Luca Turi News dal sito lucaturi.it http://www.lucaturi.it/ it <![CDATA[BARI CONTROLLI E SEQUESTRI AL MOLO SAN NICOLA ]]>

Prodotti ittici messi in vendita senza tracciabilità, occupazione abusiva del suolo demaniale, uso di acqua di mare prelevata dal molo San Nicola, nonostante i divieti“.E' scattato questa mattina un blitz anti-abusivismo alle bancarelle del molo San Nicola. L'operazione vede impegnati nei controlli uomini della Polizia locale, della Capitaneria di porto, della Asl e con il supporto delle forze dell'ordine. In corso sequestri di merce, banconi e vasconi frigo presenti sul posto. L'operazione è avvenuta sotto gli occhi dei turisti che in quel momento si trovavano nella zona.“

]]>
<![CDATA[BARI ALLACCIO ABUSIVO ALLA RETE PUBBLICA PER ALIMENTARE UNA SERRA ILLEGALE DI MARIJUANA COPPIA ARRESTATA DAI CARABINIERI ]]>

Alle prime ore della mattinata odierna, i Carabinieri del Nucleo Operativo della Compagnia di Bari Centro, supportati dai militari della Stazione CC di Sannicandro di Bari, hanno tratto in arresto B.V., cl. 56, soggetto già noto alle Forze dell’Ordine e sua moglie X.D.D., cl. 70, di origini brasiliane, per i reati di “coltivazione e detenzione di sostanza stupefacente del tipo marijuana, furto di energia elettrica e detenzione illegale di munizionamento”.

I due avevano allestito, in un locale attiguo alla loro abitazione in Sannicandro di Bari, un’attrezzatissima serra per la coltivazione di cannabis, dotata di decine di ventilatori, lampade, condizionatori, stufe nonché di un sofisticato sistema di irrigazione. L’immediata perquisizione locale, estesa anche all’abitazione dei coniugi, ha permesso di rinvenire e porre sotto sequestro penale ben 84 piante di Marijuana di altezza variabile tra i 5 cm e i 200 cm, 75 germogli di Marijuana, circa 3 kg totali lordi della medesima sostanza stupefacente già essiccata, contenuti in involucri in plastica e in vasetti in vetro occultati in vari luoghi dell’abitazione (persino nella lavatrice) e 10 proiettili di diverso calibro.

Infine, con l’ausilio di personale ENEL, si è accertato come, sia il locale adibito a serra che l’abitazione in cui viveva la coppia, erano allacciati abusivamente alla rete elettrica pubblica per il tramite di un cavo interrato, rinvenuto, a seguito di uno scavo, a circa 1 metro di profondità: il danno complessivo è stato stimato in circa 416.000,00 €.

Entrambi gli arrestati, come disposto dall’Autorità Giudiziaria, sono stati sottoposti alla misura pre-cautelare degli arresti domiciliari.

]]>
<![CDATA[FOGGIA ARRESTATI DALLA GDF AMMINISTRATORI PUBBLICI E NOTO IMPRENDITORE 25 INDAGATI E 12 MISURE INTERDITTIVE]]>

Finanzieri del Comando Provinciale di Foggia, all’esito di complesse e articolate attività di indagine coordinate e dirette dalla locale Procura della Repubblica, dalle prime ore di questa mattina stanno dando esecuzione all’ordinanza cautelare del Tribunale di Foggia, Sezione Giudice per le Indagini Preliminari, con la quale è stata disposta l’applicazione di misure cautelari personali nei confronti di 15 soggetti (tre dei quali agli arresti domiciliari ed i restanti sottoposti a misure di natura interdittiva) ritenuti responsabili, a vario titolo, di gravi reati contro la Pubblica Amministrazione, la “par condicio imprenditoriale”, la Fede Pubblica ed il Patrimonio.

Le indagini prendevano le mosse dalla querela presentata da un privato cittadino, con la quale venivano segnalate gravi irregolarità nelle procedure di aggiudicazione di importanti commesse pubbliche da parte del Comune di Apricena. A beneficiare di tali irregolarità, secondo il querelante, un noto gruppo imprenditoriale del posto, ritenuto “vicino” al Sindaco del Comune di Apricena.

