Luca Turi News dal sito lucaturi.it http://www.lucaturi.it/ it <![CDATA[BARI GIORNATA INTERNAZIONALE CONTRO LA VIOLENZA SULLE DONNE ]]>

Questa mattina in occasione della giornata internazionale contro la violenza sulle donne presso il foyer del Teatro Petruzzelli, alla presenza del sindaco di Bari, la prefetta, il sovrintendente della Fondazione Petruzzelli e dei familiari, dopo un intermezzo musicale alla memoria della dottoressa Anna Costanza, si è proceduto allo scoprimento di una targa nel camerino a lei dedicato.

 

Analogamente, in diversi punti della città, si sono svolti ulteriori appuntamenti dedicati a tutte le donne vittime di violenza ed in collaborazione con la Cgil e il Comune di Bari, in Piazza Chiurlia alla presenza del segretario generale della Cgil di Bari Gigia Bucci e dell'assesore al welfare del comune di Bari Francesca Bottalico sono state dipinte di rosso due panchine ivi disclocate.

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<![CDATA[GDF INDIVIDUATI 12 LAVORATORI IN NERO TRA I QUALI DIVERSI PERCETTORI DEL REDDITO DI CITTADINANZA]]>

Finanzieri della Compagnia di Andria, all’esito di una attività di servizio in materia di “sommerso da lavoro”, hanno individuato, presso una società con sede in Andria, la presenza di n. 12 lavoratori in nero” dei quali n. 6 sono risultati beneficiare del “reddito di cittadinanza”.

Per i soggetti beneficiari del “reddito di cittadinanza” sono in corso le verifiche sulla legittima percezione, ai fini di una eventuale revoca a cura delle Autorità competenti.

Nei confronti della società, oltre alla segnalazione volta alla sospensione dell’attività, è stata avviata la procedura per l’irrogazione della maxisanzione, aggravata per l’assunzione irregolare di manodopera percettrice di “reddito di cittadinanza”.

L’attività di servizio conferma la continua azione svolta dalle Fiamme Gialle nella lotta all’illegalità e all’abusivismo nel sistema economico-finanziario, a tutela dei cittadini e dei soggetti economici che operano nella osservanza della legge e le cui prospettive di sviluppo sul mercato sono danneggiate da chi, invece, assume comportamenti concorrenziali al di fuori della legalità.

Tali attività, secondo le indicazioni dell’Organo di vertice, vengono ora, ancor di più, incentivate anche in riferimento al disagio, non solo economico, ma anche sociale, che il Paese sta attraversando a causa del rischio epidemiologico dovuto al COVID19 e, quindi, volta a garantire l’effettivo sostegno alle fasce più deboli della popolazione ed evitare il dispendio di importanti risorse finanziarie.

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<![CDATA[MOLFETTA DA ANNI SCIPPAVA ANZIANI IN TUTTA LA BAT ARRESTATO DAI CARABINIERI]]>

I Militari della Sezione Operativa di Molfetta, su esecuzione della misura cautelare in carcere emessa dalla Procura di Trani, hanno arrestato G.M., 51enne, di Barletta già conosciuto alle forze di polizia per i reati di rapina e furto con strappo.

Dopo diversi mesi di indagini, pedinamenti e analisi delle riprese di telecamere di videosorveglianza, finalmente è stato individuato ed arrestato lo scippatore seriale che, da quasi 3 anni, nei mesi estivi imperversava in tutta la BAT e comuni di Molfetta e Terlizzi. All’alba, i carabinieri della Sezione operativa dei Carabinieri di Molfetta, con il supporto dei colleghi della Sezione Radiomobile di Barletta, su disposizione del Giudice per le Indagini Preliminari del Tribunale di Trani, che ha valutato e accolto le esigenze cautelari prospettategli dagli inquirenti, hanno eseguito l’ordinanza di applicazione di misura cautelare della custodia in carcere nei confronti del 51enne, ritenuto responsabile di almeno 12 scippi e rapine, perpetrati tra luglio 2018 e settembre 2020, tra i comuni di Bisceglie e Molfetta.

