Luca Turi News dal sito lucaturi.it http://www.lucaturi.it/ it <![CDATA[BARI LA POLIZIA DI STATO HA DATO ESECUZIONE ALLA MISURA CAUTELARE DEL SEQUESTRO PREVENTIVO DELLA SEDE DI CASAPOUND]]>

La Polizia di Stato ha dato esecuzione alla misura cautelare del sequestro preventivo della sede del movimento Casapound, ubicata a Bari in via Eritrea nr.29/B, come disposto dal GIP del Tribunale di Bari su richiesta della Procura della Repubblica di Bari.

Il sequestro è stato effettuato da personale della Digos della Questura di Bari in relazione ai fatti delittuosi accaduti lo scorso 21 settembre allorquando, al termine di un corteo di protesta regolarmente preavvisato all’Autorità di P.S., alcune persone che vi avevano preso parte hanno subito una brutale aggressione, commessa ai loro danni da parte di un gruppo di soggetti provenienti proprio da tale sede, nelle cui vicinanze si era conclusa la manifestazione.

A conclusione dell’intensa attività investigativa sviluppata dalla Digos nella immediatezza dei fatti, risultano indagati dalla locale Autorità Giudiziaria 30 militanti di Casapound (di cui 2 minorenni) per la violazione degli artt. 1 e 5 della legge nr. 645/1952 (legge Scelba), dei quali 10 ritenuti responsabili di lesioni aggravate in concorso (artt. 110, 112, comma 1, 582, 585 c.p.) nei confronti di alcune persone che  avevano partecipato, poco prima, alla manifestazione.

Risultano, altresì, indagati anche 5 militanti del locale centro sociale “Ex Caserma Liberata” per violenza e minacce nei confronti di pubblici ufficiali appartenenti alle Forze dell’Ordine (art. 337 c.p.). I predetti, infatti, appresa la notizia dell’aggressione, con il fine di raggiungere la sede di Casapound per entrare in contatto con gli antagonisti, non avevano esitato ad aggredire, a loro volta, le Forze di Polizia intervenute per ristabilire l’ordine.

Le perquisizioni delegate dall’A.G. ed effettuate lo scorso 5 ottobre a carico degli indagati e presso la sede di Casapound, hanno consentito anche il rinvenimento di alcuni oggetti utilizzati ai fini dell’aggressione, tra cui, all’interno della citata sede, di 4 manubri da palestra indicati, dalle stesse vittime, in possesso degli aggressori.

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<![CDATA[BARI LOTTA TRA CLAN PER IL CONTROLLO DEL TERRITORIO EMESSE 13 ORDINANZE DI CUSTODIA CAUTELARE ]]>

Il GIP del Tribunale di Bari ha emesso un’ordinanza di custodia cautelare nei confronti di 13 persone già colpite il 5 dicembre da fermo di indiziato di delitto eseguito dal Comando Provinciale dei Carabinieri di Bari. Nei confronti di un altro dei destinatari del fermo, pur riconoscendo la sussistenza del quadro indiziario, il GIP non ha disposto alcuna misura per carenza di esigenze cautelari.

I 14 fermi erano stati emessi dalla Direzione Distrettuale Antimafia di Bari nei confronti di taluni soggetti ritenuti organici a due sodalizi criminali del capoluogo e precisamente al gruppo Di Cosimo – Rafaschieri, operativo nel quartiere Madonnella e all’articolazione del quartiere San Paolo del potente clan Strisciuglio. Un solo provvedimento era stato invece emesso nei confronti di un giovane ritenuto contiguo al clan Parisi-Palermiti-Milella di Japigia.

I fermi erano giunti al termine di indagini avviate, nel gennaio scorso, dal Nucleo Investigativo del Comando Provinciale di Bari,  unitamente alle Compagnie Bari San Paolo e Modugno (BA), sul conto dei Di Cosimo – Rafaschieri. In particolare, l’articolata attività investigativa ha consentito di documentare la sinergia criminale venutasi a creare tra tale consorteria e quella del quartiere San Paolo, facilitata dalla figura del latitante Di Cosimo Giovanni, 40enne, irreperibile dal mese di giugno del 2017, dopo essere evaso dalla detenzione domiciliare in Bari, dovendo scontare un residuo pena per il delitto di associazione finalizzata al traffico illecito di sostanze stupefacenti. Nel corso delle indagini si era accertato che il Di Cosimo si era rifugiato nella città di Durazzo, in Albania, da dove manteneva i contatti con i sodali rimasti nella città d’origine.