L’immediata escussione del querelante, a cura del Pubblico Ministero titolare delle indagini, e le conseguenti investigazioni svolte dalla Compagnia di San Severo e dal Nucleo di Polizia Economico-Finanziaria di Foggia consentivano di verificare la fondatezza della querela e di riscontrare, in particolare, l’esistenza ed operatività in Apricena del segnalato connubio politico – imprenditoriale attivo nel condizionamento di gare per l’aggiudicazione di commesse pubbliche.

Seguivano, su delega della competente A.G., incisive investigazioni di natura tecnica, le cui emergenze venivano puntualmente riscontrate e validate da servizi di appostamento e pedinamento e da acquisizioni documentali. L’attività di indagine si sviluppava per un lungo periodo di tempo, in quanto nel corso delle investigazioni emergevano costantemente nuove ipotesi di reato, con conseguente necessità per la Procura della Repubblica di aggiornare le iscrizioni nel registro delle notizie di reato.

All’esito delle indagini, nei confronti del Sindaco del Comune di Apricena, interessato dalla misura cautelare degli arresti domiciliari, sono stati acquisiti gravi indizi in ordine alla commissione dei reati di concussione, peculato d’uso ed abuso di ufficio.

Nell’ordine, è stato accertato come il primo cittadino del Comune di Apricena, nel febbraio 2018, abbia costretto un componente del proprio staff a rinunciare al posizionamento ottenuto nella graduatoria finale di un concorso pubblico cui aveva partecipato, in modo tale da consentire ad altro candidato di risultare vincitore della selezione. L’intera condotta era mossa da ragioni di natura politica, risultate prevalenti rispetto al rigoroso rispetto della legalità.

Le captazioni telefoniche e tra presenti e le correlate escussioni testimoniali hanno poi dimostrato come il Sindaco del Comune di Apricena, nel gennaio del 2018, abbia impiegato, per disbrigare impegni di natura privata e connessi alla professione di ingegnere, autovettura in dotazione al Comune per l’esecuzione di attività istituzionali.

 

 

 

 

Al novembre 2017 risale, invece, l’affidamento illecito, da parte del Sindaco di Apricena, dei lavori di realizzazione dell’impianto di videosorveglianza dell’immobile sede del Comune in favore di imprenditore compiacente. In particolare, nel corso delle attività di indagine, emergeva come il Sindaco utilizzasse personalmente una scheda telefonica intestata alla madre di tale imprenditore.

Contestualmente, a carico di un Assessore, componente del Consiglio Comunale di Apricena all’epoca dei fatti, interessato dalla misura cautelare degli arresti domiciliari, e di imprenditori edili collusi, uno dei quali sottoposto alla misura interdittiva del divieto temporaneo dell’esercizio dell’attività imprenditoriale per ciò che concerne i rapporti con la P.A., sono stati acquisiti gravi indizi dei reati di “turbata libertà degli incanti” e di “rivelazione ed utilizzazione di segreti di ufficio”, con riferimento alla procedura pubblica di gara per l’appalto di servizi concernente “azioni di supporto alle politiche occupazionali mediante l’attivazione di borse lavoro per la manutenzione del patrimonio”, nonché di “induzione indebita a dare o promettere utilità”, avendo l’amministratore pubblico, abusando della propria qualità, indotto un imprenditore a consegnare una partita di legname a persona di sua fiducia. In particolare, sono stati ricostruiti i passaggi con i quali sono state inquinate gare pubbliche, al fine di favorire imprenditori del luogo ritenuti vicini all’Amministrazione Comunale.

 

Nei confronti, invece, dell’imprenditore edile di Apricena sottoposto alla misura cautelare degli arresti domiciliari e di alcuni professionisti compiacenti, sottoposti invece alla misure interdittiva della sospensione temporanea dall’esercizio dell’attività professionale, sono stati acquisiti gravi indizi in ordine alla commissione dei reati di “falsità ideologica commessa dal pubblico ufficiale in atti pubblici”, di “attività di gestione rifiuti non autorizzata” e di truffa ai danni di compagnia assicurativa.

 

Oggetto delle indagini anche il condizionamento della gara pubblica per la realizzazione della rotatoria lungo la S.S. 89 nel territorio di Apricena. Secondo gli elementi di prova raccolti, quattro imprenditori di Apricena costituivano un “cartello di imprese”, turbavano attraverso la presentazione di “offerte di comodo” la predetta procedura e consentivano quindi ad una delle imprese partecipanti di aggiudicarsi illecitamente la gara.