Lo scippatore seriale, come da copione seguiva sempre lo stesso schema. Agiva da solo, nelle ore mattutine, preferibilmente tra le 09:30 e le 10:30, a bordo di uno scooter, con targa contraffatta, con casco calzato e nascondendo il volto con occhiali da sole. La vittima, sempre una persona anziana, poiché indifesa e incapace di una pronta ed energica reazione e, data l’età, a volte poco precisa nella ricostruzione dei fatti e nel descrivere il malvivente. Individuato il malcapitato anziano, quest’ultimo veniva fermato con qualche espediente, ad esempio chiedendo indicazioni stradali. Una volta avvicinata la sfortunata vittima, nel momento più opportuno, gli strappava letteralmente di dosso il monile in oro, per darsi subito alla fuga e far perdere le proprie tracce. Scaltro e spregiudicato, il rapinatore, pensava di farla franca nelle sue “trasferte delittuose” soprattutto nei comuni di Molfetta e Bisceglie, credendo di non essere mai riconosciuto e individuato.

Per ben tre anni di seguito e sempre nei periodi estivi, il soggetto si è reso autore delle azioni criminose, creando non poco allarme sociale, ma soprattutto dolore agli anziani malcapitati che alle collanine, più che un valore economico, davano un forte valore affettivo. 

A porre fine ai delitti seriali, l’attività della Sezione Operativa  dei Carabinieri di Molfetta, sotto la direzione della Procura della Repubblica di Trani, che partendo da uno scippo avvenuto a Molfetta nei primi giorni di settembre ai danni di un 85enne molfettese sono riusciti a definire l’identikit del soggetto e, contestualmente, alla localizzazione del luogo dove il rapinatore nascondeva la moto utilizzata per le sue scorribande. Da questa data la ricostruzione di tutti gli eventi contestati al 51enne che, dopo l’arresto, è stato tradotto presso la casa circondariale di Trani su disposizione dell’A.G tranese.

 

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<![CDATA[MORTI PER LEGIONELLA SEQUESTRATI DUE PLESSI DEL POLICLINICO DI BARI]]>

 I carabinieri del Nas hanno sequestrato, con facoltà d'uso, due interi padiglioni del Policlinico di Bari - Chini e Asclepios - perché "infetti da batteri di legionelle". Il decreto di sequestro preventivo è stato disposto nell'ambito di una indagine sui decessi di quattro pazienti, avvenuti tra il 2018 e il 2020, morti dopo aver contratto il batterio.

Nell'inchiesta sono indagati cinque dirigenti del Policlinico, per i reati di omissione di atti d'ufficio e morte come conseguenza di altro delitto, tra i quali il direttore generale Giovanni Migliore. 

I dirigenti del Policlinico di Bari, dopo il primo decesso causato da una infezione da legionellosi il 10 giugno 2018, non avrebbero adottato "alcuna misura di controllo e bonifica per l'eliminazione del batterio, la cui presenza era stata accertata", già all'epoca, "nell'acqua prelevata dai rubinetti del reparto di Medicina interna Frugoni", nel padiglione Chini dove il paziente era stato ricoverato dal 5 al 15 maggio 2018. E' quanto emerge dall'indagine che ha portato oggi al sequestro con facoltà d'uso dei padiglioni Chini e Asclepios.

 

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<![CDATA[PERDE IL CONTROLLO DEL MEZZO E SI RIBALTA CON LA VETTURA FERITO 70ENNE IN VIALE DE LAURENTIS A BARI]]>

Un 70enne, questa mattina, si è ribaltato con la sua vettura in Viale De Laurentis, nel quartiere Poggiofranco di Bari.

Per cause ancora da chiarire, l'uomo a bordo di una Fiat 500, avrebbe perso il controllo del mezzo finendo la sua corsa su di un fianco.

Sul posto sono intervenute diverse pattuglie della Polizia Locale che hanno chiuso il tratto di strada interessato, Vigili del Fuoco e personale del 118.

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<![CDATA[GDF SEQUESTRATI OLTRE 2 KG DI COCAINA TRATTO IN ARRESTO UN CITTADINO ALBANESE]]>

Nell’ambito della costante attività istituzionale di controllo economico del territorio volta alla prevenzione e repressione dei traffici illeciti, una pattuglia del Nucleo di Polizia Economico-Finanziaria di Bari - all’uscita del casello dell’autostrada A14 di Canosa di Puglia - ha intercettato e sottoposto a controllo un’autovettura utilitaria con targa italiana che, alla vista dei militari, rallentava più volte, inspiegabilmente, la corsa.

All’atto del fermo, il conducente - un quarantenne di nazionalità albanese - sin da subito mostrava un evidente stato di agitazione. l militari del Nucleo PEF Bari - insospettiti da tale atteggiamento, nonché dalle dichiarazioni incerte fornite dallo stesso e dai suoi diversi precedenti di polizia anche in materia di stupefacenti - decidevano, pertanto, di procedere ad un più approfondito controllo dell’automezzo.

