenti.

“Amici di Cuore Onlus” è un’Associazione di Volontariato che opera nel campo delle patologie cardiovascolari, si avvale di un comitato scientifico di medici specialisti e svolge prevalentemente attività di informazione ed educazione sanitaria ai pazienti cardiopatici e non, al fine di migliorare la prevenzione cardiovascolare primaria e secondaria.

 

Nell’ambito di un progetto di Città Cardioprotetta e di prevenzione dai rischi cardiovascolari e ridurre l’incidenza dei fattori di rischio, l’Associazione –spiega il presidente Adamo -che ha già donato nell’ultimo anno quattro defibrillatori ad Istituzioni cittadine, ha ritenuto di donare ad una importante Istituzione Pubblica della città, qualel’Autorità di Sistema Portuale del Mare Adriatico Meridionale, un defibrillatore acquistato con i fondi raccolti tra i propri associati. La cerimonia si inserisce nell’ambito di uno spettacolo di beneficienza con la presenza di numerosi artisti baresi. Il costo del biglietto d’ingresso sarà devoluto all’acquisto di nuovi defibrillatori e alla promozione delle attività di volontariato dell’associazione stessa”.

Ogni giorno, anche nei mesi invernali, - commenta il presidente dell’AdSP Patroni Griffi- dal nostro porto transitano migliaia di passeggeri. La dotazione di un defibrillatore aumenti in maniera esponenziale i già alti parametri di sicurezza garantiti dall’Ente nelle proprie  strutture. Un vero e proprio salvagente che può essere lanciato a chi ne ha bisogno. Ringrazio l’Associazione “Amici di Cuore Onlus” e il presidente Adamo per la grande sensibilità dimostrata. Una città cardio-protetta è un traguardo nobile e di  grande civiltà.”

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<![CDATA[EX ASSESSORE COMUNALE DI NOCI ARRESTATO PER TRUFFA]]>

Sono accusati di aver gonfiato i costi dei lavori di ristrutturazione della casa di riposo "Sant'Anna" di Noci, ente ecclesiastico con sede a Roma, ottenendo tramite la Regione Puglia fondi europei non dovuti lati a 1,5 milioni di euro. Per i reati, a vario titolo contestati, di truffa aggravata, emissione di fatture per operazioni inesistenti e auto-riciclaggio, la Guardia di Finanza ha arrestato, l’ex assessore comunale di Noci Vittorio Lippolis ritenuto, secondo gli inquirenti, il promotore e principale artefice della frode. Nei suoi confronti è stato eseguito anche un sequestro preventivo pari a 1,7 milioni di euro. Ad altre 15 persone, due consulenti, due suore dell’ente ecclesiastico e imprenditori, è stato notificato l’avviso di conclusione delle indagini preliminari. Le indagini non sono ancora terminate.

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<![CDATA[UFFICIO DELLE DOGANE DI BARI SEQUESTRO DI TABACCHI ED ALIMENTI]]>

Durante i normali controlli sui passeggeri provenienti da paesi extracomunitari, i funzionari dell’Ufficio delle Dogane di Bari hanno sequestrato, in collaborazione con i militari della Guardia di Finanza, circa 4 kg. di Tabacchi lavorati esteri, che si tentava di introdurre in contrabbando nel territorio nazionale.
Le stecche di sigarette marca Marlboro e Merit sono state rinvenute all’interno dei bagagli di due cittadini italiani provenienti dagli Stati Uniti.
Ai trasgressori sono state applicate sanzioni ammontanti complessivamente a 6.899 euro.
In un'altra operazione i funzionari doganali, sempre in collaborazione con i militari della Guardia di Finanza, hanno sequestrato 300 chilogrammi di carne e derivati e 330 chilogrammi di latte e formaggi, sprovvisti della certificazione di cui al Reg. CE n. 206/2009 del 5 marzo 2009 (introduzione nella Comunità di scorte personali di prodotti di origine animale).
La merce, in possesso di due cittadini di nazionalità albanese, è stata opportunamente distrutta per motivi di salute pubblica.

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<![CDATA[ UCCIDETE IL PRIMO CHE TROVATE PER QUESTO MOTIVO FU UCCISO GIUSEPPE MIZZI ]]>

Il boss del clan mafioso Di Cosola di Bari, Antonio Battista, ordinò ai suoi uomini di rispondere all’agguato subìto uccidendo un uomo, «il primo che trovate», del clan rivale Strisciuglio. Quella sera, il 16 marzo 2011, i killer per errore spararono a Giuseppe Mizzi, vittima innocente di mafia, scambiandolo per uno spacciatore. La ricostruzione di quel tragico evento è contenuta nelle motivazioni della sentenza di primo grado nei confronti di Battista e di altri 59 affiliati al clan accusati di reati di associazione mafiosa, droga, armi ed estorsioni. Per la morte di Mizzi, vittima innocente di mafia, è già passata in giudicato la sentenza nei confronti dei due esecutori materiali, Emanuele Fiorentino e Edoardo Bove, condannati rispettivamente a 20 anni e a 13 anni e 4 mesi di reclusione. La posizione di Battista come mandante era stata inizialmente archiviata, fino alle dichiarazioni di sua moglie, Lucia Masella, che dopo essere diventata collaboratrice di giustizia, aveva accusato il marito aiutando gli inquirenti della Dda a riaprire il caso.

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<![CDATA[BARI DONI SPETTACOLI E SORRISI AI PICCOLI DEL CENTRO SOCIO EDUCATIVO SUORE DELLO SPIRITO SANTO]]>

Spettacolo a ritmi di tamburi, sorrisi e regali saranno donati ai ragazzi della Congregazione delle Suore dello Spirito Santo nella Comunità Educativa familiare e Centro Educativo, in via Celso Ulpiani 19 a Bari domani, 16 dicembre 2017, a partire dalle ore 16.

Il protagonista sarà il Gruppo Sbandieratori e Musici di Grumo Appula.

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<![CDATA[CARBONARA DI BARI AGGREDITI ASSESSORE E PRESIDENTE MUNICIPIO]]>

Un pugno in faccia al Presidente del IV Municipio, Nicola Acquaviva, e una serie di insulti all'Assessore ai Lavori pubblici, Infrastrutture ed Edilizia giudiziaria, Giuseppe Galasso, dove ieri pomeriggio durante un sopralluogo a Carbonara di Bari sono stati aggrediti da un gruppo di residenti. Prima gli insulti e poi il pugno sullo zigomo del Presidente ricevuto da una signora.

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