In tale quadro, a partire dal mese di febbraio, veniva  documentato l’insorgere di contrasti tra i Di Cosimo – Rafaschieri ed esponenti del clan Parisi – Milella -   Palermiti del quartiere Japigia di Bari, in relazione ad una presunta manovra ordita dai primi nel quartiere Madonnella, finalizzata ad estendersi criminalmente nella porzione di territorio di quel quartiere sottoposto al controllo illecito dei secondi. Nel corso dell’estate, il conflitto già latente tra i due gruppi deflagrava a seguito della discesa in campo degli esponenti del quartiere San Paolo in ausilio dei Di Cosimo - Rafaschieri.

A seguito dei noti, gravi fatti di sangue verificatisi il 18 e 24 settembre, veniva rinforzata  la manovra investigativa e venivano documentati i seguenti fatti:

  • il proposito da parte dei Di Cosimo – Rafaschieri ordito il 29 settembre scorso, di vendicare il grave agguato subito solo cinque giorni prima. Nella circostanza venivano documentate le fasi di preparazione da parte di un commando costituito da 6 elementi del quartiere San Paolo, tutti destinatari dell’odierno provvedimento di fermo, i quali rinunciavano all’azione, solo a seguito di una complessa manovra preventiva realizzata dal personale dell’Arma;
  • l’esplosione di colpi di pistola a scopo intimidatorio, da parte di due soggetti sconosciuti del gruppo Parisi-Milella-Palermiti, la sera dell’8 ottobre u.s., davanti all’abitazione di uno dei destinatari dell’odierno provvedimento di fermo, Cristiano Di Cosimo, nel quartiere Madonnella;
  • le riunioni criminali documentate il 12 ed il 15 novembre scorsi, alle quali gli indagati partecipavano in armi, prevedendo l’imminente confronto armato con i rivali del quartiere Japigia. In particolare, il consesso criminale documentato nella mattinata del 15 novembre, presso un complesso del C.E.P. del quartiere San Paolo, al quale partecipavano ben 15 soggetti, veniva interrotto dal tempestivo intervento di personale della Compagnia di San Paolo che procedeva all’arresto di uno dei convenuti, LANAVE Luca, ed al rinvenimento e sequestro di due pistole di illecita provenienza.

 

Ancora, la corposa attività investigativa con l’ausilio di strumentazione tecnica utilizzata nei confronti di capi e gregari, tanto del gruppo Di Cosimo – Rafaschieri, che dell’articolazione del clan Strisciuglio del quartiere San Paolo, consentiva di documentare due distinte manovre estorsive dagli stessi sinergicamente avviate in pregiudizio di due commercianti di Bari ed in particolare:

  • il titolare di una rivendita di pneumatici del quartiere Libertà, al quale venivano richiesti 10.000,00 euro e di cui il medesimo aveva provveduto a pagare una prima tranche di euro 500,00;
  • il proprietario di una rivendita di vini del quartiere Madonnella, al quale era stata richiesta la somma di 10.000,00 euro.

 

In questo contesto di pesante clima di continua e reciproca provocazione armata  tra i due gruppi oggetto d’indagine ed i rivali del clan di Japigia, a fronte del costante, imminente e concreto rischio che alcuni soggetti indagati - anche contando su appoggi esterni - potessero darsi alla fuga, la DDA emetteva il decreto di fermo di indiziato di delitto, contestando la detenzione e il porto in luogo pubblico di armi comuni da sparo, l’esplosione di colpi d’arma da fuoco in luogo pubblico, estorsioni aggravate e l’aggravante prevista dall’art. 416 bis c. 1 C.P. (ex art. 7 D.L. n. 152/1991).

Nel corso dell’esecuzione dei fermi, avvenuta il 4 dicembre scorso, venivano arrestati in flagranza, per detenzione ai fini di spaccio di sostanze stupefacenti, MEZZINA Troiani Roberto e DI LEO Daniele, trovati in possesso, rispettivamente di 50 grammi di cocaina e 500 grammi di hashish.