 

In tale contesto il funzionario della Centrale Unica di Committenza dei Comuni di Apricena, Isole Tremiti e Poggio Imperiale ed il Responsabile del Settore III – Lavori Pubblici e Patrimonio del Comune di Apricena formavano attestazioni ideologicamente false.

I funzionari pubblici e gli imprenditori coinvolti sono stati sottoposti alle misure interdittive della sospensione temporanea dai pubblici uffici e dal divieto temporaneo dell’esercizio dell’attività imprenditoriale per ciò che concerne i rapporti con la P.A.

 

Inficiati da responsabilità di natura penale anche i lavori di miglioramento sismico della Caserma dei Carabinieri di Apricena, finanziati dalla Regione Puglia e dal Comune di Apricena, oggetto di procedura negoziata di gara pubblica.

 

Gli elementi di prova raccolti hanno infatti consentito di accertare che il Direttore dei lavori del Comune di Apricena, il responsabile del Settore III – Lavori Pubblici e Patrimonio dell’Ente ed il rappresentante legale della società aggiudicataria dei predetti lavori pubblici formavano atti ideologicamente falsi relativi alla data di inizio dei lavori, inducendo in tal modo in errore la Regione Puglia e procurando alla società aggiudicataria un ingiusto profitto patrimoniale.

I tre pubblici ufficiali coinvolti sono stati sottoposti a misure interdittive.

 

L’intera attività di indagine si è avvalsa anche della collaborazione di privati cittadini che, escussi a sommarie informazioni dagli inquirenti, hanno reso dichiarazioni tali da confermare pienamente il quadro cautelare emerso dalle attività di intercettazione, dai servizi di osservazione e dalla analisi dei documenti.

In tutto sono 25 i soggetti coinvolti, ai quali è stato notificato l’avviso di conclusione delle indagini preliminari.

 

]]>
<![CDATA[MONOPOLI BA USURAIO DI PROFESSIONE ARRESTATO DAI CARABINIERI ]]>

I Carabinieri della Compagnia di Monopoli hanno tratto in arresto, in esecuzione di una misura applicativa della custodia cautelare in carcere emessa dal GIP del Tribunale di Bari, su richiesta della locale Procura della Repubblica, L.N., un  57enne, con l’accusa di usura ed estorsione ai danni di imprenditori del luogo.

Le indagini hanno consentito di documentare che l’indagato, già noto alle FF.PP. per via dei suoi numerosi trascorsi giudiziari, annoverando precedenti per vari reati, fra i quali traffico di stupefacenti e porto di armi, viveva abitualmente di “usura”, avendo una notevole disponibilità di denaro contante che “prestava” alle persone in difficoltà per poi chiedere, in cambio, interessi superiori al 300% annui, costringendo le vittime ad entrare in un vortice di ricatti e debiti dai quali non riuscivano più ad uscirne.

La sua semplice presenza o il suo nome, erano sufficienti ad intimidire le vittime, per via della sua pregressa appartenenza ad una organizzazione di stampo mafioso operante in Monopoli ed ormai disciolta.

L’attività investigativa è stata avviata a seguito della denuncia di alcuni imprenditori, i quali, da anni, erano vittime di usura da parte dell’indagato, le cui richieste erano divenute ormai insostenibili. Quest’ultimi, le cui storie sono pressoché identiche, si erano rivolti all’usuraio a seguito della crisi delle loro attività. Di conseguenza, dopo aver ricevuto denaro contante, venivano costretti a versare interessi spropositati ed insostenibili, in pratica, pari a dieci volte la cifra ricevuta in prestito. Le stesse vittime riferivano che nel giro di pochi anni avevano versato al loro aguzzino denaro per centinaia di migliaia di euro.

Le richieste erano divenute talmente esose che gli stessi terminato la liquidità, e maturato ritardo nei pagamenti, erano oggetto di continue minacce da parte dello “strozzino”, che non esitava ad avvicinare anche mogli e figli, arrivando persino a pedinare le vittime appostandosi anche sotto casa al fine di incutere maggior timore, senza contare le continue chiamate o i messaggi inviati in qualsiasi ora del giorno e della notte: un metodo descritto dalle vittime come “asfissiante”. Talvolta le stesse ricevevano un appuntamento dall’arrestato il quale, dopo averle prelevate ed accompagnate in luoghi isolati, le minacciava con un coltello a serramanico e le picchiava brutalmente.

L’intervento dei militari ha di fatto liberato i due imprenditori dalla morsa di ricatti e minacce alla quale erano sottoposti da anni.

