Luca Turi News dal sito lucaturi.it http://www.lucaturi.it/ it <![CDATA[ NO ALLA PEDOFILIA FIACCOLATA DAVANTI ALLO STADIO DI BARI]]>

Donne, bambini e famiglie, tutti con le fiaccole accese. In testa un lungo striscione per dire no alla pedofilia. In centinaia si sono dati appuntamento davanti all'antistadio San Nicola per una fiaccolata di sensibilizzazione promossa dal Comitato Provinciale Unicef Bari e dall’associazione di volontariato Seconda Mamma. L'iniziativa è stata organizzata per dire no alla baby prostituzione e ad un giro illecito scoperto dalla trasmissione "Le Iene" sul quale la magistratura barese sta indagando. Numerosi i politici nazionali e locali presenti tra cui il sottosegretario al lavoro Massimo Cassano.
“Non possiamo più assistere né accettare che i bambini e le bambine siano usati e venduti – hanno ribadito Michele Corriero, presidente del Comitato Unicef Bari, e Silvia Russo Frattasi, presidente Seconda Mamma. A scendere in strada anche i rappresentanti dell'associazione delle persone scomparse "Penelope" e della Fondazione Tatarella. Dall'antistadio il corteo illuminato dalle fiaccole ha attraversato le strade vicine all'impianto sportivo, in silenzio, per dire no alla presenza degli orchi "che esistono e sono accanto ai piccoli della nostra città. "Questa volta abbiamo toccato il fondo e vogliamo urlare a tutti che noi non ci stiamo - hanno ribadito gli organizzatori - aspettiamo risposte concrete  dagli investigatori affinché tutto questo non accada mai piu".


 

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<![CDATA[NON SI ACCORGE DEL CANTIERE E FINISCE CONTRO CON LA SUA AUTO]]>

Era a bordo della sua Fiat Panda e percorreva via Crisanzio quando, all'improvviso si è trovata davanti un cantiere di ristrutturazione di uno stabile. Ha perso il controllo della vettura che durante l'impatto si è ribaltata ed è finita al centro della strada. È successo stamattina a Bari, nel quartiere Libertà. Per un po di tempo traffico in tilt e cittadini impauriti. La donna è stata soccorsa e trasportata all'ospedale Di Venere. Le sue condizioni non sono gravi. Sul posto è intervenuta la polizia locale. Controlli sono stati eseguiti al cantiere per verificare presunte irregolarità sulle prescrizioni di sicurezza.

 

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<![CDATA[TORNA ORA LEGALE STANOTTE UN ORA AVANTI ]]>

Un'ora di luce in più, ma stanotte si dorme un'ora in meno. Tra sabato 25 e domenica 26 torna l'ora legale: alle 2 di notte le lancette dell'orologio si devono spostare di 60 minuti in avanti. 

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<![CDATA[LA CRONACA DEL GIORNO DEI CARABINIERI]]>

 

TRANI (BT). NUOVO COLPO ALLA BANDA DEL “PIZZO”. I CARABINIERI ESEGUONO UN’ORDINANZA DI CUSTODIA CAUTELARE NEI CONFRONTI DI 7 PERSONE.

 

Erano balzati agli “onori” della cronaca per aver imposto a tappeto il pizzo ed i Carabinieri del Comando Provinciale di Bari si erano già distinti per aver stroncano un’organizzazione che gestiva a Trani il racket delle estorsioni.

Notificata oggi una nuova ordinanza di custodia cautelare disposta su richiesta della Direzione Distrettuale Antimafia di Bari.

 

I Carabinieri del Comando Provinciale di Bari all’alba odierna hanno dato esecuzione ad un’ordinanza di custodia cautelare in carcere, disposta dal GIP del Tribunale di Bari su richiesta della locale Direzione Distrettuale Antimafia, nei confronti di 7 persone specializzatesi nella sistemica imposizione del pizzo a gran parte del tessuto economico tranese.