La pattuglia - coadiuvata dalle unità cinofile del Gruppo Pronto Impiego Bari, nel frattempo intervenute sul posto - ha sottoposto, quindi, ad ispezione il veicolo, rinvenendo, abilmente occultati in un’intercapedine sita all’interno del bagagliaio del veicolo, due panetti di cocaina del peso complessivo di kg. 2,350.

Decisivo, oltre all’intuito investigativo delle Fiamme Gialle baresi, si è rivelato, ancora una volta, il fiuto infallibile dei cani pastori, Lady e Darin, rispettivamente, di anni 9 e 4, immessi in servizio antidroga dopo aver frequentato il “Corso Allevamento e Addestramento Cinofilo” presso il Centro Addestramento del Corpo di Castiglione del Lago (PG), i quali hanno immediatamente rivolto la loro attenzione al vano posteriore dell’abitacolo.

A termine delle operazioni, il soggetto è stato arrestato nella flagranza del reato di detenzione di sostanze stupefacenti e tradotto presso la casa circondariale di Foggia, su disposizione del Pubblico Ministero della Procura della Repubblica di Trani, il quale ha provveduto a richiedere al competente Giudice per le Indagini Preliminari la convalida dell’arresto e la custodia cautelare in carcere dell’arrestato, che venivano conseguentemente adottate.

 

 

 

 

La droga, l’autovettura utilizzata per il trasporto e due smartphone rinvenuti nella disponibilità del trafficante sono stati sottoposti a sequestro.

Sono in corso accertamenti tesi ad individuare il canale di approvvigionamento nonché i destinatari della cocaina che, se spacciata nelle piazze pugliesi, avrebbe fruttato illeciti guadagni per oltre 300.000 euro.

Continua, pertanto, incessante l’azione di contrasto del Nucleo di Polizia Economico-Finanziaria di Bari, tra l’altro, al traffico e allo spaccio di sostanze stupefacenti, a salvaguardia della vita umana e, in particolare, di quella dei nostri figli.

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<![CDATA[CONTROLLI DELLA POLIZIA DI STATO PRESSO CIRCOLI RICREATIVI]]>

Nell’ambito degli intensificati servizi di controllo del territorio tesi a verificare il rispetto delle norme anti contagio, i poliziotti della Squadra Volante, unitamente ad agenti della Polizia Locale, hanno sottoposto a controllo alcuni circoli ricreativi.

In un circolo, al quartiere Poggiofranco, sono state sorprese ben 19 persone che, all’atto del controllo, erano intente a giocare una partita a carte.

Sottoposte a controllo di polizia, 10 sono risultate gravate da precedenti penali. Tutti sono stati sanzionati per la violazione di quanto previsto dalle norme in vigore per contrastare il diffondersi dell’epidemia da covid-19.

All’interno del circolo, inoltre, erano presenti 3 video slot, detenute senza alcuna autorizzazione, che sono state sequestrate.

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<![CDATA[TERREMOTO IN IRPINIA IL RICORDO DELLA TRAGEDIA DI 40 ANNI FA]]>

DI LUCA TURI

Il trascorrere del tempo, si dice guarisca ogni ferita ma non il ricordo che, pur affievolito, resta comunque indelebile. Le scene terribili del terremoto - il 23 novembre 1980 - in Irpinia, Basilicata e Puglia restano scolpite nella mia mente, difficili da cancellare. Un ricordo ancora nitido di morte, dolore, distruzione come soltanto un violento terremoto di 6,9 gradi della scala Mercalli può provocare. La terra che trema per oltre un minuto ha la potenza di radere al suolo intere città, figuriamoci quei piccoli centri di poche migliaia di anime, fragilmente abbarbicati sui pendii dei monti. 