In casa dell’arrestato i militari hanno trovato circa 13.000,00 euro in contanti, un quaderno contabile, verosimilmente utilizzato per annotare i prestiti e le scadenze, ed un coltello.

Sono in corso ulteriori indagini al fine di accertare se il “giro” dell’usura riguardasse anche altre persone in stato di bisogno.

]]>
<![CDATA[ BARI SOCIAL SUMMER INAUGURATO IL VILLAGGIO DEL MARE SUL WATERFRONT DI SAN GIROLAMO ]]>

È stato inaugurato nel pomeriggio il “Villaggio del Mare”, la struttura allestita sul waterfront di San Girolamo nell’ambito di “Bari Social Summer”, il cartellone degli appuntamenti estivi promosso dall’assessorato al Welfare. L’iniziativa racchiude alcuni degli oltre 200 appuntamenti previsti dal programma fino al 30 settembre in tutta la città.

Al suo interno e negli spazi esterni fino al 3 agosto, dal lunedì al sabato, dalle ore 17 alle 21, sono programmate diverse iniziative, gratuite e aperte a tutti: dai giochi in acqua ai laboratori artistici, dagli spazi di ascolto alle iniziative di sensibilizzazione alle differenza, dalle attività di movimento a quelle sportive.

“Il lavoro realizzato in questi anni dalla rete territoriale che abbiamo costruito - ha dichiarato l’assessora al Welfare Francesca Bottalico, intervenuta all’inaugurazione - ha permesso al welfare di non andare in vacanza e di essere presente in ogni luogo della città attraverso interventi pensati per rispondere al bisogno ma soprattutto per costruire comunità inclusive. In questa logica oggi abbiamo inaugurato il Villaggio del Mare, un luogo aperto a tutti e tutte, su uno spazio pubblico nuovo su cui l’amministrazione ha investito molto e continuerà a investire. In programma tantissimi eventi: musica, giochi, balere per il mondo della terza età ma anche sportelli di ascolto, incontri sulla prevenzione, laboratori educativi rivolti a gruppi di persone o singoli cittadini che potranno godere delle nostre proposte o diventare loro stessi animatori della programmazione. Il nostro obiettivo è quello di coinvolgere, durante l’intera estate e nel corso dei tanti eventi diffusi in tutti i quartieri, 10mila persone tra coloro che restano in città e non possono permettersi una vacanza”.

Ad aprire i battenti nel pomeriggio il Ludobus, uno spazio ludoteca con giochi della tradizione che proseguirà tutti i giorni sino al 3 prossimo agosto, per continuare con giochi in acqua, laboratori artistici, di movimento, di psicomotricità e sportivi. Giovedì 25 luglio spazio alle Olimpiadi dei giochi tradizionali e alle attività ludiche sui 5 sensi, ai giochi interculturali, alle letture animate con kamishibai e ai laboratori di ispirazione munariana, yoga sociale e fitness e ad iniziative di sensibilizzazione contro il bullismo, la violenza di genere sulla promozione del dialogo interculturale.

Venerdì 26 luglio e il 2 agosto si ballerà con le Balere, mentre sabato 27 l’appuntamento è con Giocalaluna, l’evento per bambini/e sui temi dei diritti dell’infanzia.

Martedì 30 luglio sarà un pomeriggio dedicato all’arte con l’allestimento di una mostra di quadri e con la lettura di poesie in riva al mare. Mercoledì 31 luglio, invece, si terranno i laboratori di costruzione di aquiloni, di creazioni di monili con conchiglie e le letture ad alta voce sul tema dell’accoglienza e del mare. Giovedì 1° agosto saranno raccontate storie di donne coraggiose e venerdì 2 agosto appuntamento con Wikimedia Italia, il laboratorio sulla filosofia wiki e Wikipedia.

Infine, il “Villaggio del Mare” chiuderà il 3 agosto con la gran festa di Bari Social Summer.

 

Il programma completo di tutte le attività di Bari Social Summer è disponibile sul sito istituzionale del Comune a questo link.

]]>
<![CDATA[BARI LOTTA ALL ABUSIVISMO COMMERCIALE E ALLA CONTRAFFAZIONE NEI MERCATI CITTADINI]]>

Blitz della Polizia Locale all’interno del mercato di Santa Scolastica, sequestrati piccoli elettrodomestici di fabbricazione cinese con evidenti  elementi di contraffazione.