I fatti oggetto di contestazione odierna sono scaturiti dalle dichiarazioni di un collaboratore di giustizia e sono collegati al più noto filone d’indagine convenzionalmente denominato “Pointbreak” e che aveva visto, il 2 febbraio scorso, un centinaio di Carabinieri, supportati da unità cinofile antidroga e da un elicottero dell’Arma, dare esecuzione ad un’ordinanza di custodia cautelare, all’epoca emessa dal Gip del Tribunale di Trani, su richiesta della locale Procura della Repubblica, che trovava il proprio fondamento nelle indagini condotte dalla Compagnia Carabinieri di Trani dal Novembre del 2016. Durante le perquisizioni effettuate nel corso di quel blitz, i militari arrestarono anche una donna già affiliata al clan Annacondia, trovata in possesso di cocaina, e gli arresti furono complessivamente 8.

Le indagini non sono tuttavia mai state interrotte ed i Carabinieri della Stazione di Trani e del locale Nucleo Operativo, che avevano avviato i propri accertamenti a riscontro delle dichiarazioni di quel collaboratore e sono stati supportati dal coraggio di numerosi commercianti determinatisi a denunciare le angherie subite, hanno messo a nudo nuovi inquietanti scenari nei quali sono stati accertate ulteriori condotte estorsive, in danno di commercianti e ristoratori tranesi, cui veniva richiesto il pagamento con ritualità pressoché mensile, di somme di danaro oscillanti tra i 100 ed i 3000 euro. Non paghi del danno così cagionato, in plurime occasioni i malfattori si erano peraltro avvalsi del clima di terrore infuso nelle vittime, costringendole a fornir loro derrate alimentari ovvero costosi alcoolici senza di fatto mai saldare il dovuto. Emblematico il comportamento criminale di uno degli odierni arrestati il quale subentrava al di lui fratello arrestato per altra causa e seguitava, per mesi, ad incassare le somme di danaro versate dalle vittime.

Le risultanze delle investigazioni condotte, proseguite e portate a termine nel brevissimo lasso di tempo di appena un mese, hanno trovato la piena condivisione della Magistratura inquirente e giudicante, all’esame delle quali è stata sottoposta la metodologia mafiosa dei correi: come già emerso, l’azione criminale era sì estesa all’intero territorio cittadino, ma si è caratterizzata non solo per le minacce, implicite o esplicite, di gravissime ritorsioni in caso di rifiuto o opposizione alle richieste formulate, ma anche per il profondo clima di terrore ingenerato dalla caratura criminale del gruppo e della pressoché automatica evocazione della forza degli ambienti mafiosi notoriamente presenti in Trani sin dall’epoca del boss Annacondia.

L’attività investigativa aveva già permesso, tra l’altro, di ben delineare la struttura del gruppo, all’interno del quale spicca, quale elemento emergente nel panorama malavitoso tranese, CORDA Vito, 38enne, pluripregiudicato, figlio di Nicola, già esponente di assoluto rilievo del clan ANNACONDIA, operante negli anni ’80 e ’90 nel nord-barese. Il CORDA, quale mente ispiratrice nell’organizzare le attività illecite dei correi e già detenuto poiché colpito da provvedimento di fermo eseguito dai Carabinieri di Trani il 29 gennaio scorso ed attinto dal provvedimento di custodia del 02 febbraio, è destinatario anche dell’odierna misura cautelare, poiché risultato responsabile di ulteriori condotte estorsive, stavolta aggravate dalla metodologia mafiosa di cui all’art. 7 della L. 203/1991.

Attivo e determinante il ruolo dei restanti complici, in capo ai quali pendono le accuse di aver agito, in nome e per conto proprio ovvero in funzione del CORDA rinnovando insistentemente le richieste estorsive nonché riscuotendo il danaro illecitamente richiesto.

Le investigazioni, mai arrestatesi, alacremente condotte dai reparti investigativi dell’Arma e tuttora in corso per accertare l’esistenza di ulteriori casi di estorsioni tentate o consumate, hanno aperto le porte della Casa Circondariale di Trani per 3 persone, finora in stato di libertà, nonché graniticamente consolidato il quadro accusatorio per ulteriori 4 persone già detenute presso le case circondariali di Trani e Foggia, tutte colpite dall’odierno provvedimento di custodia cautelare dovendo gli stessi rispondere di estorsione in concorso, continuata ed aggravata dalla metodologia mafiosa con l’aggravante per due di essi di aver commesso i fatti, in un caso mentre era soggetto alla sorveglianza speciale di PS, ed in un altro per aver commesso i fatti nel triennio successivo alla decadenza della medesima misura di prevenzione.