Nella stessa mattina, nell’ambito del medesimo contesto investigativo ed a seguito di scambio informativo tra il Nucleo Investigativo di Bari e la Polizia Albanese, con il coordinamento della D.D.A. di Bari e della Procura per i reati gravi di Tirana, veniva tratto in arresto, in Durazzo (Albania), il latitante DI COSIMO Giovanni. L’arrestato è stato associato presso il Carcere di Tirana (Albania) in attesa del perfezionamento dell’iter estradizionale per l’Italia.

 

ELENCO ARRESTATI:

GRUPPO “DI COSIMO – RAFASCHIERI”, ATTIVO NEL RIONE MADONNELLA:

  1. DI COSIMO CRISTIAN, 38ENNE, CENSURATO, DETENUTO DOMICILIARE;
  2. RUGGIERO TOMMASO, 28ENNE, CENSURATO;
  3. TEMPESTA MARCO, 29ENNE, CENSURATO;
  4. LADISA COSIMO DAMIANO,33ENNE, CENSURATO;
  5. LOVERGINE IVAN,27ENNE, CENSURATO,

CLAN “STRISCIUGLIO”, ARTICOLAZIONE TERRITORIALE DEL QUARTIERE SAN PAOLO:

  1. MASTROGIACOMO FRANCESCO, 28ENNE, CENSURATO;
  2. DE SANTIS SAVERIO, 30ENNE, CENSURATO;
  3. LANAVE LUCA, 28ENNE, CENSURATO IN ATTO DETENUTO PRESSO CASA CIRCONDARIALE DI BARI;
  4. RAGGI GIOVANNI, 25ENNE, CENSURATO;
  5.  DI LEO DANIELE, 22ENNE, CENSURATO;
  6. GISMONDO FRANCESCO, 21ENNE, CENSURATO;
  7. MEZZINA TROIANI ROBERTO, 27ENNE, CENSURATO, DETENUTO DOMICILIARE;

CLAN PARISI – PALERMITI - MILELLA, OPERATIVO NEL QUARTIERE DI JAPIGIA E MADONNELLA:

  1. DI LAURO BRUNO, 32ENNE.
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<![CDATA[I CONTROLLI DELLA POLIZIA LOCALE NEL WEEKEND DELL IMMACOLATA]]>

Un carico di carne mal conservata – circa Kg. 200 di prodotti di origine animale (affumicati ed insaccati) – è quanto scoperto, in data 8.12.2018, dagli agenti della Polizia Locale di Bari impegnati nell’ordinario servizio di polizia stradale nel centro città. A seguito di ispezione gli operatori hanno identificato il conducente di nazionalità rumena alla guida di un veicolo immatricolato per trasporto di persone.

Gli istruttori di P.L., nell’occasione, hanno  accertato che le derrate viaggiavano a temperatura ambiente sebbene sulle confezioni di carne fosse indicata la prescrizione  di conservare il prodotto alla temperatura compresa tra o° e 4° gradi / centigradi, con conseguente mancato rispetto della “catena del freddo”, a cui gli alimenti dovevano necessariamente essere sottoposti.

Si provvedeva, quindi, congiuntamente al personale ASL opportunamente intervenuto, a denunciare il conducente del veicolo e a porre sotto sequestro penale l’intero carico di merce in cattivo stato di conservazione e destinato al consumo umano, successivamente distrutto.

Inoltre si contestavano le violazioni al Codice della strada e alle norme speciali di settore per il trasporto internazionale abusivo in quanto senza la prescritta licenza comunitaria oltre che per la circolazione di veicolo non munito di cronotachigrafo, in quanto di portata complessiva superiore a 3,5 t.

L’attività di polizia portata a termine dal personale di P.L. evidenzia ancora una volta l’efficiente e proficuo controllo del territorio disposto dal Comandante Generale Michele Palumbo, che nello specifico ha consentito di scoprire un ingente trasporto di generi alimentari non conformi alle norme vigenti, che se immessi sul mercato, avrebbero potuto provocare gravi danni alla salute pubblica.

Infine sempre nello stesso giorno festivo nei pressi della Stazione ferroviaria a seguito di mirato controllo veniva deferita all’Autorità giudiziaria una giovane cittadina per aver declinato false generalità a pubblico ufficiale e per aver condotto senza alcun titolo di guida un veicolo non coperto dal regolare contratto assicurativo R.C. auto.  