 

Gli uomini coordinati  dal Generale Michele Palumbo, durante l’ordinaria attività di controllo,  hanno constatato la presenza di due individui intenti a commercializzare merce di dubbia provenienza.

Sottoposti ad identificazione risultavano essere  di nazionalità serba ed  interessati da precedenti di polizia.

I prodotti  in vendita tra cui  alcuni  apparati radio, lampadine, dispositivi Bluetooth e altri  accessori per la cura della persona, a seguito di un più approfondito esame,  risultava contraffatti.

Ai due individui è stata contestata la violazione amministrativa  per l’esercizio di commercio abusivo e comminata la sanzione  pecuniaria di 5.000  euro (pagamento in misura ridotta) oltre al sequestro della merce ai fini della successiva confisca.

Ulteriori accertamenti sono in corso per verificare l’esatta provenienza dei prodotti sequestrati ed in ordine ai marchi contraffatti .

La dichiarazione del Comandante Michele Palumbo : “La costante attività di monitoraggio all’interno dei mercati rionali, rientra in una più ampia strategia di tutela del cittadino contro le frodi commerciali e, soprattutto, contro la vendita di prodotti che  sono posti in circolazione senza il rispetto delle norme nazionali e comunitarie a tutela della salute degli utilizzatori.

I controlli proseguiranno nei prossimi giorni, garantendo una  sicura  vigilanza anche nel periodo estivo.

]]>
<![CDATA[TERLIZZI BA ARRESTATO DAI CARABINIERI L AUTORE DEL TENTATO OMICIDIO DELLA RAGAZZA SUDAMERICANA ACCOLTELLATA DOMENICA 14 LUGLIO ]]>

Un noto pregiudicato di Palo del Colle (BA) è stato arrestato dai Carabinieri della Compagnia di Molfetta (BA), con l’accusa di essere stato l’autore della aggressione che stava costando la vita ad una 20enne di origine sudamericana, compiuta domenica 14 luglio, all’ora di pranzo, in un casolare di Terlizzi, dove giovanissime donne esercitano l’attività di meretricio.

Il provvedimento di cattura è stato emesso dalla dott.ssa Lucia Anna Altamura, G.I.P. del Tribunale di Trani (BT), su richiesta del Sostituto Procuratore della Repubblica Dott.ssa Simona Merra che ha diretto le indagini, condotte congiuntamente dai militari della Tenenza di Terlizzi e della Stazione di Palo del Colle.

La ragazza coinvolta in questo barbaro episodio, era giunta a Bari da pochi giorni, alloggiando in un albergo della zona, per poi trasferirsi nella zona compresa fra Bitonto (BA), Terlizzi e Ruvo di Puglia (BA) ove quasi tutte le mattine, a bordo di un taxi, giungeva al “casolare” per prostituirsi insieme ad altre giovani donne. Domenica 14 luglio, giornata assolata, lungo la complanare della SP231, secondo la ricostruzione operata attraverso le dichiarazioni della giovane donna e di alcuni testimoni, un uomo giunge in tarda mattinata presso questo casolare a bordo di un SUV. Da quel momento, in maniera quasi schizofrenica, il cliente inizia a chiedere a diverse donne di avere prestazioni sessuali non protette. Due di loro si rifiutano, mentre la vittima, che non comprende e non parla italiano, dopo parecchie insistenze accetta, ma solo per un approccio superficiale. La donne,  tutte da pochi giorni in Italia, sono ignare di chi hanno di fronte.

Durante il rapporto, l’uomo, di corporatura robusta, diventa sempre più violento e la giovane ragazza prova ad opporsi strenuamente e a quel punto l’uomo, come in preda ad un raptus estrae un coltello ed inizia a colpire violentemente la vittima con micidiali fendenti che la raggiungono in pieno petto, all’inguine ed ai glutei.

La malcapitata, nonostante le gravi ferite riportate, trova la forza di effettuare col suo cellulare una video chiamata ad una “collega” su Bitonto ma l’aguzzino, avvedutosi di ciò, con impressionante brutalità, afferra il cellulare e riprendendo la donna ormai riversa al suolo in una pozza di sangue, inizia a minacciare l’interlocutrice dicendole: “vedi cosa ho fatto! figuriamoci se ho paura della Polizia!”.

Non pago di tutta la violenza già scatenata sulla povera vittima, prima di fuggire, decide di strapparle gli orecchini che ha al collo e  prendere i soldi che ha su di un tavolo.