Come già lodevolmente avvenuto, i Carabinieri si aspettano ora che ulteriori imprenditori vittime del pizzo si facciano avanti per denunciare e per riscontrare quanto già venuto a conoscenza dei militari nell’ambito delle investigazioni.

OPERAZIONE OUR MILK: DUE TITOLARI DI AZIENDE DEFERITI

 

Si è conclusa l'operazione a tutela dei consumatori, condotta dai militari del Comando Regione Carabinieri Forestale Puglia e del Coordinamento Territoriale Carabinieri dell’Ambiente del Parco Nazionale Alta Murgia di Altamura  denominata "Got Milk?". Obiettivo, la sicurezza agroalimentare e i controlli sulla corretta etichettatura dei prodotti lattiero-caseari, in particolare dei latticini.

Circa quaranta le aziende visitate dai militari per la maggior parte nei territori delle province di Bari, Brindisi e della Bat, che ha permesso di deferire all’Autorità Giudiziaria due persone in qualità di rappresentanti legali delle aziende, contestando loro il reato per frode nell’esercizio del commercio. Oltre 1500 kg sono i prodotti caseari sequestrati mentre a oltre 10.000 euro ammontano le sanzioni amministrative elevate dai Carabinieri diretti dal Capitano Giuliano Palomba.

In particolare, a Bari e a Santeramo in Colle, è stata accertata la vendita di formaggi che riportavano in etichetta le diciture “con Latte fresco Italiano” ma in realtà venivano realizzati con le cagliate industriali, come pure di mozzarelle etichettate “con Latte della Murgia Barese” prodotte invece con latte proveniente  dell’Ungheria.

In diverse ditte situate nelle città di Andria, di Gioia del Colle e di Fasano, inoltre i Carabinieri hanno sequestrato oltre 1500 Kg di prodotti caseari privi del sistema di tracciabilità inerente l’origine del latte utilizzato, in palese violazione a quanto previsto dalla specifica normativa di settore sulla sicurezza degli alimenti. Sui tali prodotti non risultavano infatti riportate le fondamentali indicazioni attestanti il giorno di produzione e le materie prime utilizzate.

Controlli “apripista” in vista dell’imminente entrata in vigore del Decreto, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n.15 del 19 gennaio 2017, inerente l’obbligo di “indicazione dell’origine in etichetta della materia prima per il latte e i prodotti lattieri caseari, in attuazione del regolamento (UE) n. 1169/2011”.

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<![CDATA[GUARDIA DI FINANZA SPACCIATORI AL RIONE STANIC ARRESTATI DUE PREGIUDICATI CON UN KILOGRAMMO DI SOSTANZA STUPEFACENTE ]]>

Prosegue senza soste l’attività della Guardia di Finanza per reprimere lo spaccio in città.

I Finanzieri del Gruppo Pronto Impiego Bari, grazie ad un mirato intervento finalizzato alla repressione del traffico di sostanze stupefacenti, hanno messo a segno un altro duro colpo contro la rete di spacciatori in città, effettuando un blitz in un’abitazione nella vicinanze di via Bruno Buozzi, da tempo oggetto di un approfondito ed attento monitoraggio.

L’attività di spaccio, infatti, era costante nella zona, tanto da aver attirato oltre che l’attenzione delle fiamme gialle, anche il disappunto e la forte preoccupazione degli abitanti della zona.

I “baschi verdi”, dopo aver rapidamente individuato il primo spacciatore a bordo di una moto, lo hanno colto di sorpresa mentre era intento ad effettuare una “consegna”.

L’immediata perquisizione eseguita a casa del fermato ha poi permesso di portare alla luce un vero e proprio “bazar” della droga, dove le sostanze venivano preparate e confezionate in dosi da un complice, pronte per essere vendute.