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<![CDATA[BARI INCIDENTE STRADALE IN VIA DE SERIO DECEDUTO UN 79ENNE]]>

Un uomo di 79 anni alla guida di una Fiat Punto è morto in un incidente stradale avvenuto questa sera sul prolungamento di via Caldarola, al rione Japigia. Per cause, ancora in corso di accertamento ha perso il controllo dell'auto ed è finto contro un albero. Con lui, c'era la moglie, di 74 anni, che è rimasta ferita. L'anziano è morto sul colpo. Sul posto sono intervenuti gli agenti della Polizia locale, i vigili del fuoco e personale del 118 che ha trasportato la donna al pronto soccorso del Policlinico.

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<![CDATA[ SPACCABARI AL VIA LA 13ESIMA EDIZIONE CON BABBO NATALE]]>

L’appuntamento con la città anche quest’anno si è rinnovato. Inaugurata ieri sera a Bari vecchia, nel Fortino, la 13esima edizione di Spaccabari dedicata all’arte presepiale.  Oltre 40 i presepi in mostra realizzati da artisti provenienti da Bari e provincia. Tra questi anche uno dedicato alla città di Matera come omaggio alla città della cultura. Tante le novità in programma a partire dalla casa di Babbo Natale, allestita nella sede dell’associazione in via Re Manfredi. Il personaggio tanto amato dai bambini interpretato dal signor Michele ha accolto decine di piccoli per una foto e la consegna di dolci. Ad aprire la manifestazione, alle quale ha preso parte il sindaco Antonio Decaro e l’assessore allo sviluppo economico Carla Palone, un omaggio al Salento con uno spettacolo di danzatrici di pizzica. Lo scorso anno si registrarono 40mila presenze. “Speriamo che quest’anno il numero possa salire – hanno dichiarato gli organizzatori di Spaccabari – Biagio Diana, Toni Matera e Tommaso Capriati – ormai è diventato un appuntamento fisso per la città durante le feste natalizie”. La mostra resterà aperta fino all’8 gennaio. Orari di apertura: dalle 10.30 alle 12.30 e dalle 17.30 alle 21.30. 24 e 31 dicembre dalle 12 alle 16.

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<![CDATA[POLIZIA E GUARDIA DI FINANZA FURTI AGGRAVATI IN ISTITUTI DI CREDITO ESTERI E ITALIANI SEQUESTRATI BENI PER CIRCA 60 MLN DI EURO]]>

La Polizia di Stato, Divisione Anticrimine della Questura di Bari - Ufficio Misure di Prevenzione Patrimoniali - e i militari del G.I.C.O. della Guardia di Finanza del Comando Provinciale di Bari hanno eseguito, a conclusione di laboriosi e complessi accertamenti svolti di iniziativa, un provvedimento di sequestro anticipato di beni mobili ed immobili, nonché disponibilità finanziarie, nei confronti di 5persone con a carico precedenti di polizia per reati contro il patrimonio, la persona, in materia di armi ed altro, destanti particolare allarme sociale, appartenenti ad una associazione per delinquere finalizzata alla commissione di furti aggravati ai danni di istituti di credito ubicati in diverse località italiane ed estere, in particolar modo francesi.

Il provvedimento, disposto dal Tribunale di Bari Sezione III, in funzione di Tribunale della Prevenzione del Tribunale di Bari presieduta dalla dott.ssa Giulia Romanazzi, in accoglimento della proposta avanzata dal sig. Questore di Bari, dr. Carmine Esposito, seguead indagini condotte dalla Polizia Francese ed all’arresto degli appartenenti al gruppo criminoso eseguito nel 2017 da personale della Squadra Mobile della Questura di Bari, sulla base del mandato di arresto europeo - MAE- emesso dal Tribunale francese di Lille per i reati di associazione a delinquere finalizzata alla commissione di furti e rapine a sportelli bancomat, commessi in Francia tra il 2014 ed il 2015.

Gli appartenenti al gruppo criminoso si identificano in:

  • Vincenzo COZZELLA, nato a Bitonto,di anni 63;
  • Ciro Enzo GREGORIO, nato a Bari, di anni 36;
  •  Luigi LEONE, nato a modugno, di anni 26;
  • Roberto PISCOPO, nato a Bari, di anni 41, sorvegliato speciale della P.S.;
  •  Giuseppe TARANTINO, nato a Terlizzi, di anni39, sorvegliato speciale della P.S.

