Luca Turi News dal sito lucaturi.it http://www.lucaturi.it/ it <![CDATA[IL QUARTIERE LIBERTA DI BARI TENTA DI USCIRE DALLA CRIMINALITA INAUGURATO IL CHIOSCO MIMMO BUCCI ]]>

Inaugurato il chiosco all’interno del giardino "Mimmo Bucci", affidato attraverso il regolamento per la cura dei beni comuni all’Istituto Salesiano del Redentore, a seguito degli interventi di manutenzione e l’istallazione di un nuovo impianto di videosorveglianza.

Alla cerimonia hanno partecipato il sindaco Antonio Decaro, il presidente della Regione Puglia Michele Emiliano, il direttore dell’oratorio del Redentore don Francesco Preite, i genitori di Mimmo Bucci, Franca e Antonio Bucci, Michele Tatone direttore della Peroni srl e Pasquale Esposito Amministratore Unico della Ditta Ep Spa.

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<![CDATA[NIPOTE DEL BOSS DI VIESTE SCOMPARE SI TEME CASO DI LUPARA BIANCA]]>

Pasquale Notarangelo, 26enne, da due giorni non si hanno più notizie. Lui ha precedenti per droga e reati contro il patrimonio ed è nipote del boss di Vieste ammazzato due anni fa. La denuncia è stata fatta questa mattina dalla moglie. La sua auto è stata ritrovata parcheggiata in località Coppitella, vicino al posto di primo soccorso. Il 26enne è figlio di Onofrio Notarangelo ucciso a gennaio scorso. Non si esclude nessuna ipotesi sulla scomparsa.

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<![CDATA[VETRO SI STACCA DA UNA FINESTRA DI UN PALAZZO IN VIA SPARANO PER FORTUNA NESSUN FERITO]]>

Momenti di panico poco fa in centro a Bari per la caduta del vetro di una finestra di un appartamento al sesto piano in via Sparano. Ancora poco chiara la dinamica dei fatti. Sembra che a causa del forte vento la finestra abbia sbattuto violentemente contro l’infisso facendo andare in frantumi il vetro. Fortunatamente in quel momento nessuno passeggiava su via Sparano. La zona ora è stata recintata in messa in sicurezza. Sul posto gli agenti della polizia locale. 

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<![CDATA[BARI 45ENNE FERITO IN PIAZZA GARIBALDI A COLPI DI PISTOLA]]>

Giuseppe Primavera, pregiudicato 45enne, ieri sera intorno le 21, è stato raggiunto da due colpi di pistola. Primavera è stato accompagnato al Pronto Soccorso del Policlinico dove ha riferito di essere stato ferito in Piazza Garibaldi, nel quartiere Libertà di Bari. Ora l'uomo è ricoverato in ospedale in condizioni non gravi. Indagini in corso.

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<![CDATA[ACCUSATI DI OMICIDIO ARRESTATI IN DUE A BARI]]>

Nelle grinfie degli agenti della Squadra Mobile della Questura di Bari, sono finite due persone accusate di omicidio doloso aggravato dai futili motivi e porto illegale d'arma da fuoco. La vittima, Daviti Gvatseladze, 45enne georgiano, venne trovato morto in piazza a Corato il 22 gennaio scorso. Il provvedimento è stato emesso dal gip del tribunale di Trani. Le indagini sono state condotte dalla Squadra Mobile del capoluogo pugliese e dal Commissariato di Polizia di Corato. 

Nelle prime ore della mattinata odierna a Bari, la Polizia di Stato ha tratto in arresto, in esecuzione di ordinanza di custodia cautelare in carcere emessa dal G.I.P. del Tribunale di Trani per i reati di omicidio doloso aggravato dai futili motivi e porto illegale d’arma da fuoco, in concorso:

1)     KVELIASHVILI Davit, nato a Khashuri (Georgia) nel 1975;

2)     OKROPIRIDZE Givi, nato a Tbilisi (Georgia) nel 1976.

Dalle indagini dirette dalla Procura della Repubblica di Trani e condotte dalla Squadra Mobile di Bari con il supporto del Commissariato P.S. di Corato, anche grazie ad articolati servizi tecnici e l’acquisizione di numerose audizioni testimoniali di soggetti appartenenti alla folta comunità georgiana insistente in questa provincia, sono emersi gravi elementi di responsabilità in relazione all’omicidio di GVANTSELADZE Daviti, georgiano, rinvenuto cadavere nelle prime ore del mattino del 22 gennaio 2017, adagiato su una delle panchine di piazza Simon Bolivar a Corato.