Sono passati quarant'anni e ancora rivedo quei volti, i corpi straziati composti in una lunga fila di bare adagiate tra le macerie. Le lacrime, l'enorme e quasi incredulo dolore dei sopravvissuti che vagano, cercano, invocano, scavano. Scene simili a Balvano, Castelnuovo di Conza, Sant'Angelo dei Lombardi, Lioni. E tutt'intorno enormi cumuli di mattoni, tufi e masserizie sepolte. Spazzate via per sempre case sino ad un attimo prima piene di vita. La vita semplice di gente che alle 19,34 di quella maledetta domenica magari si sta preparando per la cena. Qualcuno, invece, è a Messa come nella chiesa di Santa Maria Assunta, a Balvano, intenta a pregare seduto sui banchi e sulle sedie. E così li vidi, privi di vita, travolti dal crollo. Una scena quasi irreale. Una settantina le vittime, tra cui 66 bambini, gli Angeli di un paese che vede in pochi secondi spazzato via il proprio futuro, la speranza. E la rabbia, irrefrenabile, di chi ha perso tutto. I volti delle vittime, dei familiari ma anche di quei primi e pochi soccorritori arrivati a fatica e con mezzi di fortuna sui luoghi della tragedia. Militari, Vigili del fuoco che fanno quel che possono per salvare più gente possibile. Ma il bilancio è impressionante e conta tremila morti e più di novemila sfollati. L'epicentro del sisma in Irpinia ma i danni si estendono anche alla vicina Basilicata e in Puglia. La scossa è avvertita da Roma sino al Salento, impetuosa e lunghissima. Case, strade, ponti crollati. Le stesse strade e gli stessi ponti attraversati con la mia auto, assieme al collega Enzo Magistà allora giovane cronista e oggi direttore di "Telenorba". Partito da Bari, ero passato a prenderlo per schizzare a tutta velocità verso una destinazione quasi ignota. Un'avventura in piena notte sino all'arrivo a Balvano, in Basilicata. Non una scelta precisa ma quasi guidati dall'istinto.

Pochi secondi per cogliere la portata dell'immane tragedia e poi subito al lavoro, avvolti nelle coperte donate dai militari per proteggerei da un freddo pungente. Alle prime luci dell'alba, il chiarore svela tutti i contorni della terribile verità: morti, feriti, crolli, dolore, disperazione. Un racconto fatto alle nostre redazioni utilizzando uno dei primi telefoni portatili, installato sulla mia auto. Un racconto andato avanti per 4 lunghissimi giorni. E poi le visite delle autorità, ad iniziare dal ministro Emilio Colombo, lucano, sino al presidente Pertini e Papa Wojtyla al quale una donna disse: "Qui non prega più nessuno". La risposta? "Non occorre che preghino, bastano le loro lacrime". 

Infine, l'encomio del Commissario Zamberletti anche a Magistà e a me per l'opera di comunicazione e informazione svolta. Un ricordo che conservo con legittimo orgoglio. Assieme ad altri valorosi colleghi, avevamo acceso un faro su quell'immane catastrofe. 

Questo il mio racconto, il mio ricordo di quanto accaduto quarant'anni fa.

Un modo per onorare la memoria di migliaia di vittime innocenti.

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<![CDATA[BITONTO BA AUTO FINISCE FUORI STRADA DECEDUTO 19ENNE]]>

Un incidente mortale avvenuto nella tarda serata di ieri, sulla SP89, nei pressi di Bitonto, ha provocato il decesso di un giovane ragazzo.

Il 19enne avrebbe perso il controllo del mezzo finendo fuori strada e capottandosi nella campagna, probabilmente, perchè l'asfalto era troppo viscido.

Il sinistro è avvenuto intorno le 21.30 e sembrerebbe che il ragazzo tornasse a casa.

Alcuni automobilisti hanno allarmato i Vigili del Fuoco e 118 che, intervenuti immediatamente sul posto, hanno constatato il decesso.
Sul posto i Carabinieri che indagano su quanto accaduto.

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<![CDATA[CONTROLLI ANTICOVID DELLA POLIZIA LOCALE A BARI SANZIONI PER COMMERCIANTI CLIENTI E STUDENTI]]>

Continuano i controlli della Polizia Locale di Bari contro la diffusione del virus.

Nella notte appena trascorsa, nel quartiere San Pasquale, alcuni studenti universitari stranieri (Erasmus) subito dopo una festa privata venivano sorpresi a spasso per il rione.

Pertanto, sanzionati perchè violavano le prescrizioni del DPCM del 03 novembre 2020, il quale vieta ogni spostamento salvo casi di necessità, emergenza o lavoro, su tutto il territorio nazionale dalle 22 alle 05.

Sempre nella giornata di ieri, venivano sanzionati cinque clienti e tre esercenti delle attività mercatali di "Santa Scolastica" e San Pasquale poiché, durante le operazioni di compravendita, non indossavano i prescritti dispositivi di protezione individuali.

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