Nell’abitazione è stato rinvenuto oltre un chilogrammo di sostanze stupefacenti, tra cocaina, hashish e marijuana, denaro contante, telefoni cellulari e bilancini di precisione. Nascosta nel muro esterno della casa, inoltre, i militari hanno rinvenuto anche una telecamera, collegata ad un televisore che permetteva agli occupanti di avere il pieno controllo visivo della zona.

I due spacciatori, entrambi pluripregiudicati, sono stati arrestati e condotti in carcere. Dovranno rispondere del reato di cui all’art. 73 del D.P.R. 309/90 (Produzione, traffico e detenzione illeciti di sostanze stupefacenti o psicotrope).

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<![CDATA[CONTROLLI A TAPPETO NELLA ZONA DELLO STADIO SAN NICOLA]]>

Controlli da parte di polizia di stato e Polizia locale sono in corso da questa sera alle 19 intorno allo stadio di  San Nicola. L'operazione rientra nell'ambito dei controlli scattati a seguito del giro di baby prostituzione scoperto da un'inchiesta della trasmissione "Le Iene". Sul posto ci sono 6 pattuglie della sezione volanti e 4 della Polizia locale.

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<![CDATA[DISSODAMENTO NEL PARCO DELL ALTA MURGIA SCOPERTA UNA SUPERFICE CONVERTITA ABUSIVAMENTE A MANDORLETO]]>

Non è sfuggita ai controlli dei Carabinieri Forestali della Stazione Parco di Andria, il dissodamento di una vasta area di terreno naturale, attraverso la frantumazione e scarificazione del suolo naturale, avvenuto in poche ore con potentissimi mezzi, per la successiva messa a coltura di un mandorleto.

Il terreno sito alla località San Leonardo in agro di Andria per una superficie di oltre 2 ettari (20.000 metri quadrati), nel Parco Nazionale dell’Alta Murgia, classificato anche Zona di Protezione Speciale secondo le direttive Europee, è sottoposto alle tutele della legge quadro sulle aree protette.

Gli accertamenti in campo hanno potuto constatare, anche grazie ai sistemi ortofotografici, che l’area prima della trasformazione conservava ancora le caratteristiche di naturalità presentandosi quale terreno saldo di tipo pascolivo e ospitante la caratteristica vegetazione pseudo steppica delle murge, fortemente tutelata dalla normativa ambientale.

Le verifiche documentali hanno riscontrato l’assenza dei titoli autorizzativi connessi ai molteplici vincoli ambientali. Non solo l’assenza del nulla osta dell’Ente Parco ma anche delle valutazioni paesaggistiche del PPTR Puglia, del Codice Urbani sul Paesaggio e della valutazione di incidenza ambientale.

La distruzione di habitat naturale tipico del Parco e delle Murge è categoricamente vietato dalle norme interne ed europee, per questo l’intera superficie è stata posta sotto sequestro preventivo e il proprietario, residente ad Andria, è stato deferito all’Autorità Giudiziaria di Trani.

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<![CDATA[SEQUESTRATE DALLA DOGANA CALZE E FILTRI OLIO NEL PORTO DI BARI]]>

I funzionari dell’Ufficio delle Dogane di Bari, nell’ambito della costante attività di contrasto ai traffici illeciti, hanno sottoposto a sequestro amministrativo, in due distinte operazioni, rispettivamente 8.400 filtri olio e gasolio e 482.000 paia di calze da donna e da uomo. La merce è stata sequestrata in quanto avrebbe potuto trarre in inganno il consumatore finale riguardo l’effettiva origine cinese dei prodotti, giacché sui prodotti era presente un marchio italiano senza nessun’altra indicazione d’origine né risultavano accompagnati dalla prevista attestazione da parte del titolare del marchio.

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<![CDATA[LA CRONACA DEL GIORNO DEI CARABINIERI]]>

ALTAMURA (BA). SVENTATO FURTO IN UN BAR. I LADRI IN FUGA ABBANDONANO ATTREZZI E DUE POTENTI AUTOVETTURE.