 

In esecuzione del citato provvedimento, il personale dell’ufficio Misure di prevenzione Patrimoniali della Questura di Bari, unitamente a quello della Guardia di Finanza, hasequestratovari beni mobili ed immobili, una quota societaria ed un intero compendio aziendaledi una società di fabbricazione di carrozzerie per autoveicoli sita in Bitonto,  due imprese individuali con attività di ristorazione-bar site in Bitonto, numerosi conti correnti bancari e postali, risultati a seguito delle indagini svolte, nella piena disponibilità,diretta ed indiretta, anche per interposta persona, ai predetti, ovvero di proprietà, oltre che di questi ultimi, dei loro familiari conviventi e di terzi soggettiprestanome.

I beni sequestrati ammontano, complessivamente, al valore di circa 60.000.000 di euro e comprendono:

  • 1 appartamento per civile abitazione sito a Palo del Colle;
  • 2 ville per civile abitazione site a Bari-Palese;
  • 6 terreni agricoli siti in Bitonto e Bari-Palese;
  • 2 bar-ristorazione siti in Bitonto;
  • quota di partecipazione in una società a responsabilità limitata sita in Bitonto, nonché intero compendio aziendale costituito da beni conferiti in comodato d’uso;
  • 2 autovetture;
  • Numerosi buoni fruttiferi bancari e postali;
  • numerosi conti correntibancari e postali.
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<![CDATA[ANDRIA ASSOCIAZIONE DI TRAFFICANTI DI SOSTANZE STUPEFACENTI SGOMINATA DA UN OPERAZIONE DI POLIZIA E CARABINIERI]]>

Nelle prime ore di oggi, la Polizia di Stato e l’Arma dei Carabinieri, ad Andria (BT), hanno eseguito 27 ordini di esecuzione pena (per complessivi 222 anni)  emessi dalla Procura Generale  della  Repubblica  presso  la  Corte  di  Appello  di Bari,  susseguiti  alla  decisione   del 21.11.2018   della  IV^ sezione penale  della Suprema Corte  di  Cassazione  che  ha   confermato  l’intero impianto  accusatorio  del processo a carico  di  ASSELITI  Angelo + 32,  rendendo   definitive   le  pesanti condanne  emesse il  30.6.2017 dalla  Corte  di  Appello  di  Bari – 1^ sezione penale,  nei  confronti  di  27  imputati,  appartenenti   ad   un sodalizio  criminale armato  dedito al   traffico  di  sostanze  stupefacenti  operante  nella  città  di  Andria.

I provvedimenti sono stati eseguiti:

a cura dell’Arma dei Carabinieri, nei confronti di:

  1. BERNOCCO Savina di anni 42, anni 5 di reclusione;
  2. CAFIERI Leonardo di anni 46, anni 6 e mesi 8 di reclusione;
  3. CAFIERI Rosa di anni 45, anni 3 e mesi 1 di  reclusione;
  4. DI TRANI Addolorata di anni 58, anni 7 e mesi 4 di reclusione;
  5. FORESTI Paolo di anni 36, anni 6 e mesi 8 di reclusione;
  6. FORTUNATO Francesco di anni 55, anni 7 e mesi 4 di reclusione;
  7. LASORSA Francesco di anni 37, anni 7 e mesi 4 di reclusione;
  8. LOCONTE Felice di anni 44, anni 7 e mesi 4 di reclusione;
  9. MERRA Antonio di anni 35, anni 12 e mesi 6 di reclusione;
  10. MERRA Riccardo di anni 41, anni 6 di reclusione;
  11. PIGNATARO Antonio di anni 34, anni 24 e mesi 8 di reclusione;
  12. PISTILLO Annarita di anni 39, anni 5 e mesi 4 di reclusione;
  13. PISTILLO Francesco di anni 45, anni 30 di reclusione;