Dopo una serata conviviale trascorsa in un ristorante di Corato, in occasione della quale si era verificato un acceso diverbio tra i partecipanti, le discussioni tra gli ospiti della cena, tutti di nazionalità georgiana, erano proseguite in strada.Nel corso di una violenta rissa tra due fazioni del gruppo erano stati esplosi  alcuni colpi di pistola cal. 22 da parte di KVELIASHVILI Davit nei confronti dei connazionali con i quali aveva litigato, quale reazione al pestaggio da lui subito in precedenza anche con la minaccia di un coltello; uno dei colpi aveva ferito mortalmente alla schiena il GVANTSELADZE.

Secondo quanto acquisito durante le indagini, rese particolarmente complesse a causa del clima di diffusa omertà degli stranieri sentiti oltre che per i loro ripetuti tentativi di sviare le investigazioni, KVELIASHVILI Davit aveva prelevato l’arma dalla propria autovettura, con la quale era giunto a Corato unitamente a OKROPIRIDZE Givi, che, peraltro, gli aveva anche dato manforte sia nel corso della lite che nella commissione dell’omicidio.

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<![CDATA[TARANTO LA GUARDIA DI FINANZA SEQUESTRA BENI E DISPONIBILITA FINANZIARIE PER 1 MILIONE E 478 MILA EURO ]]>

Militari del Nucleo di Polizia Tributaria di Taranto hanno eseguito un decreto di sequestro preventivo finalizzato alla confisca per equivalente - ex art. 322 ter C.P. – di beni mobili, immobili e disponibilità finanziarie per un importo complessivo di 1 milione e 478 mila euro, emesso dal G.I.P. del Tribunale di Taranto – Dott. Giuseppe Tommasino - nei confronti di 24 persone, tra le quali: 3 dirigenti dell’Ente Comune di Taranto; un dirigente, un architetto ed un geometra della Soprintendenza ai Beni Archeologici della Puglia; 11 professionisti tra ingegneri, architetti e consulenti tecnici; 7 tra amministratori e dipendenti di 4 società appaltatrici. Il provvedimento cautelare rappresenta l’epilogo di indagini delegate dalla Procura della Repubblica di Taranto – Dott. Enrico Bruschi -, avviate dalle Fiamme Gialle nel novembre 2012, che hanno riguardato i lavori di ristrutturazione e consolidamento edilizio di alcuni stabili della Città Vecchia di Taranto, finanziati dalla Regione Puglia, con un appalto denominato “Vicolo 2 – Lotto 3”, per un importo complessivo di 5 milioni di euro. E’ stato accertato che un gruppo imprenditoriale specializzato nelle riqualificazioni urbanistiche, attraverso l’attestazione di esecuzione lavori, in realtà mai effettuati, ha conseguito un profitto illecito quantificato in 725 mila euro. Tutto ciò è stato reso possibile grazie al concorso nel reato di dirigenti del Comune che, attratti da un piano sistematico di tangenti, regalie e cene, hanno omesso ogni forma di controllo, collaudando opere mai realizzate. Tra gli aspetti più salienti delle indagini è da segnalare quello relativo all’assenza di opere di sostegno delle fondazioni degli stabili oggetto di lavori. In particolare, il gruppo appaltatore avrebbe dovuto supportare la statica degli edifici con pali-radice posizionati a sedici metri nel sottosuolo. In realtà tale imponente struttura non è stata mai realizzata così come altre opere di rilievo, essenziali sia per l’equilibrio statico e dinamico delle costruzioni, sia per la salubrità e qualità della vita delle persone che hanno ricevuto in assegnazione gli immobili dopo la loro presunta riqualificazione. Per tali motivi, nel luglio 2014 fu eseguito un provvedimento di sequestro preventivo d’urgenza dei predetti stabili della città vecchia, nonché il sequestro per equivalente di beni e disponibilità finanziarie per un ammontare complessivo pari al predetto profitto illecito di 725 mila euro. Nel prosieguo delle indagini sono stati vagliati ulteriori appalti riguardanti altri edifici della città vecchia, il restauro e la riqualificazione di palazzo “Pantaleo”, gli scavi stratigrafi in terreno di interesse archeologico sito in località “Croce” finalizzati alla creazione di parcheggi, la rimozione dei giochi d’acqua realizzati nell’anno 2010 nello specchio di mare che costeggia la ringhiera di Corso Vittorio Emanuele. Per gli altri edifici della città vecchia, sono stati accertati indebiti profitti conseguiti con modalità illecite analoghe a quelle sopra evidenziate. Per il palazzo “Pantaleo” è stata accertata di fatto l’omessa realizzazione di talune importanti opere nonché l’esecuzione di interventi di fattura mediocre ovvero scadente rispetto a quanto appaltato. Per quanto riguarda gli scavi in località “Croce” e la rimozione dei giochi d’acqua, sono state accertate irregolari procedure di affidamento in sub-appalto dei lavori, con un conseguente illecito incremento dei prezzi rispetto agli importi indicati nei contratti originali. Il tutto per il conseguimento di profitti illeciti pari a complessivi 1 milione e 478 mila euro. Le suindicate 24 persone sono responsabili, a vario titolo, dei reati di truffa aggravata in danno di Ente pubblico, corruzione, omissione di lavori in edifici che minacciano rovina e falsità ideologica e materiale commesse dal pubblico ufficiale in atti pubblici.