La scorsa notte, una banda di ladri dediti ai furti presso gli esercizi commerciali ha tentato di perpetrare un assalto ai danni di un bar ubicato nel periferico quartiere Trentacapilli di Altamura. In pochi minuti, sei malviventi incappucciati e vestiti di scuro, equipaggiati con lampade portatili indossate al capo e armati di piccone, martelli da demolizione ed una potente sega circolare portatile  si sono messi all’opera aprofittando anche di un banco di nebbia che sovrastava la zona. Hanno da principio tagliato la saracinesca dell’esercizio  con la sega portatitile. Quindi si sono accinti ad entrare nel bar – ove sicuramente l’obiettivo era svaligiare il registratore di cassa e le slot machine colà installate – quando è arrivata, per loro del tutta imprevista, una gazzella dei Carabinieri della locale Compagnia. Sono stati attimi concitati: i malviventi, in un attimo, si sono dileguati a piedi ognuno prendendo una direzione diversa, mentre i militari intervenuti hanno accennato un inseguimento reso vano dalla foschia e dalla necessità di presidiare l’esercizio appena violato, anche nella considerazione che  qualcuno dei ladri fosse penetrato all’interno. L’immediata battuta di ricerca posta in essere dai numerosi Carabinieri sopraggiunti ha avuto, purtroppo, esito negativo. Tuttavia i banditi hanno dovuto lasciare sul posto diversa attrezzatura che sarà preziosa per le serrate indagini in corso. Difatti il furto è stato sventato e sul posto sono rimaste due potenti autovetture, una AUDI A4 S Line e una GOLF GTI, entrambe derubate nel Nord barese e con targhe contraffatte montate. Inotre sono stati rinvenuti diversi attrezzi da scasso, tra cui picconi, martelli da sfondamento, palanchini e punteruoli, nonché la sega circolare  portatile utilizzata per tagliare come burro la lamiera della saracinesca. Insomma, una vera e propria banda organizzata, che, molto probabilmente, si è resa protagonista, nei giorni scorsi, di altri colpi commessi con la stessa tecnica ai danni di esercenti di Altamura e dei limitrofi Comuni della vicina provincia di Matera. Le indagini, anche grazie al prezioso contributo della Sezione Investigazioni Scentifiche del Comando Provinciale Carabinieri di Bari, continuano senza sosta per cercare di identificare i componenti della banda.

 

CASAMASSIMA (BA). SEQUESTRO DI APPARECCHI ELETTRONICI E

COSMETICI IN UN NEGOZIO CINESE.

 

I Carabinieri della locale Stazione di Casamassima in collaborazione con i colleghi del Nucleo Antisofisticazione e Sanità di Bari, nell’ambito di controlli finalizzati ad accertare il rispetto della normativa vigente, hanno sottoposto a sequestro, all’ interno di un negozio, numerosi apparecchi elettronici (tra i quali vi erano anche smart watch, visori box 3D di ultima generazione, ecc.) non idonei alla vendita in quanto privi di informazioni, dichiarazioni di conformità e garanzie per la sicurezza, nonché un cospicuo quantitativo di cosmetici di vario genere (rossetti, mascara, ombretti, fondotinta, lucidalabbra, terre, ciprie, matite, smalto per unghie, ecc.) perché privi delle indicazioni inerenti la composizione degli stessi.

La merce, realizzata in Cina, riportava etichette con indicazioni nella sola lingua madre e sarebbe stata immessa nel mercato nazionale in violazione della normativa vigente che sanziona chiunque produce e pone in commercio prodotti che potrebbero essere dannosi alla salute. Nello specifico, i Carabinieri hanno evitato che ignari consumatori utilizzassero apparecchi e articoli per la cura e l’igiene della persona non sicuri perché privi di documentazione informativa sulle caratteristiche qualitative, sulle specifiche fisico-chimiche e microbiologiche delle materie prime, sui metodi di fabbricazione, sui dati riguardanti la valutazione di sicurezza e sugli effetti indesiderati.

I militari hanno, quindi, proceduto al sequestro amministrativo della merce del valore di oltre 15 mila euro. Alla proprietaria è stata contestata una sanzione di oltre mille euro per la violazione del D.Lgs. 206/2005. Sono tuttora in corso accertamenti finalizzati a stabilire le modalità di arrivo in Italia del materiale. 

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<![CDATA[NEBBIA SULLA CITTA DI BARI]]> ]]>