a cura della Polizia di Stato

  1. ASSELITI Angelo di anni 45, anni 6 e mesi 8 di reclusione;
  2. DELL’ENDICE Pietro di anni 35, anni 8 e mesi 8 di reclusione;
  3. DI CEGLIA Giuseppe di anni 50, anni 6 di reclusione;
  4. DI CEGLIA Lorenzo di anni 46, anni 4 e mesi 4 di reclusione;
  5. LASORSA Savino di anni 40, anni 7 e mesi 4 di reclusione;
  6. LOVREGLIO Vincenzo di anni 35, anni 1 e mesi 2 di reclusione;
  7. MATERA Michele di anni 40, anni 7 e mesi 6 di reclusione;
  8. NOVELLI Camillo di anni 43, anni 3 e mesi 4 di reclusione;
  9. PESCE Salvatore Alessandro di anni 35, anni 13 e mesi 4 di reclusione;
  10. PIARULLI Riccardina di anni 40, anni 7 e mesi 4 di reclusione;
  11. PISTILLO Vincenzo di anni 47, anni 3 di reclusione;
  12. SMAANI Tarek, nato in Algeria di anni 49, anni 5 e mesi 4 di reclusione;
  13. PORRO Saverio di anni 30, anni 6 di reclusione;
  14. RELLA Riccardo di anni 45, anni 8 e mesi 9 di reclusione.

 

Le attività investigative si sono  concluse  il 7 febbraio 2014 con l’esecuzione di un’ordinanza di custodia cautelare nei confronti degli esponenti di vertice ed i  fiancheggiatori del clan “Pesce Pistillo”.

In particolare, la complessa indagine che è stata svolta dalla Polizia di Stato e dai Carabinieri,  ha ricostruito le attività illegali del gruppo criminale organizzato prevalentemente su base familiare,  chiamato convenzionalmente gruppo “PISTILLO-PESCE”, continuativamente e stabilmente dedito al traffico illecito di sostanze stupefacenti, mediante acquisto di congrue scorte (dell’ordine di uno o più chili per tipo di sostanza), ripartizione in dosi così dette “da strada” e rivendita al minuto agli utilizzatori finali nel territorio della città di Andria.

Tale gruppo – composto prevalentemente da personaggi dediti da sempre ad attività illegali - si sarebbe strutturato nella sua attuale configurazione a partire dall’anno 2004 (con  permanenza   sino alla  data  della   richiesta  di  rinvio a  giudizio) per iniziativa e volontà di PISTILLO Francesco il quale, pur detenuto per gravi fatti di sangue a partire dall’anno 2000 (condannato irrevocabilmente  per  l’omicidio  dell’ex boss Agostino Pastore, avvenuto in  Andria  in  data 24.9.2000), avrebbe fatto valere la sua autorità e preminenza gerarchica tramite i suoi familiari rimasti a piede libero (condannato  irrevocabilmente  l’1.6.2012 per il  reato ex art. 416 bis  c.p., in  qualità  di  capo  della  omonima  associazione,   nell’ambito  del  processo c.d. “Castel  del Monte” della  Procura  Distrettuale   di  Bari).

In  particolare, l’associazione   operava mediante: 

- il procacciamento di ingenti quantitativi di sostanze stupefacenti finanziato mediante la creazione di una cassa comune;  

- il controllo, anche con l’uso delle armi e con la forza intimidatrice derivante dal numero e dal personalità delinquenziale dei componenti del gruppo organizzato, di zone territoriali della città di Andria ove esercitare in maniera esclusiva l’illecita cessione al minuto di tali sostanze; 

 - la formazione di squadre per lo spaccio al minuto, dotate di mezzi di trasporto e di comunicazione e con ripartizione di compiti tra coloro che detengono e cedono materialmente la droga, coloro che raccolgono i proventi illeciti e coloro che vigilano sulla zona di spaccio in qualità di vedette (chiamate, in gergo convenzionale, “bacchette”) le quali, attrezzate di efficienti apparati ricetrasmittenti, assicuravano protezione da eventuali azioni di contrasto delle Forze dell’Ordine;

- la tenuta di una accurata contabilità dei costi e degli introiti, con controlli incrociati tra i principali esponenti dell’associazione, allo scopo di assicurare una equa ripartizione dei proventi illeciti, nonché la corresponsione di quote di profitto anche ai promotori ed ai soci che si trovino o vengano a trovarsi in stato di detenzione.