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<![CDATA[465 MIGRANTI IN ARRIVO NEL PORTO DI TARANTO E 250 A BRINDISI]]>

Sono in attesa di entrare nel porto di Taranto circa 465 migranti salvati due giorni fa nel Golfo della Sirte, al largo della Libia. La nave è assistita da un’agenzia del Gruppo Campostano. Invece a Brindisi, nel pomeriggio, è atteso l’arrivo di una nave militare inglese con a bordo circa 250 migranti soccorsi nel canale di Sicilia. Non ci sono ancora informazioni sulle condizioni di salute degli stranieri. Le operazioni vengono coordinate dalle Prefetture e se anche la Protezione civile dei rispettivi comuni. Comune di Brindisi.

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<![CDATA[TRASFERIMENTO DELLA RELIQUIA DI SAN NICOLA A MOSCA TORNA A BARI LA DELEGAZIONE PARTITA A MOSCA ]]>

E' arrivata alle 15.35 all'aeroporto di Bari, a bordo di un  aereo di linea proveniente da Roma, la delegazione barese, tra civili e religiosi, che ha accompagnato domenica scorsa la reliquia di San Nicola a Mosca per la venerazione dei fedeli ortodossi. Per tutti una grande emozione.

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<![CDATA[BARI 30ENNE SCARAVENTA MOTOCICLISTA PER TERRA E BIDONE DELLA SPAZZATURA PANICO IN VIALE SALANDRA]]>

Martedì, erano circa le 21 quando un ragazzo, 30enne barese, ha devastato a colpi di pugni e calci un pub, poi ha cercato di capottare un bidone della spazzatura e infine ha scaraventato per terra un motociclista che passava di li per caso. Tutto è accaduto in Viale Salandra, nei pressi del Policlinico di Bari. Sul posto sono intervenuti Carabinieri, Polizia di Stato e 118 che hanno trasportato il ragazzo in ospedale. Il 30enne, figlio di un avvocato, pare abiti proprio in quella zona e conosciuto dai residenti per i suoi momenti di pazzia. Panico tra la gente di passaggio. 

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<![CDATA[CASAMASSIMA BA ARRESTATO DAI CARABINIERI COLTIVATORE DI MARIJUANA INCENSURATO]]>

Coltivazione e produzione, poi probabilmente la vendita. Pensava a tutto da solo un 33enne, incensurato di Casamassima, con l’hobby del “pollice verde”,  arrestato dai Carabinieri della locale Stazione per coltivazione e detenzione di droga ai fini di spaccio.

In casa sua, i militari hanno scoperto una vera e propria serra per la coltivazione di marjuana con quattordici piante alte almeno due metri.

Dopo aver tenuto d’occhio l’abitazione, ove erano stati notati movimenti sospetti, i Carabinieri hanno deciso di entrare in azione. Hanno bussato alla porta e lui, alla vista dei militari, non ha potuto fare altro che alzare gli occhi al cielo, consapevole di quello a cui, di lì a poco, sarebbe andato incontro.

Non appena varcata la soglia dell’appartamento, i militari hanno sentito un odore intenso di marjuana. In un vano, attiguo alla sua camera da letto, il giovane aveva creato un locale, delle dimensione di 2,5 mt x 2,5 mt, adibito, in via esclusiva, alla produzione di marjuana.

Una vera e propria mini serra, ben strutturata in settori,  ove curava le fasi di germinazione, fluorescenza, essiccazione e preparazione dello stupefacente, con tanto di lampade per la regolamentazione della temperatura, un tavolo dove far essiccare le foglie e tutto il necessario per il confezionamento in dosi.

Sono state rinvenuti e sequestrati complessivamente 300 grammi di marijuana, 14 piante di “cannabis indica”, nonché materiale vario per la coltivazione della droga. Lo stupefacente, una volta essiccato e suddiviso in dosi, avrebbe potuto fruttare non meno di 10.000 euro.

Per il 33enne sono così scattate le manette e si sono aperte le porte della Casa Circondariale di Bari, ove resterà a disposizione della competente A.G., in attesa di giudizio.

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