I soccorsi, allertati da un passante, giungeranno giusto in tempo per salvare la donna, la quale, dopo aver lottato fra la vita e la morte per due giorni, appare ora fuori pericolo.

I rilievi tecnico-scientifici, effettuati dal personale della Sezione Investigazioni Scientifiche del Nucleo Investigativo Carabinieri di Bari e dalla Sezione Operativa del Nucleo Operativo di Molfetta, cristallizzeranno successivamente ogni piccolo particolare della scena del delitto, per permettere poi, alle indagini immediatamente avviate, attraverso la visione di alcune telecamere della zona, le testimonianze raccolte ed altri accertamenti tecnici, di risalire all’autore del reato, un pregiudicato della zona, già condannato per una serie di condotte illecite fra le quali proprio lo sfruttamento della prostituzione.

L’uomo, un 41enne di origine bitontine, su disposizione dell’A.G.   è stato così tratto in arresto e tradotto presso la Casa Circondariale di Trani.

 

 

]]>
<![CDATA[AMICHEVOLE BARI AC PINE 11 0 TUTTO FACILE PER I RAGAZZI DI CORNACCHINI]]>

Dopo lo 0-0 rimediato nella prima uscita stagionale contro la Primavera della Fiorentina, ieri il Bari al suo secondo test amichevole ha battuto per 11-0 i dilettanti dell'AC Piné. Tutto facile per i galletti e le reti portano alla firma soprattutto di Simeri (4) e Neglia (3), ma c'è stata anche la gloria per il bomber Mirko AntenucciFolorunsho, Terrrani e Di Cesare

]]>
<![CDATA[BRINDISI TRE IMMIGRATI STIPATI IN UNA CELLA FRIGO UNO IN STATO DI ASFISSIA]]>

Brindisi: immigrati stipati in un Tir arrivati nel Versa in gravi condizioni un immigrato che insieme ad altri due extracomunitari è arrivato stasera (sabato 20 luglio) nel porto di Brindisi, dopo un viaggio infernale all'interno di un'angusta cella frigo di un Tir proveniente da Igoumenitsa. La scoperta è stata fatta dagli uomini dell’ufficio delle Dogane, dalla Capitaneria di porto e dai militari della guardia di finanza, nell’ambito dei controlli sui merci e sui passeggeri in arrivo e in partenza. 

Brindisi: immigrati stipati in un Tir arrivati nel porto

Versa in gravi condizioni un immigrato che insieme ad altri due extracomunitari è arrivato ieri sera nel porto di Brindisi, dopo un viaggio infernale all'interno di una cella frigo di un Tir proveniente da Igoumenitsa. La scoperta è stata fatta dagli uomini dell’ufficio delle Dogane, dalla Capitaneria di porto e dai militari della guardia di finanza, nell’ambito dei controlli sui merci e sui passeggeri in arrivo e in partenza. 

Il mezzo pesante era approdato presso la banchina di Costa Morena a bordo della nave Florentia. Le forze dell'ordine, allertate da alcuni rumori, hanno chiesto l’intervento dei vigili del fuoco del comando provinciale di Brindisi. I pompieri, recatisi subito sul posto, hanno estratto i malcapitati, nascosti dietro a un carico di scatoloni, dalla cella frigo. 


 

Potrebbe interessarti: https://www.brindisireport.it/cronaca/immigrati-clandestini-tir-porto-brindisi.html
Seguici su Facebook: https://www.facebook.com/pages/BrindisiReportit/129694710394849


 

Potrebbe interessarti: https://www.brindisireport.it/cronaca/immigrati-clandestini-tir-porto-brindisi.html
Seguici su Facebook: https://www.facebook.com/pages/BrindisiReportit/129694710394849

]]>
<![CDATA[MINORE RIDOTTO IN SCHIAVITU PADRE ARRESTATO A MASSAFRA TA ]]>

Un uomo di 47 anni è stato arrestato dai Carabinieri con l'accusa di aver ridotto in schiavitu' il figlio minore. 

Dalle indagini, avviate nei primi giorni di luglio, è emerso che l'uomo aveva completamente assoggettato il figlio alla propria volontà, obbligandolo a condizioni lavorative disumane, anche picchiandolo violentemente con spranghe di ferro, qualora si opponesse alla sua volontà.

Al ragazzo, inoltre, veniva impedito di frequentare coetanei o parenti.

]]>