L’associazione   operava prevalentemente nella zona del quartiere popolare  San Valentino  e    nella   parte  antica   della  città,  piazza Manfredi.

Il  procedimento  in questione  istauratosi  presso la  DDA  di  Bari,  che  ha  coordinato  le  investigazioni si è formato dalla riunione degli atti di distinti e convergenti indagini  e precisamente:

- quelli dell’indagine  iniziata  nel  settembre  del 2011  dalle dichiarazioni confessorie e collaborative  di  soggetti  di  vertice  della  associazione  (cugini   dei  fratelli PISTILLO), poi sviluppate da personale della Squadra Mobile della Questura di Bari e del Commissariato della Polizia di Stato di Andria;

- quelli  di altra precedente  indagine   sviluppata dai  Carabinieri  del Nucleo Operativo  della  Compagnia   di  Andria,  anch’essa,  formata da più procedimenti riuniti - alla ricerca di riscontri esterni alle dichiarazioni di  alcuni collaboratori di giustizia   intranei  alla associazione  criminale  in  argomento, che ha consentito l’acquisizione   di prove documentali, rinvenimenti e sequestri di sostanze stupefacenti, armi ed altro materiale significativo a sostegno dell’impianto accusatorio. 

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<![CDATA[BIMBO DI 6 ANNI DECEDUTO DOPO RICOVERO PER POLMONITE ACCADE ALL OSPEDALETTO DI BARI]]>

La Procura di Bari ha aperto un'indagine sulla morte di un bambino di 6 anni, avvenuta nell'ospedale Pediatrico Giovanni XXIII di Bari, dove il paziente era ricoverato a causa di una polmonite. Sulla morte, i familiari hanno sporto denuncia alla Polizia di Stato.
Il bambino era stato ricoverato la prima volta il 13 ottobre nel reparto di neurologia e sarebbe stato dimesso dopo tre giorni. I sintomi, però, non cessavano e quindi i genitori si sono dovuti rivolgere prima al proprio pediatra e poi ad uno studio privato per una radiografia toracica, all'esito della quale è stato consigliato un ricovero urgente. Il 20 ottobre il bambino è tornato all'ospedaletto Giovanni XXIII, dove gli è stata diagnosticata una polmonite con versamento pleurico e il piccolo è stato sottoposto nei giorni successivi a diverse terapie antibiotiche con ricovero prima nel reparto di malattie infettive e poi in quello di chirurgia. Qui avrebbe dovuto sottoporsi a intervento chirurgico di drenaggio del liquido polmonare ma ha avuto tre arresti cardiaci che hanno impedito di procedere con l'operazione. Da quel momento il bambino è stato trasferito nel reparto di terapia intensiva dove è morto.

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<![CDATA[FESTEGGIAMENTI DI SAN NICOLA IL FREDDO NON FERMA I FEDELI]]>

Sei dicembre, giorno in cui si celebrano i festeggiamenti dedicati a San Nicola. Il freddo anima la festa e la voglia di rispettare la tradizione è la stessa di tutti gli anni.

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<![CDATA[UFFICIALMENTE APERTO AL PUBBLICO IL TEATRO MARGHERITA DI BARI]]>

Apertura ufficiale, anche al pubblico, dalle 7 di questa mattina. All'interno del teatro, inaugurato ieri sera dopo 38 anni, è presente una mostra dedicata a Van Gogh che potrà essere visitata dal:

Dal Lunedì al Giovedì 09.00 – 19.00

Venerdì, Sabato e Domenica 09.00 – 22.00

L’ingresso è consentito fino a un’ora prima della chiusura

Giorni e orari possono essere soggetti a variazioni

Intero: 14,00€

Ridotto: (6/12 anni) 8,00€

(Studenti, over 65, disabili*) 12,00 €

Bambini sotto i sei anni: ingresso gratuito (accompagnati da un familiare)

Famiglia: (2 adulti + 2 bambini/ 1 adulto + 3 bambini) 44,00€

Maxi Famiglia: (2 adulti + 3 bambini / 1 adulto + 4 bambini) 50,00 €

Prenotazione Gruppi, Scuole e Attività Didattiche

Ridotto Gruppi: 10,00€ + prevendita 1,00€

Ridotto Scuole: 6,00€ + prevendita 1,00€

Per gruppi e scuole la prenotazione è obbligatoria.

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